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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[lunedì, 07 gennaio 2008]
-------------------------------------------------------------------------------------- Fiocco azzurro (o rosa?) nel Web

Nasce oggi Wikia Search, motore di ricerca lanciato dai creatori di Wikipedia che, si annuncia come una vera e propria rivoluzione rispetto ai motori di ricerca come li abbiamo finora conosciuti. Wikia Search è ancora in fase alpha, quindi non aspettatevi chissà che prestazioni; trovo però molto interessante la filosofia del progetto, che nasce offrendo grandi possibilità di social networking e con una filosofia di base che vuole rendere molto più trasparenti i suoi meccanismi di ricerca (già ho avuto modo di scrivere qui come Google, sicuramente il motore più potente, sia tutt'altro che trasparente).

Proprio sul versante della trasparenza mi sembra si nasconde la più grande potenzialità di Wikia Search, e la più grande novità. Il ranking delle varie pagine web (per ora che le pagine indicizzate sono davvero pochine; uno dei suoi creatori dice a Repubblica che ci vorranno almeno due anni per arrivare a livelli paragonabili a Google) sarà determinato anche dalle preferenze degli stessi utenti, che avranno la possibilità di votare i risultati delle ricerche e di discuterne in modalità wiki. In più, mi sembra di capire dando un'occhiata superficiale al portale, Wikia Search sembra puntare su tecnologie semantiche (e mi preme sottolineare questo aspetto visto che con una tesi sul semantic web mi ci sono laureato, ormai quasi tre anni fa: come passa il tempo), visto che è attivo nella comunità che si sta occupando di questo sviluppo un Semantic Lab: rosico, questo sì che sarebbe stato un bel caso da studiare.

Immaginato da PhilipDick alle 15:54 / p.link
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# scienza e tecnologia, internet e new media

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[venerdì, 18 novembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Il WSIS

Vi segnalo i risultati principali del Summit mondiale per la società dell'Informazione (WSIS) in corso in questi giorni a Tunisi, di cui forse avrete letto, visto che sui giornali se ne è parlato. Vado veloce, per maggiori informazioni in rete se ne trovano una valanga.  

Vi giro questo articolo in cui appare evidente il fallimento del vertice per quello che riguardava la questione più politica, il monodopolio dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ente no-profit americano che dal 1998 presiede all'assegnazione dei domini in rete com, org, net e qualche altro (quelli nazionali, come it sono gestiti a livello nazionale). La richiesta era quella di istituire una commissione mondiale, in una logica multilaterale per assegnare gli indirizzi web, voluta soprattutto da Brasile, Cina e Iran. Alla fine si è rimandato tutto al prossimo summit, fra cinque anni.

Ora, al di là delle procedure tecniche per l'assegnazione dei domini, è davvero una questione così importante? Non credo, si tratta secondo me di una questione politica, di rapporti internazionali e non altro (visto che Cina e Iran non brillano per la libertà, anche sul Web), anche perché non riesco a vedere dove l'assegnazione dei domini (che finora ha funzionato bene da un punto di vista tecnologico: non è certo questa la cosa da migliorare sul Web) costituisca di per sé un potere.

Internet, prima ed il Web, poi, si sono sviluppati in modo assolutamente decentrato e libero per l'azione indipendente dei primi utenti, e questo sistema di assegnazione degli indirizzi è sorto come risultato della ricerca ed è stato poi istituzionalizzato. Il fatto che l'ICANN sia americano (e in parte controllato dal governo USA, questo sì) è un falso problema: lo sviluppo globale dell' ICT (Information and Communication Society) non passa tanto per gli indirizzi, quanto piuttosto per gli accessi, per la possibilità di avere un pc da usare, per la possibilità di ridurre il digital divide fra nord e sud del mondo (questioni che si legano a problemi più grandi e globali, non solo mere questioni tecnologiche).

Interessante è, nella direzione della direzione del digital divide, la proposta del pc da 100 dollari a manovella per i paesi poveri sviluppato al MIT presentato da Nicholas Negroponte, guru che coniò anni fa il concetto di convergenza digitale. All'interno del Media Lab del MIT è stato portato avanti il progetto "One laptop per child", con l'intenzione di creare questi piccoli pc portatili (dotati di manovella per ricaricare le batterie, laddove non c'è energia elettrica) da destinare singolarmente agli studenti dei paesi più poveri.

$100 Laptop

Questi pc a vederli in foto sembrano giocattoli, ma sono assolutamente funzionali (e sono stati pensati per Linux), come dice Franco Carlini qui.
Quest'idea è buona, sarà da vedere quanto questi programmi saranno mera propaganda e quanto invece porteranno lo sviluppo informatico nel mondo, e soprattutto quanto alla diffusione di questi pc si accompagnerà la crescita di collegamenti Web, e quindi l'accesso alle informazioni (e qui viene in mente un altro problema: quanto questi paesi, spesso dittature, lasceranno libertà agli accessi ad Internet). Credo che davvero la strada per un accorciamento delle distanze fra ricchi e poveri passa anche da questo, (cero non solo da questo, anzi) viste le potenzialità che il Web potrebbe portare in termini di istruzione e conoscenze. Voglio essere ottimista da questo punto di vista, se certi progetti verranno davvero portati avanti.

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[domenica, 25 settembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un super-cervellone blu

Giorni fa ho letto una notizia veramente interessante, che coniuga gli sviluppi della computer science e quelli dell’Artificial Intelligence con le neuroscienze. Il progetto Blue Brain del Politecnico di Losanna mira a studiare il funzionamento del cervello umano a partire dalle simulazioni del comportamento dei singoli neuroni, attraverso l’uso del supercomputer Blue Gene, che ha una capacità elaborativi di 22,8 teraflop (quasi 23mila miliardi di operazioni al secondo).
 
Blue Brain riprodurrà il modello di una parte della colonna della neurocorteccia, una delle parti più importanti del cervello; successivamente queste singole parti saranno “clonate” su altri sistemi in modo da completare l’intera colonna e simulare il suo funzionamento nella totalità, e in prospettiva dell’intero cervello.
Blue Brain sarà dotato di un ricchissimo database e di software che recuperando quelle informazioni riprodurranno le proprietà molecolari, anatomiche e fisiologiche della struttura neocorticale.
 
Gli obiettivi più concreto di Blue Brain saranno lo studio di processi come la memoria, la percezione e l’elaborazione, ma attualmente già si pone il problema di potenziare il computer utilizzato che è ancora ben lontano dalla quantità di dati elaborati dal cervello umano, soprattutto in vista delle riproduzioni del modello per arrivare ad uno studio completo del funzionamento dei processi neurali e cognitivi umani. In questo senso gli sviluppi in IA delle reti neurali, in grado di autoevolvere e di apprendere (non è fantascienza, per chi non lo sapesse, esistono davvero) saranno quantomeno indispensabili per ogni passo futuro di questa ricerca, per studiare l’apprendimento e l’esperienza.
 
Beh, mi pare una ricerca affascinante, no? dal mio punto di vista, abituato ad immaginare, è intrigante non solo per i risultati che potrebbero raggiungersi nella conoscenza del cervello, ma perché questa ricerca va ad incidere direttamente anche nell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, settore che è stato ricco di voli pindarici ma anche di grandi risultati concreti.
Vista la deformazione che mi porto dietro per via della mia tesi non sarebbe male pensare ad un progetto del genere esteso in rete, su più computer (super e non) in modo da aumentare il più possibile la quantità di dati elaborabili (mi pare si chiami multi-sharing), e, qui lavoro di fantasia e sforo nella fantascienza a me cara, utilizzare la rete come un vero e proprio sistema nervoso e come bagaglio di informazione, anche se ancora non si è arrivati ad una informazione totalmente semantica per i computer. Vabbè, non so nemmeno io che cosa sto scrivendo.
 
La notizia io l’ho letta qui, ma è tratta da Le scienze, penso di settembre.

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# scienza e tecnologia, immaginario, internet e new media

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[mercoledì, 21 settembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sexy shopping

Stamattina spulciando Repubblica.it mi è caduto l’occhio su questa notizia qui.
 
In pratica, sostiene il Nobel per l’economia Daniel McFadden, il raggiungimento di un  buon affare attiva gli stessi neurotrasmettitori che si attivano col sesso, perché le due attività sono controllate dalla stessa parte del cervello. Quindi comprare qualcosa bramato per lungo tempo appaga un po’ come il sesso.
 
Quindi astenuti forzati, forza tutti a comprare qualcosa! Ecco la nuova ricetta per rilanciare l’economia: chi non fa sesso si butti sui beni materiali! Speriamo non lo senta il Berlusca, che potrebbe dire che l’economia non tira perché gli italiani si fanno le pippe…
 
Seconda questione: è possibile teorizzare un kamasutra dello shopping? Godo di più se compro una matita o una macchina sportiva?

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# scienza e tecnologia

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[giovedì, 30 giugno 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Oddio, hanno resuscitato PkD!

Leggo allibito questa notizia qui, con l'idea che molto probabilmente sia una bufala, senza aver ancora approfondito. L'Università di Memphis FedEx (FedEx???) Institute of technology ha creato un androide con le sembianze di Philip K. Dick, che nei suoi libri ha messo tutte le inquietudini dell'umanità legate allo sviluppo tecnologico, e alla possibilità dell'esistenza di androidi, di simulacri, che si sostuiscano, o si possano sostituire, agli esseri umani, con una gran vena di pessimismo di fondo che si traduce però in una filosofia dove, alla fine, è la percezione di esistere a generare l'idea di vita, come gli androidi di Blade Runner: perché loro non sarebbero vivi? A volte Dick viene citato a sproposito come l'autore che ha messo in opera le paure per lo sviluppo indiscriminato della scienza, in realtà tutto torna alla domanda: cos'è la vita?

Chissà che direbbe Dick, morto nel 1982, pochi tempo prima dell'uscita nella sale di Blade Runner, a vedere il suo replicante?

L'androide è stato presentato nel NextFest (23-26 giugno) organizzato dalla rivista Wired, la bibbia dell'evoluzione tecnologica e della società dell'informazione. Quindi sembrerebbe una cosa seria. Quello che mi sconfinfera poco è che questo Dick Androide sarebbe in grado, grazie a mirabolanti sviluppi dell' Intelligenza Artificiale, di sostenere una conversazione sugli argomenti dei suoi libri: l'illusione della realtà, la confusione fra realtà e finzione, il rapporto fra l'uomo e la tecnologia, la percezione della vita e dell'esistenza. Può essere? La foto sotto è l'androide intervistato...

Mentre cerco di capirne di più io stesso, vi lascio questi due link, che trovate anche nell'articolo che vi ho indicato, se qualcuno fosse curioso.

PDick Android

Memphis FedEX Institute of technology

Ripeto la mia idea, è solo una abile manovra pubblicitaria, posto che l'androide parli davvero e interagisca in qualche modo, lo farà solo in seguito a comandi specifici in modo da simulare un comportamento intelligente, come molte applicazioni viste negli studi di intelligenza artificiale, come lo storico Eliza, con cui è possibile interagire (provare per credere) come se si fosse davanti ad uno psicologo (questa è la versione scaricabile). Ci sono poi tante persone virtuali sparse in rete, una lista la potreste trovare qui.

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# scienza e tecnologia, internet e new media, philip dick e immaginaridickiani

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[lunedì, 27 giugno 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Guarda casa tua dal satellite!

Da pochi giorni Google ha inaugurato un nuovo servizio di mappe, molto interessante perché non solo fornisce le mappe stradali ma anche le foto via satellite. C’è stata una polemica circa il fatto che le foto via satellite fornite da Google coprono in qualche maniera gli obiettivi sensibili americani (Casa Bianca, Pentagono, ecc.) per ovvi motivi di sicurezza nazionale ma lasciano del tutto scoperti i possibili obiettivi del resto del mondo (potete leggere sul Corriere della Sera).
 
A me di questo mi importa veramente poco. È invece interessante il fatto che possiamo giocare con queste mappe fino a trovare, per esempio, casa nostra, zoomando man mano finché non arriviamo dove vogliamo.
 
Questa è Roma (purtoppo salvando la foto me ne da solo una porzione)
 
 
Questo è il centro di Roma (anche qui il salvataggio è solo parziale. Oltre all'isola Tiberina, si riconoscono bene, in alto, Piazza Navona ed il Pantheon)
 
 
Questo è il mio quartiere (e si riconoscono bene viale Marconi, ponte Marconi, via e Piazza Enrico Fermi, via Oderisi da Gubbio, piazza della Radio)
 
 
 
 
Questo è il mio palazzo (evidenziato in rosso: le frecce indicano approssimativamente il mio portone e il mio terrazzo, che si vede poco perché in ombra)
 
 
 
 Mi sono laureato qui, questa è la facoltà di Scienze della comunicazione, via Salaria (la freccia indica il punto quasi preciso dove si trovava l'aula in cui sono diventato dottore)
 
Questa invece è la piana del Fucino in Abruzzo (e quella specie di freccia indica la città di Avezzano): tutti i quadratini tipo mosaico sono i campi coltivati
 
 
Questo è Luco dei Marsi, in Abruzzo, dove passo parte dell’estate da 26 anni.
 
 
E questo è ancora il paese al massimo dello zoom consentito da Google maps per i piccoli centri
 
 
Ad altri il commento su questo servizio, che io trovo divertente. Alcuni diranno: e al privacy? E la sicurezza? Boh, non mi pongo il problema, secondo me è un peccato che il massimo dello zoom consentito non permetta di vedere me mentre sto a leggere sul terrazzo! Certo, che se pensiamo che con i satelliti teoricamente siamo tutti sorvegliabili…

Immaginato da PhilipDick alle 11:18 / p.link
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# scienza e tecnologia, internet e new media

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[lunedì, 14 marzo 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Vite virtuali

 
Se abitate in Asia ed avete un telefonino di terza generazione (i videofonini per capirci) ora c’è la ragazza che fa per voi. Si chiama Vivienne Rose, è nata il primo dicembre 1983, fa la designer e ha un diploma in design, per l’appunto, parla come prima lingua l’inglese ma sta imparando anche il cinese, il giapponese ed il coreano. E soprattutto non ha mai avuto storie serie, è in cerca del grande amore, fatevi avanti!
Vivienne è la vostra ragazza virtuale (se abitate in Asia, ma mi sembra di aver capito che potrebbero lanciare questa cosa un po’ in tutto il mondo) che vi vorrà bene ma che dovrete accudire: guai a dimenticarvi del suo compleanno o a non farle dei regali, si incazzerà come un bufalo. Con Vivienne potrete chattare in tempo reale o scriverle degli sms a cui lei risponderà subito; vi invierà mms con le sue foto e vi chiederà di starle vicino quando è giù, e dovrete essere bravi a consolarla (non si sa mai che vi lasci…).
 
Vivienne è un giocattolino interessante che si trova in rete, e si vorrete fare una passeggiata sul suo sito vedrete che è pure una bella ragazza (il sito è tutto in Flash e non so esportare le immagini da flash, posto che si possa fare, sennò vi facevo vedere una foto). Ad un modico prezzo Vivienne vi riempirà di attenzioni ma ve ne chiederà anche: potrebbe essere più rompipalle di una ragazza vera con la quale almeno dopo averle fatto regali, averle comprato le rose e averla portata a cena fuori poi magari… Con Vivienne invece niente sesso, lei è casta e pura.
 
V-girl è fondamentalmente un gioco, un tamagotchi più evoluto però è anche una cosa seria. È il risultato di studi sull’intelligenza artificiale ed è prodotto dalla società Artificial Life. Non so di preciso come funziona ma dovrebbe essere un agente software pronto a rispondere ai vostri desideri: voi mandate un messaggio e il programma risponde cercando fra tutte le soluzioni a disposizione quella migliore per voi, prendendo come problema di partenza il vostro messaggio. Un somma una macchina che gioca ad essere intelligente (perché la vera intelligenza artificiale, ancora la devono inventare).
 
Però resta il fatto che l’idea di base è affascinante: mi chiedo che tipo di interazioni potrebbero nascere e quindi quali identità uno potrebbe costruirsi. Che impatto potrebbe avere una cosa del genere? Penso ad evoluzioni più avanzate, ad una commistione fra vite artificiali e vite reali, a come l’essere artificiale possa influenzare la vita reale di qualcuno e di come la vita reale possa entrare nell’artificiale e nel virtuale: con l’evoluzione tecnologica che corre sarebbe pensabile alla nascita di vere e proprie comunità virtuali che vedano l’interazione di creature artificiali con persone vere. E con in mezzo la mediazione di un computer chi potrebbe dirci se abbiamo a che fare con persone vere o entità solo virtuali? Magari con un blogger virtuale...
Siete pronti a vivere nel cyberspace?
 
 
 

Immaginato da PhilipDick alle 09:13 / p.link
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# scienza e tecnologia, cyberpunk, internet e new media

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[sabato, 12 marzo 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- I blog domineranno il mondo?

(post pubblicato il 28 giugno 2004)
 
Secondo Derrick de Kerckove, teorico delle comunicazioni di massa, allievo di McLuhan e considerato uno dei “guru” della società dell’informazione, nella nostra società la solitudine, intesa come l’isolamento dal mondo, è sempre più difficile, è «attaccata e minacciata da spam e sms come quello inviato da Berlusconi agli italiani per indurli a votare». Questa affermazione del grande sociologo canadese (rilasciata sul Messaggero del 26 giugno) potrebbe far pensare ad un mondo dominato dai media e da chi ne detiene il potere, in primis quello televisivo.
 
Però «oggi è l’intero sistema dei media a offrire garanzie di democraticità. Ai nostri tempi un regime fascista avrebbe grossi problemi a controllare tutto dalla rete elettronica ai blogs, agli sms, a Internet».
 
«La domanda di interazione è destinata a diventare sempre più grande, è un desiderio di presa di potere sullo schermo: vogliamo vedere, partecipare, intervenire, guidare».
 
Quanto afferma de Kerckove in questa intervista (che è poi quello che sostiene da anni in molti suoi libri), riassumendo, è che i nuovi media fanno sì che si superi ogni blocco e restrizione imposta da chi cerca di detenere il potere mediatico. Internet è di fatto incontrollabile e la miniera di informazioni che ci si può trovare è in grado di integrarsi con i vecchi media, in modo da costruire, insieme con il passaggio nell’ambiente digitale anche dei vecchi media, come la tv, un contesto in cui l’utente diventerà sempre meno passivo. E anche laddove non riusciamo a nasconderci dall’invasione di messaggi che ci raggiungono in ogni momento (come l’sms di Berlusconi di cui si diceva sopra), possiamo sempre scavarci delle nicchie in cui riflettere e pensare, ed esprimere le proprie opinioni e il proprio bisogno di interagire con la tecnologia e con le persone.
 
Penso che i blog allora si inseriscono perfettamente in questo circuito, perché si stanno affermando come uno strumento comunicativo che permette a tutti, con una enorme facilità, di mettere in rete idee e pensieri, di lanciare un messaggio nel mare che qualcuno raccoglierà. In questo senso abbiamo di fronte, da un punto di vista comunicativo, tante porte da aprire per trovare gente interessata a quello che abbiamo da dire o a cui attingere per acquisire nuove conoscenze; e l’interazione “razionale” fra bloggers, è probabilmente la forza di questo strumento perché crea una sfera pubblica (se qualcuno ha letto un po’ di sociologia capisce bene di che parlo) di tipo del tutto nuovo, in cui non serve la contemporaneità e la compresenza per dare così vita ad un “dibattito pubblico razionale” che salta ogni mediazione, dalla stampa alla tv, ponendo in contatto diretto i partecipanti a questa nuova sfera pubblica.
 
(queste considerazioni finali sono tutta farina del mio sacco, e di quello che negli anni ho studiato, se non siete d’accordo o se sono stato impreciso non date la colpa a de Kerckove…)

Immaginato da PhilipDick alle 14:36 / p.link
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“L’irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione a cui può spingersi l’immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, bé… la gente muore.”

Chuck Palahniuk
(Soffocare)

“L'immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C'è chi come loro vi resta impigliato e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”

Valerio Evangelisti
(Nicolas Eymerich, inquisitore)

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d'ombra che sopravviveranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”

Neil Gaiman
(Sandman - A Midsummer Night's Dream)

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