:: PHILIP DICK

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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[domenica, 11 dicembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Soldi spesi

Buongiorno e buona domenica! Come state? E' successo qualcosa di interessante?
A me niente di nuovo. Intanto vi segnalo questa mia recensione pubblicata sul Corriere della Fantascienza (l'indirizzo è quello giusto...).

Poi, ieri appena uscito dal lavoro sono andato direttamente a Romics, come ogni anno, a vedere che aria tira, a vedere un po' di gente mascherata (cosplayer dicono gli esperti), ho fatto una foto con Darth Vader (quando Wiseman me la invia ve la faccio vedere), ho girato fra gli stand a vedere un po' di fumetti (molti giri veloci, visto che quest'anno la fiera del fumetto è diventata ancora più piccola). Mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa di Sin City o di Sandman ma non ho visto niente: un albo di Sandman imbustato che costava pure parecchio. Ho comunque comprato qualcosina: un paio di albi di Rat-man (mi innamoro delle copertine), uno di Ken Parker, e Ghost in the shell, consigliatomi caldamente (visto che non sono affatto esperto di manga) e che leggerò presto (e se mi piace comprerò pure il 2, allora). Ah, e poi il dvd di Kill Bill vol. 2 a prezzo onesto. Forse gli ho lasciato troppi soldi, chissà...

Tutto Rat-Man 5Tutto Rat-Man 14

 

Copertina del volume

 

 

 

 

 

 

In attesa di aggiornamenti più proficui, ancora buona domenica a tutti.

Immaginato da PhilipDick alle 09:40 / p.link
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# fumetti, diario e pensieri vari

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[mercoledì, 07 dicembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Consigli per gli acquisti

Da quando ha aperto la Feltrinelli vicino casa mia è diventato un incubo, sto sempre lì dentro, più di quanto non facessi magari facendo un salto andando al lavoro.

E in pochi giorni ho già provveduto a fare diversi acquisti, Asce di guerra, di cui vi ho detto giorni fa, e saggi per un mio personale percorso autodidattico. Ieri poi ho comprato altri due romanzi, che mi sento di consigliare nel caso non sappiate che libri regalare a Natale, o vogliate regalare qualcosa di diverso dai soliti libri.

Intanto Memorie di un nano gnostico, di David Madsen (Meridiano Zero), consigliato caldamente a tutto il Web da Sidgi; consiglio, che ho seguito volentieri perché mi è venuta voglia di leggere le avventura del nano Peppe.
Un altro, che non era previsto, l'ho preso perché mi ha ispirato di primo acchitto, e l'ho visto un po' per caso; mi ha attratto perché libro di fantascienza di un giovane scrittore italiano, e mi sono sentito di dargli fiducia. Si tratta di Confessioni di uno scrittore impazzito e del suo dottore, di Claudio Bimbi, pubblicato da Edizioni Clandestine (visto che domani a Roma inizia la fiera della media e piccola editoria, oltre a Romics, sponsorizzo due libri pubblicati da editori indipendenti).

Ok finiti i consigli per gli acquisti: quando li leggerò vi dirò maggiormente in dettaglio. Nonostante abbia una pila alta così (immaginate "così") di libri da leggere questi, visto che mi incuriosiscono particolarmente li leggerò presto.

Ah, altri due consigli per gli acquisti, trattasi di fumetti, che ancora non ho acquistato: il volume uscito per il decennale di Sandman, Il cacciatore di sogni, e la nuova edizione di V for Vendetta, di Alan Moore e David Lloyd.

Immaginato da PhilipDick alle 09:42 / p.link
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# libri, fumetti

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[mercoledì, 09 novembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Frank Miller's Sin City

Quando mesi fa vidi Sin City al cinema, vi dissi di come fossi rimasto affascinato dalle atmosfere di quel film, nonché dallo stesso fumetto che avevo appena scoperto. Dipenderà dai gusti, certo, ma la forza di quel film e dei fumetti di Frank Miller, che sto leggendo con piacere, risiede intanto in scelte stilistiche specifiche che rendono l'immaginario di Sin City ben delineato e riconoscibile. Il film di Robert Rodriguez costituisce la messa in scena dei sogni e delle immaginazioni di Frank Miller, le cui tavole vengono riprodotte sullo schermo scena per scena, e risulta secondo me la giusta sintesi fra due medium diversi ma allo stesso tempo profondamente simili, come il cinema ed il fumetto, per la loro capacità di creare l'immersione del lettore (in senso semiotico) nelle vicende, e di guidarlo su percorsi di interpretazione che richiamano la conoscenza del genere e degli elementi tipici di immaginario che costituiscono la base di ogni opera ben riuscita, attraverso il meccanismo della sospensione dell'incredulità.

Al di là del film, che ho adorato, è bene parlare del Sin City originale, quello scritto, disegnato ed inchiostrato da Frank Miller. La forza delle storie, che non hanno un centro, che non hanno un protagonista, risiede nel suo tuffare il lettore in due grandi aspetti dell'immaginario (e scusate se insisto tanto su questo punto, ma nel mio blog è la chiave di lettura obbligata): il genere noir, come meta-genere che ne riassume tanti e che funziona spesso da sotto-genere (per esempio come non riconoscere i toni noir in un film come "Blade Runner"?), e la metropoli, e tutte le sue seduzioni ed alienazioni, nel rapporto fra individuo e massa, fra merce e arte, fra consumo e spettacolo e delle merci.
Miller con Sin City compie una operazione di questo genere: lavora e plasma la materia dell'immaginario per ottenere un effetto narrativo accattivante, seducente, per tenere incollato il lettore alle sue tavole, ma opera anche nella direzione di descrivere un mondo aberrante, dove non ci sono buoni, dove ci sono solo interessi, dove la legge e l'etica prendono direzioni diverse dalle consuete. La Citta del Peccato (ma in realtà il nome della città è Basin City) è un concentrato di illegalità, di corruzione, di spersonalizzazione dell'individuo, del tutto assorbito all'interno degli ingranaggi che regolano la vita di Sin City, dei suoi valori e dei suoi codici di comportamento.

E non è un caso che non ci sia un protagonista della serie (sviluppata in 7 albi) ma che al centro di tutto ci sia la città stessa, con i suoi quartieri, in cui si esercita di volta in volta un potere diverso: da una parte i poliziotti, (non i buoni) che lavorano spesso per i potenti della città, dall'altra la malavita e, ancora, nella splendida Città Vecchia (splendida per le sue splendide abitanti), dove governano le ragazze, le prostitute ammalianti e seducenti, in grado di portarti in paradiso se rispetti le loro regole, e hai soldi per pagare, ma che potrebbero strapparti la pelle (ho scritto pelle, eh...) se non righi dritto.



Per spiegare la forza di questo fumetto ricorro alle parole di chi certi concetti li ha già espressi bene, nell'introduzione ad Affari di famiglia, e che ha rafforzato in me l'amore per le spede laser: "Riflettere sulla tradizione del noir e sulle sue forme ci permette di entrare nel cuore dei meccanismi narrativi di Sin City, affascinanti ma tutt'altro che semplici, specchio deformante ma non menzognero dei rapporti sociali e della stessa sostanza del potere. Miller disgrega definitivamente quella tradizione e ne utilizza le rovine semiotiche come materiale di costruzione per le sue avventure disperate e mortali, in cui crimine e peccato che impattano sul corpo individuale sono metafore della malattia più profonda che investe il corpo sociale".
Miller recupera tutta la tradizione del genere noir, a fumetti ma non solo, e rielabora immagini e personaggi tipici (il detective, il giustiziere solitario, la femme fatale...) fino a creare qualcosa di assolutamente nuovo, che coniuga un immaginario tipico sviluppato negli anni 40-50 con la sensibilità moderna e l'immaginario degli ultimi dieci anni, in cui sangue, sesso e violenza diventano, appunto, metafore di qualcos'altro, arrivando anche al pulp, se questa parola vuol dire qualcosa.

Le storie di Dwight, di Gail, della ninja-prostituta Miho, di Becky, che deve sempre telefonare alla mamma (Affari di famiglia, Un'abbuffata di morte), o di Wallace ed Esther (All'inferno e ritorno: favoloso), o ancora di Marv e Goldie (... senza titolo, solo Sin City, è il primo volume), mi hanno preso nella rete, anche per lo stile assolutamente peculiare ed originale di Miller, che con il b/n, con i chiaroscuri, lavora creando delle tavole belle da morire, che generano un effetto di iperrealtà, fino a diventare surreali (e perfino psichedeliche, come nella chicca che rappresentano alcune tavole interamente a colori di "All'inferno e ritorno"). La forza delle tavole di Miller sta anche in un montaggio che è tipicamente cinematografico, rendendo del tutto naturale il sincretismo fra i due medium (così ben realizzato nel film), sviluppandosi con inquadrature che trovano angolazioni in cui l'influsso della tradizione delle immagini in movimento è a dir poco evidente.

So di aver scritto molto, e chissà quanti hanno preferito non leggere così tante parole, ma dovevo dedicarmi ampiamente a questo post, era un debito che sentivo verso il piacere provato a sfogliare questi fumetti, su cui è bello ritornare, ogni tanto.

|Fumetti USA (Dark Horse) - Sin City (v.7): All'inferno e ritorno|       |Fumetti USA (Dark Horse) - Sin City (v.3): Un'abbuffata di morte (rist)|

|Fumetti USA (Dark Horse) - Sin City (v.5): Affari di famiglia|

Immaginato da PhilipDick alle 11:39 / p.link
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# fumetti, immaginario

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[martedì, 08 novembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un po' di tempo nella Città Vecchia...

Stasera un po' di tempo passato con questa gente qua...

Come si fa a non dare di matto per questa donna qui?

Per non parlare della versione di celluloide...

Immaginato da PhilipDick alle 22:30 / p.link
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# cinema, fumetti

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[venerdì, 16 settembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- come spendere 9,80 euri

Se avete 9,80 euri che vi avanzano e vi recate alla vostra edicola invece di comprare l'ultimo numero di Novella 2000 per sapere tutto sul nuovo fidanzato di Michelle Hunziker, oppure di Playboy (lo so che avete l'intera collezione), vi do due consigli che forse vale la pena di prendere in considerazione.

E' uscito con la collana Urania Collezione (numero 32, al modico prezzo di 4,90 euri), che ripropone tutti i grandi classici della fantascienza, La matrice spezzata di Bruce Sterling, padre del cyberpunk (insieme a Gibson), che qui viene proposto in quello che per molti è il suo capolavoro (per saperne di più questa notizia è un buon inizio). Dal sito Urania&Co. copio e incollo: "La civiltà del sistema solare, ormai colonizzato, è conosciuta come Schismatrix: una "matrice" che rappresenta il prodotto di un vertiginoso progresso scientifico e culturale, ma anche uno "scisma". L'umanità, infatti, è divisa in due fazioni rivali: i Mechanist e i Plasmatori. Nel quadro di questa civiltà post-umana in lotta, cominciano le avventure di Abelard Lindsay, diplomatico e rivoluzionario della Repubblica Corporativa Circumlunare del Mare della Serenità. Di volta in volta ribelle, esule, impresario teatrale e pirata spaziale. Lindsay è l'eroe di ogni nuova fase di espansione, deciso a costruire un futuro inimmaginabile pre l'umanità."

 
Per altri modici 4,90 euri e se la vostra edicola è ben fornita (io sono stato fortunato e devi ringraziare la mia amica Fra, a cui sarò sempre grato per avermi risparmiato un sacco di giri: grazie Fra, ho ancora le lacrime agli occhi!), oppure, se non è fornita, ci sono sempre i negozi di fumetti, vi consiglio questa ristampaccia, però non sempre si possono comprare gli albi extra-lusso che costano 20 euri o giù di lì. Quindi vi raccomando questo "Grandi storie" n.2 che ristampa l'albo Sin City: Un abbuffata di morte, di Frank Miller. Ah, volendo potete ordinarla anche via web qui.
 
|Fumetti USA (Dark Horse) - Grandi Storie #2: Sin City: Un'abbuffata di morte|
 
Ok, i consigli editoriali sono finiti, spero che qualcuno metta la testa a posto e mi dia retta! Così passate il tempo in attesa del mio prossimo post!

Immaginato da PhilipDick alle 09:37 / p.link
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# libri, altro, fumetti, cyberpunk, sterling

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[lunedì, 29 agosto 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sono tornato (2), e un altro bel fumetto

Rieccomi di nuovo, l’altro giorno avevo solo annunciato il mio ritorno, ma ora, aspettatevi i fuochi d’artificio! Sono più in forma di prima, pronto a lasciarvi ad occhi aperti con le meraviglie che scriverò su Immaginaria…
 
Mmmhhh… qualcuno ha qualche idea?
 
Allora, come avete passato le vacanze? Di sicuro meglio di me, che non ho fatto un cacchio come preannunciato. E sapete ormai come non fare un cacchio faccia parte del mio DNA, che se avessi qualche cosa di meglio da fare non starei qui a scrivere due cazzate in attesa che Calliope mi faccia uno squillo sul cellulare per suggerirmi uno spunto per un bel post. E visto che ci siamo, per un bel libro, visto che scomodo la musa delle lettere.
 
A proposito della musa Calliope, l’ho conosciuta poco tempo fa perché è la protagonista di un episodio dell’albo di Sandman uscito un paio di settimane fa con i fumetti di Repubblica. Io sono un lettore saltuario di fumetti ma a volte mi appassiono ad alcune cose. E quindi, visto che non so bene che altro scrivere, dedico al fumetto cult di Neil Gaiman qualche riga.
 
 
Morfeo, Oneiros, Kai’ckul, il Plasmatore, Sogno, o più semplicemente Sandman, l’uomo della sabbia che nella tradizione anglosassone governa il mondo dei sogni, e che Neil Gaiman (vi ho già parlato del romanzo Nessun dove) all’inizio degli anni ’90 ha trasformato in uno dei fumetti di maggior successo. Gaiman (assistito da grandissimi disegnatori) ha plasmato il suo personaggio attingendo a varie tradizioni, proprie di ogni cultura, dove c’è sempre un Signore dei sogni, che governa l’onirico e rende reale anche l’irreale. E che allora ispira l’opera di un capo-comico inglese, un tale Will Shakespeare; oppure che intrattiene una relazione con Calliope, e poi la libera dalla prigionia in cui era costretta; o, ancora che diventa il padrone dell’Inferno, perché Lucifero si è rotto le palle di dannati e demoni, e allora deve trattare con gli dei di Asgard (Odino, Thor e compagnia), con il Pantheon giapponese, con le divinità egizie, con gli dei del caos e quelli dell’ordine, e naturalmente anche con il principale che sta lassù…
 
 
Dice Sandman “le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d’ombra che sopravvivranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”.
 
Dopo questa citazione mi pare inutile spiegarvi perché mi sono appassionato a questo fumetto, scritto da quello che è davvero un maestro della fantasia, che metto nella lista delle cose da cercare in fumetteria oppure a Romics, se ci sarà come sempre a ottobre.
 
 Sogno è uno dei sette eterni (Destino, Morte, Desiderio, Delirio e ora non ricordo gli altri), e nel suo mondo del sogno ogni cosa è possibile, e il confine fra ciò che è, ciò che potrebbe essere e ciò che forse non è mai stato è labile, molto labile. Nel suo castello i suoi servitori sono Caino (che da qualche parte deve pure essere andato), il corvo Matthew e Lucien (che non ho ben inquadrato ma a qualche figura magica e/o mitologica risponderà sicuramente, oppure no, non è importante).
 Sandman non è né buono né cattivo; a volte è misericordioso, altre volte è crudele, ma ogni cosa viene fatta perché così deve essere e così è scritto (sul libro di suo fratello maggiore, Destino). La sua famiglia è ben strana, e va detto che non vanno affatto d’accordo (tranne Sandman e Death, la morte in versione dark, quella che quando tutto sarà finito spegnerà la luce dell’universo, e che è insieme al fratello nell'immagine sotto) ma loro vanno oltre lo spazio ed il tempo e non dipendono da nessun dio.
 
 
Questo è un fumetto molto letterario, dai toni che vanno dall’horror al fantastico, scritto in maniera a dir poco splendida ed è anche un piacere per gli occhi, con tavole splendide disegnate da veri e propri artisti. Sandman è stato un fumetto di grandissimo successo commerciale (fino a che Gaiman ha ritenuto di portare avanti la serie, prima di dedicarsi ad altro) ma nulla toglie che sia un vero fumetto d’autore, in cui elementi mitologici e leggendari si fondono alle miserie umane (e dei gatti…).
 
Ok, alla fine qualcosa da scrivere è uscita fuori. Alla prossima.

Immaginato da PhilipDick alle 10:39 / p.link
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# fumetti

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[mercoledì, 27 luglio 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- L'arte di Enki Bilal

Negli ultimi giorni, come anticipato l’altro giorno, ho letto il volume uscito questa settimana con i fumetti di Repubblica (Futuri imperfetti) dedicato ad Enki Bilal, autore nato a Belgrado nel 1951 ed emigrato a Parigi a 10 anni, e considerato oggi uno degli autori più importanti, un vero e proprio artista che con le sue tavole ha rivoluzionato l’immaginario fantascientifico ma non solo, e che si è dedicato anche al cinema, sia come autore, sia in numerose collaborazioni.
 
Raramente mi è capitato di leggere qualcosa di così bello, e non solo a fumetti. Di questo volume in particolare fanno parte le tre storie che compongono la trilogia Nikopol (La fiera degli immortali, La donna trappola, Freddo equatore), scritte negli anni ’80, e la più recente Il sonno del mostro (1998).
Dalla trilogia Nikopol lo stesso Bilal ha tratto il recente film Immortal (ad vitam), basato sui primi due episodi, ma dove scene, situazioni e personaggi sono adattati in modo da mantenere l’idea d’insieme della storia, pur con rilevanti differenze rispetto ai suoi stessi fumetti.
 
 
Ma è un adattamento perfettamente comprensibile e funzionale, esaltando alcuni aspetti, limando altre cose, evidenziando certi caratteri dei personaggi. Film interessante anche dal punto di vista formale, essendo praticamente quasi per intero in digitale, con attori virtuali al fianco dei protagonisti. Anche semplificato nella storia e con alcune modifiche sostanziali (come l’ambientazione a New York nel 2095 e il fatto che Horus scenda sulla Terra con lo scopo di procreare un erede), ne mantiene comunque lo spirito originale.
 
La trilogia è basata sulla apparizione sulla Parigi del 2023 di una astronave a forma di piramide. Questa contiene tutto il pantheon delle divinità egizie, Anubis, dalla testa di sciacallo, Bastet, dalla testa di gatto, ecc, intente a giocare a Monopoli, forse metafora di come funzionano quaggiù le cose. Horus, dalla testa di falco, è sceso sulla Terra, per una sete di ribellione e di conoscenza, deciso ad abitare un corpo umano che lo possa aiutare a scoprire nuove cose e a sentire tutto ciò di cui la sua immortalità lo priva. Quel corpo è quello di Nikopol, dissidente politico del regime fascista in carica mandato in ibernazione nello spazio e precipitato poi di nuovo sulla Terra. Nel secondo episodio appare Jill, la bellissima ragazza dai capelli azzurri e dalla pelle bianchissima, dalle labbra e dai capezzoli azzurri, e dalle lacrime, naturalmente, azzurre.
 
 
 
 
Jill è un personaggio misterioso e affascinante, che spedisce i suoi articoli indietro nel tempo, descrivendo un mondo popolato da alieni, in cui ad una dittatura nera ne segue una rossa.
I protagonisti di queste storie sono sempre distaccati dalla realtà, alienati in qualche modo da una società totalitaria che limita l’individuo, e dietro le loro vicende trapela soprattutto disperazione, insensatezza, rassegnazione a non capire niente di noi stessi, della realtà in cui viviamo, della nostra stessa esistenza. L’unico che cerca di capire qualcosa, e forse alla fine ci riesce davvero è Horus, imprigionato dalla dittatura dell’immortalità.
 
 
Da un punto di vista stilistico fra i tre episodi si nota una progressiva crescita artistica dell’autore, sia nel disegno e nella colorazione delle tavole, sia da un punto di vista letterario. Sia dal punto di vista grafico che da quello dei contenuti, trapela l’idea, fra una storia e l’altra, di incompiutezza, di mancanza di senso della realtà, di una ricercata imprecisione, che da luogo a tavole bellissime e ricche di particolari anche soltanto da un punto di vista estetico.
 
Nella quarta storia dell’albo, Il sonno del mostro, questo sviluppo stilistico diventa ancora più evidente, con tavole sempre più ricercate e raffinate, che giocano molto con i colori, che si fondono e si sfumano, con toni pastello di blu, di grigi, di bianchi e di rossi soprattutto, e con figure prive di linee di contorno, con un effetto sfumato. Questa quarta storia, che non c’entra niente con la trilogia Nikopol, è secondo me, la più bella del volume, sia perché è evidentemente più matura sia perché i contenuti diventano davvero importanti.
Nike, Layla e Amir sono i protagonisti della storia (soprattutto il primo), e agiscono in un mondo dove una organizzazione mafioso-terroristica, che ha come base ideologica tutte e tre le grandi religioni monoteiste (in un mondo quasi ateo), è la più grande minaccia per la libertà delle nazioni e dei popoli.
Nike, Layla e Amir sono loro malgrado coinvolti in giochi di potere più grandi di loro, incomprensibili e che è meglio rinunciare a comprendere, se non per il fatto che i loro destini sono intrecciati, e lo sono sempre stati fin dalla loro nascita, 33 anni prima, nel 1993, in un ospedale di Sarajevo, durante i bombardamenti serbi. E questo riferimento alla storia dei drammi dei Balcani dove è nato Bilal, rende la storia stranamente poetica, sospesa fra passato e futuro, dove l’unica costante è l’insensata distruzione che gli uomini stessi operano tra loro. E con leggerezza Bilal unisce il 1993 con il 2026, creando una sorta di parallelismo sia con le parole sia, e soprattutto, direi, con le immagini.
 
 
Visto che è ancora in edicola spero di avervi invogliato ad andare a spendere questi 6, 90 euro…
 
Questo è un bel sito per saperne di più di Bilal, e soprattutto per vedere altre tavole!
 

Immaginato da PhilipDick alle 21:13 / p.link
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# cinema, fumetti

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[martedì, 26 luglio 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Ritorno

Rieccomi qua. Per l’ennesima volta. Voglia di ritornare a scrivere qualche cazzata, come sempre. Ma non aspettatevi troppo però, eh? Non aspettatevi post entusiasmanti, e non aspettatevi che sarò sui vostri blog giorno e notte. Ritorno di basso profilo.
 
Non è successo niente di clamoroso in queste due e più settimane di assenza dalla blogosfera. Niente che valga la pena di raccontare, e forse è un dramma, questa assenza di fatti da raccontare. Mi sono immerso in quello che in questo blog chiamo sempre il mio mondo immaginario. Ho visto qualche film, ho letto qualche libro e qualche fumetto. Mi sono distratto il più possibile, cioè poco, perché la testa va sempre dove vuole lei, e non la smetto di pensare. Almeno penso, c’è chi non lo fa mai. Però quando penso spesso mi lascio andare a pensieri negativi, mi abbatto. A volte però ho voglia di respirare, di riemergere dal pelo dell’acqua e di tirare una bella boccata d’aria. E poi rituffarmi, ma con un altro spirito. Vedremo.
 
Intanto vi aggiorno sulle mie letture… I libri potete vederli nella colonna a sinistra… In particolare Evangelisti, con Il corpo e il sangue di Eymerich: sempre avvincenti le avventure dell’inquisitore Eymerich (vera chicca la citazione finale di uno dei racconti più noti e più belli di Edgar Allan Poe), a cavallo fra il 14° secolo e il 20°, fra inquisizione e Ku Klux Klan, ricerca genetica, guerre e politica (interessante il fatto che verso la fine del libro appaiano personaggi come Colin Powell e Paul Wolfowitz, che quando è stato scritto il libro non avevano ancora la notorietà mondiale che hanno conquistato negli ultimi anni). Poi da non dimenticare un super-classico della fantascienza hard, come Heinlein, che con il suo Cittadino della galassia (libro del 1957) ha realizzato uno dei migliori romanzi per ragazzi di sempre ma che si lascia leggere anche da un adulto: le avventure di un giovane orfano che diventa prima schiavo e poi molto altro… avventure che piacerebbero, anzi sono sicuro che piacciono, anche ad uno come Lucas, ci uscirebbe fuori un bel film sullo stile di Guerre stellari, basterebbe l’aggiunta di qualche scena di azione in più…
 
Poi mi sono dedicato alla lettura di un po’ di fumetti, per riempire ancora di più il mio mondo immaginario… di immaginario, appunto. E allora ho proceduto alla lettura del volume di Repubblica dedicato a Blueberry, il fumetto western dei francesi Jean Michel Charlier e di Jean Giraud, alias Moebius nella sue opere fantastiche (insomma, l’autore dell’illustrazione del mio template). Altro che Tex, niente a che spartire, è molto più raffinato; le storie sono avvincenti davvero e le tavole di Gir sono di una bellezza incredibile, con inquadrature che starebbero bene in un film. Poi, visto che mi erano piaciuti i fumetti ho visto pure il film di Jan Kounen, con Vincent Cassel (e con il tarantiniano Micheal Madsen e Juliette Lewis), ora nelle sale, e devo dire che l’ho trovato più che discreto, davvero: non so se è “liberamente tratto” o se è basato comunque su qualche storia in particolare di Mike Blueberry, forse è leggermente troppo cervellotico e volutamente allucinato (c’è un sacco di peyote), se proprio vogliamo trovarci dei difetti.
Poi la lettura dei volumi di Frank Miller che avevo detto di aver comprato prima della “pausa”.
E, tuttora, sto leggendo il volume di Enki Bilal uscito sempre con Repubblica (attualmente in edicola). Enki Bilal è uno degli autori più versatili che ci siano in circolazione, serbo di nascita e francese d’adozione; ha rivoluzionato la fantascienza a fumetti e non solo (pare che Ridley Scott per le ambientazioni di Blade Runner si sia ispirato alle sue tavole), e si è dedicato anche al cinema, in particolare il suo terzo film, Immortal (ad vitam), uscito la scorsa stagione, l’ho trovato veramente bello, molto particolare, ispirato alla Trilogia Nikopol che trovate nel volume in questione (ma liberamente adattata per lo schermo: libero di fare quello che vuole con le sue storie). Di Bilal mi sa che vi parlerò più dettagliatamente.
 
Infine chiudo con una nota sugli acquisti di libri che si sono accumulati negli ultimi tempi, e che vanno a formare una pila un po’ più grande. Intanto L’arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon, il suo capolavoro, a quanto si dice, e soprattutto uno dei romanzi più ricchi e complessi degli ultimi 30 anni: approfittando di qualche sconto ho deciso di non farmi intimorire dalla mole.
Poi il romanzo scritto a quattro mani, un capitolo per uno, dal grande scrittore ispano-messicano Paco Ignacio Taibo II e dal Subcomandante Marcos, Morti scomodi. Si avete capito bene, il Subocmandante Marcos. Tra l’altro il ricavato dei diritti d’autore è devoluto direttamente ad una organizzazione umanitaria operante in Chiapas. Questo romanzo si annuncia un interessante giallo politico, che inizia, dando retta alla quarta, con l’apparizione di Pepe Carvalho a Città del Messico, sicuramente un omaggio di Taibo II a Manuel Vazquez Montalbàn e al suo personaggio più famoso.

Immaginato da PhilipDick alle 08:59 / p.link
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# libri, cinema, fumetti, diario e pensieri vari

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“L’irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione a cui può spingersi l’immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, bé… la gente muore.”

Chuck Palahniuk
(Soffocare)

“L'immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C'è chi come loro vi resta impigliato e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”

Valerio Evangelisti
(Nicolas Eymerich, inquisitore)

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d'ombra che sopravviveranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”

Neil Gaiman
(Sandman - A Midsummer Night's Dream)

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