:: PHILIP DICK

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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[venerdì, 07 dicembre 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Morire in Italia

Stamattina, non lo facevo da molto tempo, parlo un attimo di politica perché una tragica coincidenza ha messo insieme due questioni importanti.

Ieri sera il Senato ha votato la fiducia al decreto sulla sicurezza (non entro nel merito, voglio andare a parare da un'altra parte), ed il governo un'altra volta si è salvato per un soffio. Stavolta si è registrata un'altra novità: la fondamentalista cattolica Paola Binetti, senatrice del Partito Democratico, ha votato contro il governo perché nel decreto sono state inserite norme contro la discriminazione degli omosessuali (non credo che serva commentare ulteriormente...). Fini, leader di An, ha chiesto ad un senatore del suo partito di dimettersi perché assente dalla votazione. Qualcuno chiederà mai alla Binetti di lasciare, almeno, il gruppo del Pd? Purtroppo ho paura di no.

Ieri è stata una giornata segnata soprattutto da una tragedia di cui avrete sentito parlare: un incendio nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino ha provocato la morte di due operai ed il grave ferimento di qualche altro.

Metto insieme questi due avvenimenti per fare una semplice considerazione: al primo caso di cronaca scattano gli attacchi demagogici contro gli immigrati, le richieste di nuovi fondi per la sicurezza, di sanzioni più gravi per chi commette reati che, si dice così, causano allarme sociale. Non contesto l'importanza di garantire sicurezza ai cittadini, però mi irrita alquanto sentire parlare delle città italiane (o almeno della mia) come luoghi insicuri nei quali non si può girare, dove ogni giorno si rischia di venire ammazzati, quando è evidente che le cose non stanno proprio così.

Però non si sentono gli stessi strali per chiedere misure più forti per garantire la sicurezza sul lavoro, per incrementare i controlli, per combattere il lavoro nero; non mi ricordo di decreti di urgenza su queste tematiche, quale che sia il governo; non mi ricordo grande attenzione dell'informazione su una tematica di così grande importanza se non per quanto riguarda il singolo episodio che di volta in volta si presenta: è troppo importante parlare di Cogne, di Garlasco, della povera Meredith, sono cose molto più importanti nella vita di tutti noi.

Nel 2006 i morti sul lavoro sono stati oltre 1300: un numero abnorme, 1300 persone, padri e madri, figli che hanno lasciato le proprie famiglie. Credo siano di più dei morti ammazzati dai rumeni.

Ecco, l'ho tirata fuori. Che si faccia qualcosa, almeno stavolta. Perché nessuno chiederà mai l'espulsione degli imprenditori che non rispettano le norme di sicurezza o che favoriscono il lavoro nero, ma non si faccia che, in Italia, morire per mano di un criminale sia più "importante" che morire mentre si lavora, spesso in condizioni ignobili e per pochi soldi.

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# politica, fatti e opinioni

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[venerdì, 20 aprile 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- E' ora di annoiare qualcuno

Mi sono deciso ad annoiare un  po' di gente questa mattina; nell'ultimo periodo ho parlato poco di politica ma il congresso DS (e quello della Margherita che si apre oggi) mi portano a scrivere due parole sul nascente Partito Democratico.

Tutta questa storia del PD mi lascia un po' perplesso, ho bisogno di sfogarmi; da quando voto ho sempre sbarrato il simbolo prima del PDS e poi dei DS, sentendomi di appartenere a quell'area politica e non essendo mai stato del PCI per evidenti ragioni anagrafiche. Ora questo cambiamento epocale (perché qualsiasi cosa se ne pensi di cambiamento epocale si tratta) mi costringe, e credo molti altri cittadini iscritti o meno (come me) ai partiti in questione, a riflettere e a dire come la penso.

Brutalmente, se non lo facessero il PD, questo PD, sarebbe meglio. Meno brutalmente: sarei anche favorevole ad un processo politico-culturale che porti qualcosa di nuovo nel panorama politico, che aggreghi forze diverse in nome di un progetto di cambiamento della società italiana, di un vero slancio verso le questioni aperte nel mondo contemporaneo, che proponga risposte oltre che individuare i problemi; ecco, se si stesse assistendo alla nascita di qualcosa del genere allora sarei favorevole, anche perché quello che viene indicato come il leader naturale del futuro PD è anche il mio leader ideale (Veltroni, ça va sans dire...). I problemi nascono dal fatto che tutto questo non si vede: si è deciso di farlo, e lo si fa, e poco importa se si riduce questo processo a Ds e Margherita, due partiti in crisi che evidentemente vedono in un nuovo partito la soluzione per risollevarsi; non c'è quello slancio ideale che in molti chiedono, non c'è realmente, almeno finora, quella partecipazione della società civile di cui tanto ci si è riempiti la bocca, non c'è un vero dibattito culturale, se non in circoli legati comunque ai partiti coinvolti.

In questo momento sono critico, non tanto per l'idea del PD in sé ma per come viene realizzato; se un partito non sfonda elettoralmente e non ha raggiunto gli obiettivi che si prefissavano anni fa, forse piuttosto che cancellare il partito bisognerebbe cambiare chi lo dirige (e penso ai Ds, che ormai elettoralmente sono bloccati al 17%); non è chiaro se il PD entrerà o meno nel PSE (e direi di no visto che i centristi dicono di no); non è chiaro come si porrà il nuovo partito sul versante della laicità (la vicenda sui Dico insegna, con parte del nuovo ipotetico partito a favore e parte contro, o che almeno parteciperà al Family Day).

Ecco, la laicità forse è il punto che al momento mi allontana di più da questo nuovo soggetto: non voglio votare per lo stesso  partito della Binetti e del suo cilicio! Su questo versante spero che i Ds, che dovrebbero essere l'anima laica del Pd, battano un colpo, almeno uno.

Per il momento resto in attesa, a vedere cosa succederà nei prossimi mesi, visto che i congressi di questi giorni non credo mi faranno cambiare più di tanto idea. A questo punto toccherà guardare cosa accadrà a sinistra del Partito Democratico.

Ah, non si può avere uno Zapatero o una Ségolène Royal anche in Italia?

PS: dimenticavo, cito da Corriere.it, «Se questo è il Partito democratico - ha detto parlando dei temi toccati dal segretario della Quercia - al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io». «Ho sentito un’impostazione socialdemocratica che in alcuni punti è addirittura liberale - ha sottolineato Berlusconi - . Sono anche d’accordo con la politica sociale di cui ha parlato il segretario dei Ds». Direi che questo già dice molto sul nuovo partito.

Immaginato da PhilipDick alle 09:54 / p.link
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# politica, fatti e opinioni

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[venerdì, 30 marzo 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Parlate, parlate pure

Un pensiero non se ne vuole andare dalla mia testa; mi inquieta la nota della Cei di due giorni fa, nella quale si afferma il dovere dell'obbedienza ai dettami della Chiesa da parte dei parlamentari cattolici.

In fondo la cosa non dovrebbe riguardarmi, visto che non sono parlamentare cattolico e manco parlamentare, quindi la mia autonomia tutto sommato non è lesa. Mi interessa però come cittadino. A me, da non credente, le parole della Cei, del Papa o di qualunque porporato scivolano addosso, ma lasciano un prurito, un prurito forte, difficile da mandare via e fastidioso. Non mi si risponda che la Chiesa ha il diritto di parlare, di esprimere le sue opinioni, ecc. ecc. Parli pure, la Chiesa, che parli, e lanci anche comandi e moniti a chi per convenienza politica ha deciso di buttare nel cestino la laicità dello Stato italiano.

Ma fate parlare anche me, fatemi dire che vorrei uno Stato nel quale le leggi possano essere fatte pensando ai bisogni dei cittadini, allo sviluppo sociale e culturale da promuovere ed in atto; fatemi dire che la Chiesa sta conducendo una battaglia persa, se pensa di arginare la secolarizzazione della società italiana, ed occidentale in genere, con gli anatemi e l'arroccamento su posizioni oltranziste. Se la Chiesa diventa talebana, e chiede che il legislatore italiano si adegui ai suoi dettami, rischia di perdere molto di più che la battaglia sulle unioni di fatto (che forse non perderà perché in parlamento ha tanti soldatini).

Ecco, questi pensieri prudevano e davano fastidio, dovevo tirarli fuori.

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# politica, fatti e opinioni

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[lunedì, 19 marzo 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Pane e politica

Invito caldamente, chi non lo avesse fatto, a guardarsi, se lo trovate in qualche modo, la terza parte dell'inchiesta di Iacona "Pane e politica" andata in onda ieri sera su Rai Tre. Un viaggio fra le regalie e le clientele della politica italiana, persa fra mercattegiamenti sulle candidature e sugli incarichi (un posto a qualcuno lo si trova sempre, anche a livello locale) e incapace di fare uno scatto di orgoglio morale riducendo gli abissali costi che questo sistema comporta per la collettività, come testimonia la vicenda dell'emendamento che Salvi e Villone hanno presentato in finanziaria per tagliare di qualche miliardo di euro i costi della politica ad ogni livello e affossato se non per qualche briciola.

Si diventa quasi qualunquisti di fronte a certe cose, ma fortuna che c'è qualche giornalista che ancora fa il suo mestiere, e bene.

Aggiornamento: chi fosse interessato con eMule trova le prime due parti, credo che presto qualcuno metterà in rete anche la terza.

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# politica, tele visioni

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[giovedì, 22 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Surreale

Quello che è successo ieri, e sapete tutti di cosa parlo, è surreale.

E' surreale che un governo possa cadere per la base di Vicenza (per carità, non piace manco a me ma un governo non può cadere sulla base Usa, perché se ci fossero quegli altri, e potrebbero tornare presto, di basi ne costruirebbero anche di più se avessero la possibilità).

E' surreale che la sinistra italiana, riformista e radicale, non sappia trovare un accordo almeno per mantenere le poltrone, come dice ossessivamente Emilio Fede ogni sera nel Tg4, quando parla delle spine del governo.

E' surreale che ora, visto che potrebbe prospettarsi un Prodi-bis (tris), si cerchi l'appoggio di qualche centrista ex democristiano: saranno contenti Turigliatto e Rossi?

E' surreale che a noi elettori di centrosinistra e di sinistra ci tocca votare per questa classe politica, cercando di pensare che non saranno i migliori ma che quegli altri... E' surreale che si debba ingoiare rospi su rospi, sopportando, come dice oggi Michele Serra su Repubblica, baciapile, moderatissimi ed ex DC, e poi nessuno ci abbia avvertiti che c'era chi nella maggioranza non voleva starci, chi voleva stare, sempre e comunque, all'opposizione.

E' surreale che ci si richiami sempre all'Europa e all'Onu contro gli Usa e poi quando il ministro degli esteri fa un discorso improntato all'europeismo e al multilateralismo si dica che no, non va bene nemmeno una politica estera multilaterale e nelle linea degli altri paesi europei.

E' surreale che quasi quasi mi viene da pensare che sarebbero meglio le elezioni: forse ci meritiamo Berlusconi... E' surreale che io debba pensare che forse sarebbe il modo per cambiare, finalmente, classe politica.

E' surreale che proprio in questo momento debba sentire Buttiglione in tv dire che l'Udc è pronto a sedersi a un tavolo... Sono iniziate la grandi manovre...

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# politica

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[mercoledì, 21 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Giornata incredibile

Beh, che dire, è successo niente di importante oggi? A parte il pareggio della Roma in Champions, ovviamente...

Sono incazzato nel vedere una crisi di governo assolutamente incredibile: gli scenari futuri sono difficilmente delineabili, si prospetta un Prodi-bis (anzi tris, per essere precisi) ma cambierebbe poco, la situazione resterebbe sempre molto traballante, salvo cambiamenti inaspettati (soccorso dell'Udc, di Follini?), che sarebbero comunque portatori di conseguenze in qualche modo negative. Staremo a vedere, intanto sono incazzato e basito.

 

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[venerdì, 09 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un paese un po' più moderno?

Due righe sul disegno di legge sui Pacs, che poi non sono Pacs ma Dico (Diritti dei conviventi): ad una prima occhiata non mi sembra un compromesso così tanto al ribasso come ho sentito dire; in fondo riconosce ciò che chiedeva la parte del paese più laica e desiderosa di omogeneizzare la legislazione alla modernità già raggiunta ampiamente dalla società, sempre più avanti della politica. Diritti si chiedevano e diritti saranno riconosciuti se l'iter della legge farà il suo corso, e se quei pochi che si dicono laici nel centrodestra non si faranno risucchiare dal vortice delle polemiche ideologiche (e teologiche aggiungerei): purtroppo c'è qualche mastella o binetti pronto a spuntar fuori e a fare la parte del crociato più papista del Papa.

Senza entrare nel merito (gli anni necessari per le eredità o per godere di altri benefici: in fondo ci si può stare, credo), spero di poter vedere finalmente un Parlamento che si comporta come massimo organo dello Stato Italiano, uno stato che, anche se in molti lo dimenticano, dovrebbe essere laico. Credo che un parlamento ed un governo dovrebbero osservare i mutamenti sociali e culturali e provare a trovare una sintesi che adegui lo Stato a questi mutamenti, questo sarebbe già un risultato: aspettiamo, purtroppo aspettiamo.

Ora il problema è: c'è una bella blogger che vuole fare un Pacs (o Dico: chissà come saranno chiamati davvero) con me? Varranno anche le convivenze virtuali? Ci apriamo un bel blog insieme e lo registriamo nei registri anagrafici. Possibile che nessuno ci abbia ancora pensato?

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[martedì, 11 aprile 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un passo dopo l'altro sul filo

Poche righe doverose, vista l'attesa che avevo espresso per queste elezioni. Qualcuno ci avrebbe mai creduto se ci avessero detto che il risultato sarebbe stato così? L'avrebbero preso per matto. Anzi, uno che lo diceva c'era, e lo prendevamo per matto per davvero: purtroppo aveva ragione dicendo che le due coalizioni erano pari.

Mentre si pensava a festeggiare si è profilato uno scenario da film horror, e già centristi e vecchi democristiani affilano i coltelli perché loro in una situazione così ci sguazzano alla grande. Ora si vedrà, ci sarà il dovere di formare un governo (e vedremo se sarà dell'Unione o un governo tecnico: niente grandi coalizioni, per carità) e per i prossimi mesi balleremo, come Italia, sul filo di un acrobata.

Siamo sicuri che il risultato non sia ancora in discussione? In fondo 25 mila voti scarsi per la Camera non sono niente: e se si ricontassaro come in Florida nel 2000? Stavolta vedremo davvero se abbiamo o no una democrazia forte.

Non ho un'idea, un'opinione, sono solo atterrito. Si dovrà governare, ma come? Una Camera di un colore e un Senato di un altro (in attesa del voto degli italiani all'estero) erano in fondo la speranza di chi ha realizzato una legge elettorale per far profilare una situazione del genere. Col vecchio sistema una maggioranza più netta sarebbe emersa, qualunque essa fosse. E partiti, politici, giornali, intellettuali dovrebbero fare autocritica per non essere riusciti a leggere il paese; e sinceramente anche la gente comune: si respirava aria di vittoria, sembrava che intorno non ci fosse nessuno che vota per il centrodestra. E' come con gli exit poll, la gente non dice di votare per Berlusconi, forse si vergogna. O forse la spaccatura elettorale si traduce in una spaccatura reale, noi di quà e loro di là, nelle scuole, nelle università, nei posti di lavoro, altrimenti non si spiega.

Testimoni del presente, vedremo che ci riserva il futuro. In attesa del governo di acrobati e trapezisti, altro che nani e ballerine.

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[domenica, 09 aprile 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Aprile

Inutile ricordare che oggi si vota, lo sapete tutti e anche come, almeno chi non ha già deciso di restare a casa. Io, da parte mia ho già votato, prestissimo.

Che succederà? Non lo so, spero che vada con un cambio radicale rispetto agli ultimi 5 anni, come noto e come mai nascosto su Immaginaria. Si cambierà? Incrociamo le dita, i sondaggi non contano più, potrebbe succedere di tutto se, come sostengono i berluscones, con un'alta affluenza alle urne il risultato è da decidere (e se invece un'alta affluenza alle urne fosse indice di un sacco di gente che dopo una legislatura come questa ha deciso che una volta tanto voterà, e non per chi ha governato?).
I sondaggi (e le elezioni degli ultimi 4 anni, non lo dimentichiamo) danno un responso netto, in attesa di vedere come finisce al Senato. Ma le urne? Che responso daranno?

Queste elezioni sono importanti più di altre (si sarà detto per quante tornate elettorali?) perché volenti o nolenti non si può riconoscere che mai il paese in epoca recente è stato tanto diviso e spaccato (dal punto di vista del consenso politico, per fortuna). Sembra quasi che ci siano due Italie con valori profondi diversi, che è poi il senso del film di Moretti, su cui si è discusso. Possibile, mi chiedo io come tanti, che quello che a me pare lampante altri non lo vedano? Questa campagna elettorale ha sottolineato le differenze: spesso uno dei vizi italici è qualinquismo, diffuso nel linguaggio di tutti i giorni, nelle parole della gente, che dice che tanto chiunque governi non cambia nulla; stavolta, con questa campagna così urlata e mediatizzata (televisivizzata) le differenze sono diventate lampanti, evidenti a chiunque le voglia vedere: se vince l'una o l'altra parte cambia molto, e gli altri si chiederanno ma come è possibile che metà del mio paese veda una realtà diversa dalla mia?

Nella sua "Amaca" di stamattina Michele Serra si chiede se dopo che saranno stati contati i voti non ci sarà parte del paese che si sentirà straniera in patria, anzi lo se lo chiede forse sarà così. E' questo uno dei guasti del berlusconismo, l'aver polarizzato così tanto il consenso politico e l'aver estremizzato la contesa (spingendo ancora di più l'acceleratore sul piano ideologico, urlando al complotto dei comunisti, che sarebbero pronti a realizzare brogli elettorali: e lui, acclamato a Napoli al grido di "Duce, duce!" dovrebbe difenderci?) in modo così eccessivo. O forse, pensando all'oggi, è un bene: ripeto, possibile ci sia chi non veda?

Chiudo questo mio modesto contributo al dibattito, che leggerete in un numero leggermente inferiore, agli editoriali che trovate oggi sui giornali, tipo quello di Eugenio Scalfari su Repubblica, bello davvero, leggetelo. E chiudo con le parole di Scalfari:

"Siamo stati e siamo per l'eguaglianza nella libertà, per il mercato che dia a tutti pari punti di partenza, per sostegno dei deboli e l'inclusione degli esclusi, per l'innovazione, per la crescita, per l'Europa, per lo stato di diritto. Insomma per la democrazia nelle forme e nella sostanza.
Questi sono gli ideali positivi per i quali ci siamo battuti. Quelli negativi sono il loro esatto contrrio: l'autoritarismo, il populismo, la demagogia, l'egoismo, l'interesse proprio contrapposto a quello comune, l'autarchi e il protezionismo economico, la menzogna politica, la corruzione, l'insicurezza, la pigrizia intellettuale, il conformismo.
Non sono parole vuote. Ad ognuna di esse corrisponde una visione del bene comune e del paese che vorremmo".

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[martedì, 04 aprile 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Il mio appello finale

Ieri sera avrete visto, forse, se non avevate niente da fare, il faccia a faccia fra Prodi e Berlusconi. Una sorta di finale di Champions League della politica italiana, ridotta all'attesa del confronto come se da questo dipendesse tutto. Per qualcuno probabilmente era così, e infatti si è presentato più in forma che nell'altro: Berlusconi, of course.

Il Caimano si è presentato in una veste più brillante, spigliata, battagliero, dopo i rimproveri che gli erano stati fatti, soprattutto perché aveva bucato completamente l'appello finale. Ieri Berlusconi si è messo in posa, ha guardato in macchina, ha sorriso, ha recitato la poesia imparata a memoria, da bravo scolaretto, e l'ha sparata grossa, quasi la più grossa di tutte, al livello del famoso milione di posti di lavoro, delle pensioni minime ad un milione di lire, che ancora aspettano (e pensata all'altra burla delle pensioni minime a 800 euro promessa stavolta), o del drastico taglio delle tasse, che non c'è stato. La cancellazione dell'ICI sulla prima casa farà vincere al Caimano le elezioni? Sarà la mossa a sorpresa vincente? Intanto qualcuno dovrebbe spiegare come poi si intende finanziare i comuni, che si reggono solo sull'imposta sulla casa, dopo i tagli continui fatti in questi anni; e per finanziare i comuni si tratta di trovare soldi, e trovare soldi significa tassare da qualche parte. Quindi, non vi aspettate che la taglierà, al massimo, se ne potessimo avere la controprova visto che sapete che spero (credo) chi governerà, la taglierebbe per i redditi più bassi, per alcune fasce sociali, e poi dirà che l'ha tolta a tutti, come per le pensioni aumentate solo a pochi pensionati.

E Prodi? Prodi ha fatto Prodi, lo conoscevamo già, e anche Berlusconi a dire il vero, infatti ne parlo solo in merito a questa sparata. Anzi, mi preme far notare una cosa: Berlusconi è forse l'unico in Italia che parla di classe operaia, e che sventola come un pericolo la sinistra al governo che redistribuirà la ricchezza alla classe operaia: il Caimano ha detto, più o meno con queste parole, che la sinistra non conosce il merito, vuole redistribuire la ricchezza per far sì che il figlio del professionista sia come il figlio dell'operaio: allora, i meriti li conosciamo anche noi, "comunisti", ma mi deve spiegare che merito ha il figlio del professionista se non l'atto sessuale con cui è stato concepito dal suddetto professionista, e se non sia giusto assicurare condizioni dignitose, magari permettendogli di studiare senza sacrifici immani della sua famiglia, anche al figlio dell'operaio. Ecco, sappiate che se governerà la destra agli "operai" (ed è ovvio che in questa espressione Berlusconi intende qualsiasi lavoratore dipendente, visto che dell'altra parte Berlusconi ha messo imprenditori e professionisti) non verrà niente, anzi, vi verrà tolto qualcosa probabilmente. Ecco, parla il figlio di un operaio che si è sentito pesantemente offeso ed insultato, come se nel mio tentativo di assicurarmi un futuro migliore avessi fatto qualcosa di sbagliato perché non me ne sono stato al mio posto, invece di studiare, e non sono andato a lavorare subito.

Ecco l'idea di società di Berlusconi, se non l'avete ancora capito: una società in cui le differenze sociali non vanno colmate, in cui la mobilità sociale (che per ragioni svariate, fra cui la precarietà del lavoro e la cattiva situazione economica, è in questo momento all'in giù) non va favorita, al contrario delle posizioni acquisite e di rendita; al massimo per chi sta peggio un po' di paternalistica attenzione con qualche spicciolo ogni tanto. Ecco cosa si mangiano i caimani, la speranza di un futuro migliore per chi ha fatto e farà sacrifici.

Chiudo parlando di questi confronti tv. Intanto credo che quello di ieri sera (così ci togliamo il dente del risultato) sia finito in pareggio: Berlusconi ha assestato un punto vincente con l'ICI (perché purtroppo potrebbe fare presa davvero su qualcuno, anche se credo che ormai a certe panzane la maggioranza non crede più) ma ha passato più tempo a parlare della coalizione di centrosinistra e dei suoi problemi che a rispondere alle domande e soprattutto a illustrare cosa intende fare; Prodi secondo me ha segnato invece un punto a suo favore quando parlando del cuneo fiscale ha spiegato con un esempio concreto che un eventuale taglio (dico eventuale perché anche qui bisognerà davvero capire quali risorse saranno disponibili: il taglio ci sarà, ma come ancora va chiarito; ricordatevi però che un taglio dell'ICI costerebbe a occhio molto di più) favorirebbe anche gli stipendi dei lavoratori dipendenti, oltre che le imprese.

Ma alla fine questi match avranno deciso le elezioni? No, non credo. Ci sono stati 5 anni per farsi un'opinione: chi vota a sinistra certo non si farà abbindolare dall'ennesimo sogno, così come chi, avendo votato a destra in passato, è già stato deluso ; chi vota a destra certo non è stato convinto da Prodi. E gli indecisi, per cui si sono fatti questi confronti? Gli indecisi, se non si sono fatti un'opinione in 5 anni certo non se la sono fatta ieri sera, visto che, poco informati, probabilmente di alcune questioni avranno capito poco (e a loro si rivolge il taglio dell'ICI, promessa che va dritto alla pancia della gente, come se risolvesse i problemi della ripresa economica). Alla fine la maggioranza degli indecisi non voterà e quelli che lo faranno credo che si distribuiranno più o meno equamente. Spero.

Finita l'indigestione mediatica (ormai questi ultimi giorni vedranno ancora qualche dibattito ma il grosso è fatto) tocca al porta a porta (non Porta a Porta): portate a votare più gente che potete, perché un'altra legislatura come quella trascorsa non ce la possiamo permettere. Magari il centrosinistra non sarà la coalizione migliore del mondo e non esprimerà i leader migliori ma dall'altra parte avete visto che c'è? Ormai dovreste essere vaccinati, come auspicava uno che di sinistra non era davvero ma la vedeva lunga.

Immaginato da PhilipDick alle 09:47 / p.link
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[giovedì, 23 marzo 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Par condicizziamo tutto? Per fortuna che esce il Caimano

[nota: post noioso pure me che l'ho scritto, avrei voluto farlo più divertente e toccare più argomenti, invece gira su se stesso e non dice cose nuove o intelligenti]

[nota 2: la nota precedente non è un modo ironico per dire invece che il post è divertente: è noioso per davvero, non leggetelo]


Stamattina vorrei segnalare una sorta di indigestione da politica che stiamo vivendo. Ok, lo so che io a volte parlo di politica, e me ne interesso, mi informo; intendo dire che in questa pessima campagna elettorale c'è stata una sorta di iper-rappresentazione della politica, in tv soprattutto, come politica in quanto tale, non come gestione della cosa pubblica e come ricerca degli accordi e delle soluzioni per governare e gestire le dinamiche sociali ed economiche.

Una delle caratteristiche principali della tv di oggi (e non solo, è già da un bel pò che abbiamo questa neo-televisione: sarebbe ora di trovare nuovi schemi interpretativi) è l'autoreferenzialità, cioè la tv che parla di se stessa e mostra se stessa. La politica, d'altro canto, è autoreferenziale quasi per definizione, almeno in Italia dove l'agenda politica verte sempre sulle polemiche personali e partitiche e quasi mai sui fatti concreti che interessano la gente; la politica trita ogni tema e lo utilizza a suo uso e consumo. Ora, nel momento in cui si mettono insieme politica e tv, che succede? Che proliferano i dibattiti sulla comunicazione politica, sulla par condicio, sui duelli tv, su quello che dicono e fanno i politici in tv creando una sorta di reality in cui si cerca a tutti i costi il sangue e si bada poco a tutto il resto.

A meno di tre settimane dal voto stiamo ancora discutendo sui tempi, su quanto i politici vadano in tv, su chi comunica meglio dell'avversario, e se questo sposterà voti. Beh, diciamolo, di voti ne sposta pochini, anzi forse niente, e se ne sposta lo fa tanto da una parte che dall'altra. Il grande equivoco, della politica e della tv autorefernziali, è di mettersi al centro loro e di guardare tutto il resto, fatti e persone, come se queste ultime aspettino solo il messia. La gente è molto più intelligente, ragazzi, la gente vota guardando a come campa, a quali prospettive ha davanti (escludendo quelli che votano per idee e valori, quindi per partito preso) e la tv ha molta meno influenza di quello che la stessa tv cerca di raccontare, perché le opinioni si formano attingendo a tanti medium e a tante diverse agenzie.

In quest'era ci è toccato vedere anche questo, come se gli italiani votino per chi rispetta di più i tempi della par condicio o quelli dei duelli con le regole "americane" (che sono comunque sempre preferibili alla rissa: noiosi quanto volete ma almeno c'è uno straccio di contenuti; chi poi vuole andare oltre allo straccio ha i giornali, la radio, Internet e i blog per tentare di farsi di un'idea). Ecco, senza questo corto circuito autoreferenziale forse avremmo visto meno discussioni sulla par condicio e più cose concrete.

Il fatto è che è la tv stessa ad essere tale che è raro che escano contenuti di qualche tipo (uno dei rari casi di queste settimane sono le inchieste di Iacona su Rai tre, con Viva l'Italia); ormai tv e politica sono in rapporto stretto, ed è difficile dire quanto l'una usi l'altra e viceversa: la politica è entrata nel meccanismo televisivo senza per questo divenire più vicina alla gente.

Abbiamo avuto il prepartita e il dopopartita del confronto tv, come una finale di Coppa dei Campioni; tutti a domandarsi, chi vincerà, chi vince, chi ha vinto, come se poi il dibattito sul format e su chi ha comunicato meglio (ma comunicato cosa?) fossero il terreno vero di confronto. In questa tv dove conta di più il primo piano su uno sguardo truce piuttosto che il contorno d'insieme in cui si muovono le persone (quelle vere, non quelle chiuse nella scatola), che non rappresenta quasi più una realtà che la gente tocca davvero, si parla troppo di politica e se ne fa poca, di politica, o meglio di informazione.

Certo, anche qui ora ho parlato della politica che parla di se stessa in tv, ma intanto io non sono la tv, ho una audience più bassa, direi (sperando che qualcuno non chieda anche per i blog la par condicio!). E poi non faccio opinione, credo. C'è gente che trascorre più ore fra i blog alla ricerca, oltre che di rapporti personali, anche di notizie ed informazioni, per farsi un opinione o per scambiarle. E questo, il dialogo ed il rapporto interpersonale, anche se mediato dalla tecnologia, può contare di più che tanti dibattiti tv (che hanno un pubblico diverso).

Quello che questa relazione stretta fra politica e tv ha creato è una biscardizzazione della comunicazione politica (e se Biscardi conducesse i faccia a faccia?), con una logica di attesa all'evento successivo (per iniziare una nuova sequela di polemica) che fa gioco soltanto ai protagonisti (senza capire che al di là dell'audience poi l'elettorato mobile davvero, giovane e che cerca di costruirsi un'opinione sta da un'altra parte, penso io, magari sbaglio).

C'entra poco (ma forse sì) con questo post sui meccanismi di comunicazione (doppia deformazione, sia professionale che di studio), ma a proposito di attesa: domani esce Il caimano, l'ultimo film di Nanni Moretti, su cui tanto si è scritto e tanto ci si è interrogati, vuoi per il mistero che Moretti sa sempre celare intorno ai suoi film, vuoi per il contenuto antiberlusconiano annunciato (e magari, anzi probabilmente, il film parlerà anche, e forse soprattutto, di altro). Vedremo.

Immaginato da PhilipDick alle 09:28 / p.link
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[lunedì, 13 marzo 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- La Grande Fuga

Ma lo avete visto ieri dalla Annunziata il presidente del consiglio dei miei stivali? Se non avete guardato la trasmissione avrete appreso i fatti dai Tg visto che già all'ora di pranzo era la notizia politica del giorno.
Ecco, la notizia politica del giorno. Quanto siamo scesi in basso? In fin dei conti ad una cosa quella fuga di Berlusconi è servita: a spostare di nuovo l'agenda della campagna elettorale sulla mera polemica politica, evitando di parlare di contenuti ricorrendo al solito schema giornalisti=comunisti.

 

Non è un caso che la Grande Fuga sia avvenuta nel momento in cui Berlusconi elencava le cose buone e giuste fatte dal suo governo: incalzato dalla conduttrice ad entrare più su questioni concrete Burlesconi prende, comincia a dire non gioco più, me ne vado, manco fosse Mina.

<B>Berlusconi abbandona studio tv<br>Alla Annunziata: "Si vergogni"</B>

(foto da Repubblica.it)

Il fatto è che Silvio, secondo me, questa sceneggiata non dico l'avesse pensata prima ma sicuramente era già partito sulla difensiva, con l'idea di riportare il dibattito sulla sua figura di martire in un mondo di comunisti che non lo lasciano parlare. Ha dato fuori di matto, non ha retto la pressione di un intervista che non fosse modello zerbino (e poi dalla Annunziata, che è stata presidente della Rai berlusconiana, mica da Biagi o da Santoro), messo in difficoltà perché quando esce al di fuori del copione che ripete ossessivamente da due mesi in ore e ore di apparizioni tv (i comunisti che limitano la libertà, le toghe rosse, le coop rosse, le 33 riforme realizzate dal governo, l'Italia che è più ricca di quanto raccontano i comunisti, ecc) non sa rispondere, balbetta, entra in difficoltà dimostrando di essere tutt'altro che il Grande Comunicatore su cui si sono sprecati fiumi di inchiostro. Già nel faccia a faccia con Diliberto a Matrix era andato in difficoltà, uscendone sconfitto perché non in grado di dare una risposta alle questioni poste dal leader del PDCI (complimenti, ero fra quelli che dubitavano: so per certo dalle mie fonti che si è preparato studiando i filmati dei precedenti duelli tv di Berlusconi). Ecco domani sera ci sarà il confronto Prodi-Berlusconi con le regole "americane" volute dal leader dell'Unione: vediamo che succede.

Questi giorni sono stati piuttosto caldi oltre che sul piano politico anche su quello giudiziario (e aggiungerei democratico): il caso dello spionaggio da parte di personaggi legati all'entourage di Storace alle scorse elezioni regionali, la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi per un presunto pagamento all'avvocato inglese Mills per dare falsa testimonianza, le indagini su Cesa. La si può pensare come si vuole ma a me sembra di vedere un castello che crolla, ed emerge tutto il marcio che c'è sotto a questa classe dirigente (nel Lazio Storace si era costruito una specie di feudo personale, suo e dei suoi uomini: se ne sono andati portando via i pc dalla sede della Regione e lasciando in regalo un buco pauroso nella sanità). Di Berlusconi si è parlato e straparlato, sono stati scritti libri su libri sul conflitto di interessi, sul potere mediatico, sul passato tutt'altro che cristallino, su quello che è accaduto in questi anni di governo personalistico; questa campagna condotta in modo così becero, grazie alle bombe sparate di volta in volta da Berlusconi pernon parlare di cose concrete e attirare l'attenzione altrove, mostra un potere che si sgretola, pezzo dopo pezzo, ed è il risultato di cinque anni di governo: perché deve essere ripetuta ossessivamente la stessa solfa? Le riforme, la riduzione delle tasse, le grandi opere, l'aumento delle pensioni, l'aumento dell'occupazione, viene tutto rivendicato come merito del governo: perché, allora, leggendo i giornali e guardando la tv l'unico programma che emerge da parte di Berlusconi & CO. è di completare il programma di questi cinque anni? Completare? ma come, è stato fatto così tanto! Avete sentito una sola idea nuova provenire dai berluscones, questi giorni? Un solo progetto, una sola innovazione? Cinque anni di deserto intellettuale e di prevaricazioni personalistiche dei principi costituzionali hanno portato alla situazione di crisi economica ed istituzionale che gli italiani conoscono senza dover guardare i dibattiti tv.

Magari dovrei spendere due parole sull'Unione, ma in fin dei conti si stanno comportando bene in questa campagna, quando riescono fanno uscire pure qualche contenuto, ed un programma, in base a quello che si è letto sui giornali ce l'hanno, ed alcuni punti sembrano anche molto qualificanti (le 281 pagine non le ho lette, ma mi documenterò, e magari per par condicio faccio un riassuntino: mica posso sempre solo parlare male di Berlusconi).

Me ne vado: c'è la fine di un'era della storia italiana in queste parole? Lo spero. Questo blog si auspica che il 9 aprile una delle coalizioni vinca, e questa coalizione è il centrosinistra.

Immaginato da PhilipDick alle 08:58 / p.link
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[martedì, 07 marzo 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Quando c'era Silvio...

Vi voglio raccontare una storia, è quella dell'Omino di burro, che raccoglieva bambini sul suo carro e li portava nel paese dei balocchi; e lì i bambini si baloccavano, appunto, giocavano, si divertivano, non pensavano a nient'altro che a mangiare e a godersi la vita, come in un reality show. Dopo tanto baloccarsi, niente più politica, niente più economia, niente più studio, che non serve per diventare famosi e avere successo...

Ecco, la storia non è mia, ve ne sarete accorti. Si da il caso che la figura collodiana dell'Omino di burro è ripresa nel film-documentario che ho visto giusto giusto ieri. Il film, realizzato da Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, si intitola Quando c'era Silvio. Vi dice niente?

Cos'era l'Italia nell'era Berlusconi? E chi era questo Berlusconi? Beh, voi lo sapete, magari siete lettori informati. Ma se, come fa Kurt Vonnegut in La colazione dei campioni a proposito della Terra, degli esseri umani e degli Stati Uni, doveste spiegare ad un alieno che capitasse da queste parti chi era il personaggio e perchè se ne discuta tanto, perché non sia come gli altri imprenditori o politici (ecco forse il fatto che si accostino i due sostantivi già è importante), questo documentario potrebbe essere davvero utile. Lo trovate in edicola o in libreria con "i libri di Diario" (al prezzo di 17 euro, alla Feltrinelli col 20% di sconti per chi ha la carta fedeltà), con un agile libretto (per essere precisi è il DVD che è allegato al libro) che fa da guida al film, ai personaggi, per chi non li conoscesse, e che contiene efficaci riassunti sulle vicende di Berlusconi, Dell'Utri e compagnia da consultare e da diffondere.

Qualcuno obietterà che si è parlato pure troppo di Berlusconi; forse è vero vista la mole di libri e siti Internet a lui dedicati (ben riportati in bibliografia al libro), però magari c'è chi certe cose ancora non le sa, o non le vuole sapere. Vedete, nel film non ci sono contenuti clamorosi, segreti o che altro: ci sono alcune curiosità gustose (come la parte sul mausoleo della villa di Arcore, per esempio) e quello che risulta un riassunto veloce della vita e delle imprese dell'uomo e della sua gens berlusconiana; si tratta però di un quadro d'insieme che magari il cittadino meno informato, che legge poco i giornali, che si informa attraverso la tv (questa tv), che non legge libri magari non conosce, oppure non ha, appunto il quadro d'insieme fra affari, politica, massoneria, mafia (ben curata questa parte, con un intervista al PM del processo a Dell'Utri, Antonio Ingroia; agghiacciante un intervista di Dell'Utri con Chiambretti a L'inviato speciale, su Rai Uno, in cui il senatore afferma che la mafia non esiste).

Altra cosa gustosa, questa quasi inedita è l'intero intervento di Berlusconi al Parlamento Europeo nell'estate 2003, nel giorno dell'insediamento della presidenza italiana, quello del kapò dato ad un europarlamentare tedesco: tutto il contorno è anche peggio, a cominciare dal fatto che di fronte a domande precise sulle rogatorie internazionali, sul mandato d'arresto europeo e sul conflitto di interessi Berlusconi risponde con insulti.

Qualcun altro obietterà che forse così lo si demonizza e magari si fa il suo gioco; no, questa è una balla che vi hanno raccontato a cominciare da lui in persona: bisogna informare, informare e informare, perché l'informazione e la conoscenza fanno l'uomo libero, libero per davvero, non delle libertà berlusconiane.

Io sono il primo a dire che le elezioni del 9 aprile non devono essere uno scontro di civiltà fra Berlusconi e noi, perché davvero si fa il suo gioco; ma in questi anni abbiamo assistito all'arricchimento del politico e alla presa del potere da parte dell'imprenditore; abbiamo visto l'instaurazione di un regime de facto, basato sulle tv e sui giornali (e se, come spero potremo mandarlo a casa, significa che le regole stabilite 60 anni fa tutto sommato non erano così male, visto che hanno retto al tornado berlusconiano), che ha portato ad un imbarbarimento della politica italiana, che diventa evidente in questa pessima campagna elettorale, in cui a un mese dal voto praticamente di tutto si è parlato tranne che di contenuti, perché la trasformazione che ha portato Berlusconi a tutto il sistema (mentre lui si faceva gli affari propri) è stata il passaggio ad una democrazia dell'apparire.

E allora? Allora cerchiamo di diffondere il verbo: magari questo film da solo non basta, ma potrebbe mettere qualche pulce nell'orecchio, per far sì che la gente si ponga domande (è tutto vero? potrebbe chiedersi l'alieno di cui sopra), si informi, legga, chieda a qualche conoscente.
Mi rendo conto di uno scoglio: probabilmente come sempre accade in questi casi certi film o certi libri restano in un circolo di persone che queste cose già le sa. Comunque, alla fine il documentario è godibile e ben fatto, se proprio non servisse alla causa almeno credo che chi lo vedrà non penserà di aver proprio sprecato il suo tempo.

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[giovedì, 09 febbraio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Presenze poltici in tv

ANSA) - ROMA, 8 FEB - Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e' secondo sui Tg Rai solo al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E' quanto risulta dai dati di gennaio del Centro di ascolto. Il premier e' invece al 1/o posto sui Tg Mediaset e 12/o su La7. Prodi, su tutti i Tg, segue Fassino: e' 5/o su quelli Rai, 4/o su Mediaset, 15/o sul Tg de La7. Casini e' 3/o sui Tg Rai, solo 22/o sui Tg Mediaset, 20/o su La7. Fassino e' 4/o nei Tg Rai, 3/o per Mediaset e 14/o per La7.

A chi fosse interessato ai dati di questo inizio di campagna elettorale consiglio di fare un salto sul sito del Centro di ascolto dell'informazione radiotelevisiva.

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[domenica, 01 gennaio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Letterina al 2006

Caro 2006,
come va? Tutto bene? Ti piace questo pazzo mondo? Visto che ci sono ti chiedo subito le cose difficili, che so non puoi realizzare, però, visto che te le chiederanno tutti, desidero anche io tanta pace nel mondo, la sconfitta della fame nel mondo, Bush che si fa hippie, Berlusconi con tanti capelli in testa, con 50 anni di meno, senza tv, che torna a cantare sulle navi da crociera, Fazio con la giusta e meritata pensione da godersi in qualche località amena, tipo il villaggio vacanze S. Vittore o la beauty farm Regina Coeli, insieme agli amici Fiorani e Consorte, e magari insieme a qualcuno di quei politici con cui tanto tempo hanno amoreggiato al telefono. Questa è dura lo so, visto che siamo in Italia.

Veniamo alle cose facili. Come forse ti ha detto il tuo amico 2005 prima di andare via fortunatamente continuo a lavorare, da domani e fino al 31 marzo. Anno nuovo, lavoro vecchio. Caro 2006, vedi un po' che puoi fare per portare qualche soddisfazione da questo punto di vista, che a me va già bene così ma si può sempre migliorare, no?
Poi, naturalmente, per non mancare di rispetto a nessuno, tanta felicità a tutti gli amici e le persone a cui voglio bene. Già che ci sei un po' di salute per me, visto che sono un po' rattoppato e ieri non ti ho festeggiato come si deve, anzi per niente (non che a me piaccia festeggiare, come possono dirti gli amici che passano di qua da più tempo).

Caro 2006, c'è qualche questione che negli ultimi tempi mi ha un po' fatto incazzare leggendo i giornali. Avrei voluto parlarne già nel blog ma te lo dico a te in gran segreto, anche perché è un po' che faccio fatica a scrivere su Immaginaria (a proposito, dammi un po' di ispirazione per i prossimi 364 giorni). Ritorno a quanto detto all'inizio. Vedi, le questioni di cui si è ampiamente dibattuto dall'estate scorsa, tutta la roba che riguarda Fazio Antonio (indagato a Milano per aggiotaggio e a Roma per abuso d'ufficio), Fiorani Gianpiero (Milano: associazione a delinquere, appropriazione indebita aggravata, riciclaggio, aggiotaggio, ostacolo all'attività di vigilanza), Consorte Giovanni (Roma: aggiotaggio, ostacolo all'attività di vigilanza, per la scalata a BNL; Milano: concorso in aggiotaggio per la scalata di BPI, cioè Fiorani, ad Antonveneta) ed altra gente che sono troppo pigro per citare e che chiameremo i compagnucci del quartierino, mi fanno davvero pensare male su questa povera Italia.

Che sarà mai, potresti dire tu; gente che ha speculato, utilizzando informazioni riservate, arricchendosi indebitamente e azzottando il maltolto su conti all'estero mica è una novità in Italia. E infatti è questo che mi fa incazzare, che non sia una novità. Però qualcosa di nuovo c'è sempre perché, si sa, c'è sempre l'esplosione dei tormentoni e delle mode estive. Ecco, il 2005 non è stato l'anno delle tangenti versate nella casse dei partiti o dei politici per ottenere favori: troppo demodé, troppo anni '80-'90. No, ora si usa che X che ha una certa informazione sui mercati finanziari, in virtù del ruolo di vigilanza che svolge, la passi a Y che lo ricompensa con regalie varie; Y, poi, consiglia o svolge per conto terzi (e naturalmente propri), operazioni finanziarie molto redditizie a Z, W, X e tutto l'alfabeto (si da il caso che qualcuna di queste lettere dell'alfabeto possa essere qualche politico, nello specifico del centrodestra). Una cosa molto carina è che nel caso questi investimenti portassero perdite, queste venivano scaricate con fantomatiche spese sui c/c dei clienti della banca.

Ma vedi, 2006, quel che è peggio è che questo non avviene solo per arricchirsi e basta (perché, poverini, devono pensare alla vecchiaia) ma, in virtù dei legami costruiti con queste nuove tangenti modello 2005, in cambio dei soldi: l'idea di fondo era di mettere le mani su ampi settori dell'economia e della finanza italiana, nonché dell'informazione. Insomma, caro 2006, ti dice niente la parola inciucio? No? Intanto ti consiglio di leggere l'ultimo libro di Travaglio e Gomez, Inciucio, appunto: io sono arrivato alla parte sulla tv ma i giornali hanno già raccontato molto della storia cui ti stavo accennando e quindi, caro 2006, te la accenno a tuo uso e consumo, che sei appena arrivato.

L'idea è che da una parte il signor Fiorani di Banca Popolare Italiana (ex Lodi) avrebbe trovato la strada spianata, grazie alla compiacenza di un vecchio signore detto il Governatore di Bankitalia, per scalare la Banca Antonveneta e lui in cambio avrebbe finanziato una scalata a di