:: PHILIP DICK
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:: IMMAGINARIO
...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro
modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario
in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti,
pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet
e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.
La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.
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Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...
Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...
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Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)
IN TV E DA ALTRE PARTI
I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)
[venerdì, 07 dicembre 2007]
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Morire in Italia
Stamattina, non lo facevo da molto tempo, parlo un attimo di politica perché una tragica coincidenza ha messo insieme due questioni importanti.
Ieri sera il Senato ha votato la fiducia al decreto sulla sicurezza (non entro nel merito, voglio andare a parare da un'altra parte), ed il governo un'altra volta si è salvato per un soffio. Stavolta si è registrata un'altra novità: la fondamentalista cattolica Paola Binetti, senatrice del Partito Democratico, ha votato contro il governo perché nel decreto sono state inserite norme contro la discriminazione degli omosessuali (non credo che serva commentare ulteriormente...). Fini, leader di An, ha chiesto ad un senatore del suo partito di dimettersi perché assente dalla votazione. Qualcuno chiederà mai alla Binetti di lasciare, almeno, il gruppo del Pd? Purtroppo ho paura di no.
Ieri è stata una giornata segnata soprattutto da una tragedia di cui avrete sentito parlare: un incendio nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino ha provocato la morte di due operai ed il grave ferimento di qualche altro.
Metto insieme questi due avvenimenti per fare una semplice considerazione: al primo caso di cronaca scattano gli attacchi demagogici contro gli immigrati, le richieste di nuovi fondi per la sicurezza, di sanzioni più gravi per chi commette reati che, si dice così, causano allarme sociale. Non contesto l'importanza di garantire sicurezza ai cittadini, però mi irrita alquanto sentire parlare delle città italiane (o almeno della mia) come luoghi insicuri nei quali non si può girare, dove ogni giorno si rischia di venire ammazzati, quando è evidente che le cose non stanno proprio così.
Però non si sentono gli stessi strali per chiedere misure più forti per garantire la sicurezza sul lavoro, per incrementare i controlli, per combattere il lavoro nero; non mi ricordo di decreti di urgenza su queste tematiche, quale che sia il governo; non mi ricordo grande attenzione dell'informazione su una tematica di così grande importanza se non per quanto riguarda il singolo episodio che di volta in volta si presenta: è troppo importante parlare di Cogne, di Garlasco, della povera Meredith, sono cose molto più importanti nella vita di tutti noi.
Nel 2006 i morti sul lavoro sono stati oltre 1300: un numero abnorme, 1300 persone, padri e madri, figli che hanno lasciato le proprie famiglie. Credo siano di più dei morti ammazzati dai rumeni.
Ecco, l'ho tirata fuori. Che si faccia qualcosa, almeno stavolta. Perché nessuno chiederà mai l'espulsione degli imprenditori che non rispettano le norme di sicurezza o che favoriscono il lavoro nero, ma non si faccia che, in Italia, morire per mano di un criminale sia più "importante" che morire mentre si lavora, spesso in condizioni ignobili e per pochi soldi.
Immaginato da PhilipDick
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# politica, fatti e opinioni
[venerdì, 20 aprile 2007]
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E' ora di annoiare qualcuno
Mi sono deciso ad annoiare un po' di gente questa mattina; nell'ultimo periodo ho parlato poco di politica ma il congresso DS (e quello della Margherita che si apre oggi) mi portano a scrivere due parole sul nascente Partito Democratico.
Tutta questa storia del PD mi lascia un po' perplesso, ho bisogno di sfogarmi; da quando voto ho sempre sbarrato il simbolo prima del PDS e poi dei DS, sentendomi di appartenere a quell'area politica e non essendo mai stato del PCI per evidenti ragioni anagrafiche. Ora questo cambiamento epocale (perché qualsiasi cosa se ne pensi di cambiamento epocale si tratta) mi costringe, e credo molti altri cittadini iscritti o meno (come me) ai partiti in questione, a riflettere e a dire come la penso.
Brutalmente, se non lo facessero il PD, questo PD, sarebbe meglio. Meno brutalmente: sarei anche favorevole ad un processo politico-culturale che porti qualcosa di nuovo nel panorama politico, che aggreghi forze diverse in nome di un progetto di cambiamento della società italiana, di un vero slancio verso le questioni aperte nel mondo contemporaneo, che proponga risposte oltre che individuare i problemi; ecco, se si stesse assistendo alla nascita di qualcosa del genere allora sarei favorevole, anche perché quello che viene indicato come il leader naturale del futuro PD è anche il mio leader ideale (Veltroni, ça va sans dire...). I problemi nascono dal fatto che tutto questo non si vede: si è deciso di farlo, e lo si fa, e poco importa se si riduce questo processo a Ds e Margherita, due partiti in crisi che evidentemente vedono in un nuovo partito la soluzione per risollevarsi; non c'è quello slancio ideale che in molti chiedono, non c'è realmente, almeno finora, quella partecipazione della società civile di cui tanto ci si è riempiti la bocca, non c'è un vero dibattito culturale, se non in circoli legati comunque ai partiti coinvolti.
In questo momento sono critico, non tanto per l'idea del PD in sé ma per come viene realizzato; se un partito non sfonda elettoralmente e non ha raggiunto gli obiettivi che si prefissavano anni fa, forse piuttosto che cancellare il partito bisognerebbe cambiare chi lo dirige (e penso ai Ds, che ormai elettoralmente sono bloccati al 17%); non è chiaro se il PD entrerà o meno nel PSE (e direi di no visto che i centristi dicono di no); non è chiaro come si porrà il nuovo partito sul versante della laicità (la vicenda sui Dico insegna, con parte del nuovo ipotetico partito a favore e parte contro, o che almeno parteciperà al Family Day).
Ecco, la laicità forse è il punto che al momento mi allontana di più da questo nuovo soggetto: non voglio votare per lo stesso partito della Binetti e del suo cilicio! Su questo versante spero che i Ds, che dovrebbero essere l'anima laica del Pd, battano un colpo, almeno uno.
Per il momento resto in attesa, a vedere cosa succederà nei prossimi mesi, visto che i congressi di questi giorni non credo mi faranno cambiare più di tanto idea. A questo punto toccherà guardare cosa accadrà a sinistra del Partito Democratico.
Ah, non si può avere uno Zapatero o una Ségolène Royal anche in Italia?
PS: dimenticavo, cito da Corriere.it, «Se questo è il Partito democratico - ha detto parlando dei temi toccati dal segretario della Quercia - al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io». «Ho sentito un’impostazione socialdemocratica che in alcuni punti è addirittura liberale - ha sottolineato Berlusconi - . Sono anche d’accordo con la politica sociale di cui ha parlato il segretario dei Ds». Direi che questo già dice molto sul nuovo partito.
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alle 09:54 /
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# politica, fatti e opinioni
[venerdì, 30 marzo 2007]
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Parlate, parlate pure
Un pensiero non se ne vuole andare dalla mia testa; mi inquieta la nota della Cei di due giorni fa, nella quale si afferma il dovere dell'obbedienza ai dettami della Chiesa da parte dei parlamentari cattolici.
In fondo la cosa non dovrebbe riguardarmi, visto che non sono parlamentare cattolico e manco parlamentare, quindi la mia autonomia tutto sommato non è lesa. Mi interessa però come cittadino. A me, da non credente, le parole della Cei, del Papa o di qualunque porporato scivolano addosso, ma lasciano un prurito, un prurito forte, difficile da mandare via e fastidioso. Non mi si risponda che la Chiesa ha il diritto di parlare, di esprimere le sue opinioni, ecc. ecc. Parli pure, la Chiesa, che parli, e lanci anche comandi e moniti a chi per convenienza politica ha deciso di buttare nel cestino la laicità dello Stato italiano.
Ma fate parlare anche me, fatemi dire che vorrei uno Stato nel quale le leggi possano essere fatte pensando ai bisogni dei cittadini, allo sviluppo sociale e culturale da promuovere ed in atto; fatemi dire che la Chiesa sta conducendo una battaglia persa, se pensa di arginare la secolarizzazione della società italiana, ed occidentale in genere, con gli anatemi e l'arroccamento su posizioni oltranziste. Se la Chiesa diventa talebana, e chiede che il legislatore italiano si adegui ai suoi dettami, rischia di perdere molto di più che la battaglia sulle unioni di fatto (che forse non perderà perché in parlamento ha tanti soldatini).
Ecco, questi pensieri prudevano e davano fastidio, dovevo tirarli fuori.
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# politica, fatti e opinioni
[lunedì, 19 marzo 2007]
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Pane e politica
Invito caldamente, chi non lo avesse fatto, a guardarsi, se lo trovate in qualche modo, la terza parte dell'inchiesta di Iacona "Pane e politica" andata in onda ieri sera su Rai Tre. Un viaggio fra le regalie e le clientele della politica italiana, persa fra mercattegiamenti sulle candidature e sugli incarichi (un posto a qualcuno lo si trova sempre, anche a livello locale) e incapace di fare uno scatto di orgoglio morale riducendo gli abissali costi che questo sistema comporta per la collettività, come testimonia la vicenda dell'emendamento che Salvi e Villone hanno presentato in finanziaria per tagliare di qualche miliardo di euro i costi della politica ad ogni livello e affossato se non per qualche briciola.
Si diventa quasi qualunquisti di fronte a certe cose, ma fortuna che c'è qualche giornalista che ancora fa il suo mestiere, e bene.
Aggiornamento: chi fosse interessato con eMule trova le prime due parti, credo che presto qualcuno metterà in rete anche la terza.
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alle 08:46 /
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# politica, tele visioni
[giovedì, 22 febbraio 2007]
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Surreale
Quello che è successo ieri, e sapete tutti di cosa parlo, è surreale.
E' surreale che un governo possa cadere per la base di Vicenza (per carità, non piace manco a me ma un governo non può cadere sulla base Usa, perché se ci fossero quegli altri, e potrebbero tornare presto, di basi ne costruirebbero anche di più se avessero la possibilità).
E' surreale che la sinistra italiana, riformista e radicale, non sappia trovare un accordo almeno per mantenere le poltrone, come dice ossessivamente Emilio Fede ogni sera nel Tg4, quando parla delle spine del governo.
E' surreale che ora, visto che potrebbe prospettarsi un Prodi-bis (tris), si cerchi l'appoggio di qualche centrista ex democristiano: saranno contenti Turigliatto e Rossi?
E' surreale che a noi elettori di centrosinistra e di sinistra ci tocca votare per questa classe politica, cercando di pensare che non saranno i migliori ma che quegli altri... E' surreale che si debba ingoiare rospi su rospi, sopportando, come dice oggi Michele Serra su Repubblica, baciapile, moderatissimi ed ex DC, e poi nessuno ci abbia avvertiti che c'era chi nella maggioranza non voleva starci, chi voleva stare, sempre e comunque, all'opposizione.
E' surreale che ci si richiami sempre all'Europa e all'Onu contro gli Usa e poi quando il ministro degli esteri fa un discorso improntato all'europeismo e al multilateralismo si dica che no, non va bene nemmeno una politica estera multilaterale e nelle linea degli altri paesi europei.
E' surreale che quasi quasi mi viene da pensare che sarebbero meglio le elezioni: forse ci meritiamo Berlusconi... E' surreale che io debba pensare che forse sarebbe il modo per cambiare, finalmente, classe politica.
E' surreale che proprio in questo momento debba sentire Buttiglione in tv dire che l'Udc è pronto a sedersi a un tavolo... Sono iniziate la grandi manovre...
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alle 08:23 /
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# politica
[mercoledì, 21 febbraio 2007]
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Giornata incredibile
Beh, che dire, è successo niente di importante oggi? A parte il pareggio della Roma in Champions, ovviamente...
Sono incazzato nel vedere una crisi di governo assolutamente incredibile: gli scenari futuri sono difficilmente delineabili, si prospetta un Prodi-bis (anzi tris, per essere precisi) ma cambierebbe poco, la situazione resterebbe sempre molto traballante, salvo cambiamenti inaspettati (soccorso dell'Udc, di Follini?), che sarebbero comunque portatori di conseguenze in qualche modo negative. Staremo a vedere, intanto sono incazzato e basito.
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alle 22:59 /
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# politica, fatti e opinioni
[venerdì, 09 febbraio 2007]
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Un paese un po' più moderno?
Due righe sul disegno di legge sui Pacs, che poi non sono Pacs ma Dico (Diritti dei conviventi): ad una prima occhiata non mi sembra un compromesso così tanto al ribasso come ho sentito dire; in fondo riconosce ciò che chiedeva la parte del paese più laica e desiderosa di omogeneizzare la legislazione alla modernità già raggiunta ampiamente dalla società, sempre più avanti della politica. Diritti si chiedevano e diritti saranno riconosciuti se l'iter della legge farà il suo corso, e se quei pochi che si dicono laici nel centrodestra non si faranno risucchiare dal vortice delle polemiche ideologiche (e teologiche aggiungerei): purtroppo c'è qualche mastella o binetti pronto a spuntar fuori e a fare la parte del crociato più papista del Papa.
Senza entrare nel merito (gli anni necessari per le eredità o per godere di altri benefici: in fondo ci si può stare, credo), spero di poter vedere finalmente un Parlamento che si comporta come massimo organo dello Stato Italiano, uno stato che, anche se in molti lo dimenticano, dovrebbe essere laico. Credo che un parlamento ed un governo dovrebbero osservare i mutamenti sociali e culturali e provare a trovare una sintesi che adegui lo Stato a questi mutamenti, questo sarebbe già un risultato: aspettiamo, purtroppo aspettiamo.
Ora il problema è: c'è una bella blogger che vuole fare un Pacs (o Dico: chissà come saranno chiamati davvero) con me? Varranno anche le convivenze virtuali? Ci apriamo un bel blog insieme e lo registriamo nei registri anagrafici. Possibile che nessuno ci abbia ancora pensato?
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alle 08:57 /
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# politica, fatti e opinioni
[martedì, 11 aprile 2006]
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Un passo dopo l'altro sul filo
Immaginato da PhilipDick
alle 09:17 /
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# politica, fatti e opinioni
[domenica, 09 aprile 2006]
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Aprile
Immaginato da PhilipDick
alle 11:03 /
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# politica, fatti e opinioni
[martedì, 04 aprile 2006]
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Il mio appello finale
Immaginato da PhilipDick
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# politica, tele visioni, fatti e opinioni
[giovedì, 23 marzo 2006]
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Par condicizziamo tutto? Per fortuna che esce il Caimano
Immaginato da PhilipDick
alle 09:28 /
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# politica, tele visioni, fatti e opinioni
[lunedì, 13 marzo 2006]
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La Grande Fuga
Ma lo avete visto ieri dalla Annunziata il presidente del consiglio dei miei stivali? Se non avete guardato la trasmissione avrete appreso i fatti dai Tg visto che già all'ora di pranzo era la notizia politica del giorno.
Ecco, la notizia politica del giorno. Quanto siamo scesi in basso? In fin dei conti ad una cosa quella fuga di Berlusconi è servita: a spostare di nuovo l'agenda della campagna elettorale sulla mera polemica politica, evitando di parlare di contenuti ricorrendo al solito schema giornalisti=comunisti.
Non è un caso che la Grande Fuga sia avvenuta nel momento in cui Berlusconi elencava le cose buone e giuste fatte dal suo governo: incalzato dalla conduttrice ad entrare più su questioni concrete Burlesconi prende, comincia a dire non gioco più, me ne vado, manco fosse Mina.

(foto da Repubblica.it)
Il fatto è che Silvio, secondo me, questa sceneggiata non dico l'avesse pensata prima ma sicuramente era già partito sulla difensiva, con l'idea di riportare il dibattito sulla sua figura di martire in un mondo di comunisti che non lo lasciano parlare. Ha dato fuori di matto, non ha retto la pressione di un intervista che non fosse modello zerbino (e poi dalla Annunziata, che è stata presidente della Rai berlusconiana, mica da Biagi o da Santoro), messo in difficoltà perché quando esce al di fuori del copione che ripete ossessivamente da due mesi in ore e ore di apparizioni tv (i comunisti che limitano la libertà, le toghe rosse, le coop rosse, le 33 riforme realizzate dal governo, l'Italia che è più ricca di quanto raccontano i comunisti, ecc) non sa rispondere, balbetta, entra in difficoltà dimostrando di essere tutt'altro che il Grande Comunicatore su cui si sono sprecati fiumi di inchiostro. Già nel faccia a faccia con Diliberto a Matrix era andato in difficoltà, uscendone sconfitto perché non in grado di dare una risposta alle questioni poste dal leader del PDCI (complimenti, ero fra quelli che dubitavano: so per certo dalle mie fonti che si è preparato studiando i filmati dei precedenti duelli tv di Berlusconi). Ecco domani sera ci sarà il confronto Prodi-Berlusconi con le regole "americane" volute dal leader dell'Unione: vediamo che succede.
Questi giorni sono stati piuttosto caldi oltre che sul piano politico anche su quello giudiziario (e aggiungerei democratico): il caso dello spionaggio da parte di personaggi legati all'entourage di Storace alle scorse elezioni regionali, la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi per un presunto pagamento all'avvocato inglese Mills per dare falsa testimonianza, le indagini su Cesa. La si può pensare come si vuole ma a me sembra di vedere un castello che crolla, ed emerge tutto il marcio che c'è sotto a questa classe dirigente (nel Lazio Storace si era costruito una specie di feudo personale, suo e dei suoi uomini: se ne sono andati portando via i pc dalla sede della Regione e lasciando in regalo un buco pauroso nella sanità). Di Berlusconi si è parlato e straparlato, sono stati scritti libri su libri sul conflitto di interessi, sul potere mediatico, sul passato tutt'altro che cristallino, su quello che è accaduto in questi anni di governo personalistico; questa campagna condotta in modo così becero, grazie alle bombe sparate di volta in volta da Berlusconi pernon parlare di cose concrete e attirare l'attenzione altrove, mostra un potere che si sgretola, pezzo dopo pezzo, ed è il risultato di cinque anni di governo: perché deve essere ripetuta ossessivamente la stessa solfa? Le riforme, la riduzione delle tasse, le grandi opere, l'aumento delle pensioni, l'aumento dell'occupazione, viene tutto rivendicato come merito del governo: perché, allora, leggendo i giornali e guardando la tv l'unico programma che emerge da parte di Berlusconi & CO. è di completare il programma di questi cinque anni? Completare? ma come, è stato fatto così tanto! Avete sentito una sola idea nuova provenire dai berluscones, questi giorni? Un solo progetto, una sola innovazione? Cinque anni di deserto intellettuale e di prevaricazioni personalistiche dei principi costituzionali hanno portato alla situazione di crisi economica ed istituzionale che gli italiani conoscono senza dover guardare i dibattiti tv.
Magari dovrei spendere due parole sull'Unione, ma in fin dei conti si stanno comportando bene in questa campagna, quando riescono fanno uscire pure qualche contenuto, ed un programma, in base a quello che si è letto sui giornali ce l'hanno, ed alcuni punti sembrano anche molto qualificanti (le 281 pagine non le ho lette, ma mi documenterò, e magari per par condicio faccio un riassuntino: mica posso sempre solo parlare male di Berlusconi).
Me ne vado: c'è la fine di un'era della storia italiana in queste parole? Lo spero. Questo blog si auspica che il 9 aprile una delle coalizioni vinca, e questa coalizione è il centrosinistra.
Immaginato da PhilipDick
alle 08:58 /
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# politica, fatti e opinioni
[martedì, 07 marzo 2006]
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Quando c'era Silvio...
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alle 10:51 /
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# politica, fatti e opinioni
[giovedì, 09 febbraio 2006]
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Presenze poltici in tv
ANSA) - ROMA, 8 FEB - Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e' secondo sui Tg Rai solo al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E' quanto risulta dai dati di gennaio del Centro di ascolto. Il premier e' invece al 1/o posto sui Tg Mediaset e 12/o su La7. Prodi, su tutti i Tg, segue Fassino: e' 5/o su quelli Rai, 4/o su Mediaset, 15/o sul Tg de La7. Casini e' 3/o sui Tg Rai, solo 22/o sui Tg Mediaset, 20/o su La7. Fassino e' 4/o nei Tg Rai, 3/o per Mediaset e 14/o per La7.
A chi fosse interessato ai dati di questo inizio di campagna elettorale consiglio di fare un salto sul sito del Centro di ascolto dell'informazione radiotelevisiva.
Immaginato da PhilipDick
alle 10:08 /
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# politica, fatti e opinioni
[domenica, 01 gennaio 2006]
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Letterina al 2006