:: PHILIP DICK

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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[mercoledì, 16 gennaio 2008]
-------------------------------------------------------------------------------------- La Sapienza del Papa

A me che il Papa non va più ad aprire l'anno accademico della Sapienza (la mia università, avrei molto più diritto di aprirlo io l'anno accademico) non spiace nemmeno un po', anzi ne sono pure contento. E 'sti cazzi delle polemiche politiche.

La verità è che tensioni nascono per un motivo solo: da tempo ormai la Chiesa ha lanciato una offensiva forte alla laicità dello Stato italiano, il conflitto è inevitabile, e purtroppo gioca a favore della Chiesa stessa che ora potrà dire, per bocca dei suoi difensori d'ufficio, di essere stata zittita, che in Italia i cattolici sono discriminati, bla bla.

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[lunedì, 14 gennaio 2008]
-------------------------------------------------------------------------------------- La monnezza siamo noi

Dell'emergenza rifiuti campana saprete tutto immagino (mi piace immaginare...), e forse, anzi sicuramente più di me, che so solo quello che si vede e legge in tv e sui giornali. Ed è ormai un luogo comune dire che è colpa della politica, degli amministratori locali e della camorra, of course. Tutto vero, senza ombra di dubbio.

Giusto ieri stavo riflettendo sul problema e sono arrivato ad una conclusione banalissima: il problema rifiuti, al di là delle conseguenze patologiche raggiunte in Campania, esiste perché produciamo rifiuti, perché la nostra società non può fare a meno di produrre rifiuti: la società industriale produceva merci ed oggetti, quella post-industriale rifiuti di ogni genere (torno nuovamente, per l'ennesima volta su questo blog a consigliare la lettura dei romanzi di DeLillo, in particolare Underworld: poche altre volte la letteratura ha saputo spiegare così bene la realtà in cui viviamo).

Proprio ieri pensavo che l'unica soluzione sia produrre meno rifiuti (perché in realtà ne produciamo sempre di più) e per produrre meno rifiuti bisogna consumare di meno, tutti e tutto. Inutile fare esempi, sono sotto gli occhi di tutti. Servirebbe un grande cambiamento culturale, oltre che maggiore attenzione da parte delle classi dirigenti (che sulla monnezza in qualche modo lucrano), ma la colpa è soprattutto nostra.

E stamattina come per magia leggo l'ultimo numero di Giap, nel quale i Wu Ming avvalorano questa tesi (ma non è una novità, come non sono una novità le mie riflessioni, non nascono mica nel vuoto, chissà quante volte le ho già sentite), con un interessante (quanto originale) attacco alla soluzione finale dei termovalorizzatori (eufemismo, la parola termovalorizzatore, che fa pensare alla neo-lingua di Orwell): l'unica soluzione finale è cambiare profondamente il nostro modello di consumo, e quindi di vita: bastano piccole cose e piccoli gesti quotidiani.

E qui, aggiungo io, perché non rendersi conto che oggi abbiamo a disposizione tecnologie che dovrebbero contribuire a produrre meno oggetti e di conseguenza meno rifiuti e che invece non vengono sfruttate come si dovrebbe? Oggi abbiamo meno bisogno di oggetti materiali, almeno per alcune cose; pensate alla potenza del digitale, con una politica industriale meno miope e con qualche passo avanti nella creazione di supporti sempre migliori e flessibili, chi avrebbe più bisogno dei supporti materiali?

Quello dei rifiuti è solo un aspetto di un fenomeno più vasto, forse il più importante nel mondo globalizzato di oggi, di consumo e sperpero delle risorse con conseguente consumo e sperpero della Terra stessa. Consumo e sperpero che dà a breve avrà effetti non solo sul clima, non solo sulla nostra salute, ma anche sugli equilibri geopolitici del pianeta. Siamo sicuri di volerlo?

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[venerdì, 07 dicembre 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Morire in Italia

Stamattina, non lo facevo da molto tempo, parlo un attimo di politica perché una tragica coincidenza ha messo insieme due questioni importanti.

Ieri sera il Senato ha votato la fiducia al decreto sulla sicurezza (non entro nel merito, voglio andare a parare da un'altra parte), ed il governo un'altra volta si è salvato per un soffio. Stavolta si è registrata un'altra novità: la fondamentalista cattolica Paola Binetti, senatrice del Partito Democratico, ha votato contro il governo perché nel decreto sono state inserite norme contro la discriminazione degli omosessuali (non credo che serva commentare ulteriormente...). Fini, leader di An, ha chiesto ad un senatore del suo partito di dimettersi perché assente dalla votazione. Qualcuno chiederà mai alla Binetti di lasciare, almeno, il gruppo del Pd? Purtroppo ho paura di no.

Ieri è stata una giornata segnata soprattutto da una tragedia di cui avrete sentito parlare: un incendio nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino ha provocato la morte di due operai ed il grave ferimento di qualche altro.

Metto insieme questi due avvenimenti per fare una semplice considerazione: al primo caso di cronaca scattano gli attacchi demagogici contro gli immigrati, le richieste di nuovi fondi per la sicurezza, di sanzioni più gravi per chi commette reati che, si dice così, causano allarme sociale. Non contesto l'importanza di garantire sicurezza ai cittadini, però mi irrita alquanto sentire parlare delle città italiane (o almeno della mia) come luoghi insicuri nei quali non si può girare, dove ogni giorno si rischia di venire ammazzati, quando è evidente che le cose non stanno proprio così.

Però non si sentono gli stessi strali per chiedere misure più forti per garantire la sicurezza sul lavoro, per incrementare i controlli, per combattere il lavoro nero; non mi ricordo di decreti di urgenza su queste tematiche, quale che sia il governo; non mi ricordo grande attenzione dell'informazione su una tematica di così grande importanza se non per quanto riguarda il singolo episodio che di volta in volta si presenta: è troppo importante parlare di Cogne, di Garlasco, della povera Meredith, sono cose molto più importanti nella vita di tutti noi.

Nel 2006 i morti sul lavoro sono stati oltre 1300: un numero abnorme, 1300 persone, padri e madri, figli che hanno lasciato le proprie famiglie. Credo siano di più dei morti ammazzati dai rumeni.

Ecco, l'ho tirata fuori. Che si faccia qualcosa, almeno stavolta. Perché nessuno chiederà mai l'espulsione degli imprenditori che non rispettano le norme di sicurezza o che favoriscono il lavoro nero, ma non si faccia che, in Italia, morire per mano di un criminale sia più "importante" che morire mentre si lavora, spesso in condizioni ignobili e per pochi soldi.

Immaginato da PhilipDick alle 08:37 / p.link
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[venerdì, 02 novembre 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Dopatevi di musica!

Stamattina mi viene voglia di segnalarvi sta notizia che ho appena letto su Repubblica.

Da appassionato di sport, soprattutto degli sport di fatica (chi mi conosce sa della mia passione per il ciclismo), mi incuriosisce, mi stupisce, mi fa ridere la notizia che proviene dagli Usa in vista della prossima maratona di New York: lettori MP3 vietati per i partecipanti perché la musica altera le prestazioni! Magari un amatore può essersi fatto una cura di Epo prima di partire per New York e correre la sua maratona della vita in 3 ore, tanto non sarà mai controllato, ma se un vecchietto che impiegherà otto ore a completare tutti i 42 e passa km avrà delle cuffiette rischierà la squalifica... Che paese l'America...

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[venerdì, 12 ottobre 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Nobel alla fantascienza

Mi rifaccio vivo, in una pausa dal pallosissimo assignment che devo inviare stasera dall'altra parte dell'oceano Atlantico, solo per segnalare che sono davvero contento del Nobel per la letteratura assegnato a Doris Lessing: per una volta viene premiata una scrittrice che si può leggere per davvero e soprattutto autrice di importanti romanzi di fantiascienza (lei stessa considera i volumi di un ciclo di fantascienza che sta per essere ripubblicato in Italia da Fancci i suoi romanzi più importanti: se non sbaglio lo dice pure Wikipedia).

Mi sembra veramente importante che finalmente si riconosca il valore della fantascienza nella letteratura; sarebbero molti gli esponenti di questo genere che avrebbero meritato o meritano un tale riconoscimento. Dick se fosse ancora vivo secondo me se lo meriterebbe, ovviamente, come se lo sarebbe meritato Vonnegut, scomparso qualche mese fa. Ballard è ancora vivo: chissà se ce la faranno a riconoscerne la fondamentale importanza nella storia non solo della fantascienza ma della letteratura e della cultura.

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[mercoledì, 29 agosto 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Non ammalatevi in America!

Venerdì scorso, il giorno dell'uscita, sono andato a vedere Sicko, l'ultimo documentario di Micheal Moore, che questa volta ha deciso di aprire uno squarcio sul sistema delle assicurazioni sanitarie negli Usa. Dimenticatevi il Dr. House, E.R., Grey's Anatomy e pure Scrubs.

Come in ogni film di Moore si riesce anche a ridere dei drammi e delle assurdità, per noi, che racconta ma lascia l'incredibile impressione che qualcosa a questo mondo non va se nel paese più ricco, forte e potente la sanità debba premiare solo le fasce più alte della popolazione, quelle che possono permettersi un'assicurazione, e lasciare completamente senza copertura circa 50 milioni di persone (50 milioni: quasi l'intera popolazione italiana, mica bruscolini!).

A me ha divertito, se si può dire, scoprire che tutto questo sistema è nato ai tempi di Nixon: sembra che ogni male dell'America derivi da Nixon (lo stesso Dick lo considerava una sorta di incarnazione del male).

E' inutile raccontare le singole storie raccolte da Moore: cancri non curati o scoperi in ritardo per esami diagnostici non eseguiti perché non pagati dalle assicurazioni, interventi chirurgici non eseguiti... Il fatto è che Moore si è concentrato su quelli che l'assicurazione ce l'hanno, non ha parlato di quelli che non possono pagarsela. E allora si scopre che spesso nemmeno chi paga gode di una buona sanità negli Usa perché le compagnie di assicurazione fanno di tutto per non pagare le cure necessarie, pagano investigatori per scoprire quale insignificante malattia precedente una persona non ha dichiarato al momento di stipulare una polizza, cercano ogni cavillo per risparmiare soldi, al punto che una dirigente sanitaria che ha negato le cure ad un paziente, poi deceduto, ma ha fatto risparmiare alla sua compagnia mezzo milione di dollari fa carriera.

La parte veramente divertente del film è quella in cui Moore va in Canada, Gran Bretagna e Francia a vedere come funziona la sanità pubblica e "scopre" che lì, così come da noi, tutti (anche gli stranieri) vengono curati negli ospedali pubblici, senza alcuna distinzione e che spesso le cure sono eccellenti. E toccante è la storia di alcune persone ammalatesi gravemente mentre lavoravano a Ground Zero dopo l'11 settembre che non vengono curate negli Usa (l'America non si occupa dei suoi eroi...) e che Moore ha portato a Cuba per far ricevere loro cure di prima qualità e medicinali a costi irrisori rispetto a quello che vengono pagati negli Usa, realizzando, infine, una sorta di gemellaggio fra i pompieri cubani e quelli americani.

Chiudo con tre note:

Un'altra cosa che colpise del film di Moore è la propaganda usata negli Usa contro la sanità pubblica, parlando di primo passo verso il socialismo, verso le restrizioni della libertà, ecc.

Fra qualche mese dovrò andare negli Usa per concludere il mio benedetto master: dovrò stare attento a non ammalarmi!

Infine, perso fra i titoli di coda Moore ha ficcato un ringraziamento a Kurt Vonnegut, presumo per l'impegno civile e politico del grande scrittore scomparso, una vera voce fuori dal coro che negli ultimi anni della sua vita (ma a dire il vero basta leggere i suoi libri, in particolare La colazione dei campioni) ha criticato lucidamente la strada presa dall'America, un paese che si dimentica dei più deboli. Alla faccia di chi pensa che la fantascienza non serva!

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[sabato, 07 luglio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Live Earth

Oggi è il giorno del mega-ultra-super concertone mondiale per sensibilizzare il mondo a prendere coscienza dei mutamenti climatici.

Forse avrete sentito nei giorni scorsi la notizia che l'Eni, per risparmiare l'energia impiegata per il condizionamento, ha concesso ai suoi dipendenti di venire in ufficio senza cravatta (poi sulle cravatte si potrebbe aprire una ampia discussione: a cosa cacchio serve la cravatta? Fa lavorare meglio? Io non lo capirò mai). Naturalmente è arrivato il plauso di tutti: bella iniziativa, così si fa per ridurre gli sprechi energetici e aiutare il pianeta, ecc, ecc.

Devo dire che anche io c'ero cascato. Nel Tg3 di ieri sera mi ha colpito la storia di un produttore di cravatte (non un cravattaro, che a Roma significa un'altra cosa...) che sarcasticamente si è posto il problema: ma allora le mie cravatte contribuiscono all'inquinamento e ai mutamenti climatici più di una industria petrolifera?

Ecco, le cravatte inquinano più dell'Eni, ed in generale del petrolio?

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[venerdì, 20 aprile 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- E' ora di annoiare qualcuno

Mi sono deciso ad annoiare un  po' di gente questa mattina; nell'ultimo periodo ho parlato poco di politica ma il congresso DS (e quello della Margherita che si apre oggi) mi portano a scrivere due parole sul nascente Partito Democratico.

Tutta questa storia del PD mi lascia un po' perplesso, ho bisogno di sfogarmi; da quando voto ho sempre sbarrato il simbolo prima del PDS e poi dei DS, sentendomi di appartenere a quell'area politica e non essendo mai stato del PCI per evidenti ragioni anagrafiche. Ora questo cambiamento epocale (perché qualsiasi cosa se ne pensi di cambiamento epocale si tratta) mi costringe, e credo molti altri cittadini iscritti o meno (come me) ai partiti in questione, a riflettere e a dire come la penso.

Brutalmente, se non lo facessero il PD, questo PD, sarebbe meglio. Meno brutalmente: sarei anche favorevole ad un processo politico-culturale che porti qualcosa di nuovo nel panorama politico, che aggreghi forze diverse in nome di un progetto di cambiamento della società italiana, di un vero slancio verso le questioni aperte nel mondo contemporaneo, che proponga risposte oltre che individuare i problemi; ecco, se si stesse assistendo alla nascita di qualcosa del genere allora sarei favorevole, anche perché quello che viene indicato come il leader naturale del futuro PD è anche il mio leader ideale (Veltroni, ça va sans dire...). I problemi nascono dal fatto che tutto questo non si vede: si è deciso di farlo, e lo si fa, e poco importa se si riduce questo processo a Ds e Margherita, due partiti in crisi che evidentemente vedono in un nuovo partito la soluzione per risollevarsi; non c'è quello slancio ideale che in molti chiedono, non c'è realmente, almeno finora, quella partecipazione della società civile di cui tanto ci si è riempiti la bocca, non c'è un vero dibattito culturale, se non in circoli legati comunque ai partiti coinvolti.

In questo momento sono critico, non tanto per l'idea del PD in sé ma per come viene realizzato; se un partito non sfonda elettoralmente e non ha raggiunto gli obiettivi che si prefissavano anni fa, forse piuttosto che cancellare il partito bisognerebbe cambiare chi lo dirige (e penso ai Ds, che ormai elettoralmente sono bloccati al 17%); non è chiaro se il PD entrerà o meno nel PSE (e direi di no visto che i centristi dicono di no); non è chiaro come si porrà il nuovo partito sul versante della laicità (la vicenda sui Dico insegna, con parte del nuovo ipotetico partito a favore e parte contro, o che almeno parteciperà al Family Day).

Ecco, la laicità forse è il punto che al momento mi allontana di più da questo nuovo soggetto: non voglio votare per lo stesso  partito della Binetti e del suo cilicio! Su questo versante spero che i Ds, che dovrebbero essere l'anima laica del Pd, battano un colpo, almeno uno.

Per il momento resto in attesa, a vedere cosa succederà nei prossimi mesi, visto che i congressi di questi giorni non credo mi faranno cambiare più di tanto idea. A questo punto toccherà guardare cosa accadrà a sinistra del Partito Democratico.

Ah, non si può avere uno Zapatero o una Ségolène Royal anche in Italia?

PS: dimenticavo, cito da Corriere.it, «Se questo è il Partito democratico - ha detto parlando dei temi toccati dal segretario della Quercia - al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io». «Ho sentito un’impostazione socialdemocratica che in alcuni punti è addirittura liberale - ha sottolineato Berlusconi - . Sono anche d’accordo con la politica sociale di cui ha parlato il segretario dei Ds». Direi che questo già dice molto sul nuovo partito.

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[venerdì, 30 marzo 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Parlate, parlate pure

Un pensiero non se ne vuole andare dalla mia testa; mi inquieta la nota della Cei di due giorni fa, nella quale si afferma il dovere dell'obbedienza ai dettami della Chiesa da parte dei parlamentari cattolici.

In fondo la cosa non dovrebbe riguardarmi, visto che non sono parlamentare cattolico e manco parlamentare, quindi la mia autonomia tutto sommato non è lesa. Mi interessa però come cittadino. A me, da non credente, le parole della Cei, del Papa o di qualunque porporato scivolano addosso, ma lasciano un prurito, un prurito forte, difficile da mandare via e fastidioso. Non mi si risponda che la Chiesa ha il diritto di parlare, di esprimere le sue opinioni, ecc. ecc. Parli pure, la Chiesa, che parli, e lanci anche comandi e moniti a chi per convenienza politica ha deciso di buttare nel cestino la laicità dello Stato italiano.

Ma fate parlare anche me, fatemi dire che vorrei uno Stato nel quale le leggi possano essere fatte pensando ai bisogni dei cittadini, allo sviluppo sociale e culturale da promuovere ed in atto; fatemi dire che la Chiesa sta conducendo una battaglia persa, se pensa di arginare la secolarizzazione della società italiana, ed occidentale in genere, con gli anatemi e l'arroccamento su posizioni oltranziste. Se la Chiesa diventa talebana, e chiede che il legislatore italiano si adegui ai suoi dettami, rischia di perdere molto di più che la battaglia sulle unioni di fatto (che forse non perderà perché in parlamento ha tanti soldatini).

Ecco, questi pensieri prudevano e davano fastidio, dovevo tirarli fuori.

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[venerdì, 16 marzo 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Merda al vento

Inutile parlare dei risvolti dell'inchiesta soprannominata con scarsa fantasia Vallettopoli. Fa schifo però veder volare tanta merda contro politici, personaggi dello spettacolo e dello sport; fa schifo un paese in cui è possibile una cosa del genere e nessuno che denunci chi lo ricatta; fa schifo un paese in cui un quotidiano, il cui direttore si riempie la bocca del garantismo, sputtana pubblicamente un avversario politico, per una notizia non verificata che poi, pare dagli ultimi sviluppi neanche sarebbe vera, oltre che non verificata (anche se i malevoli potrebbero pensare che chissà che pressioni avrà ricevuto il fotografo che ha smentito di aver mai fatto foto compromettenti del portavce di Prodi).

Non faccio il moralista ed è inutile discutere su quali notizie vanno pubblicate, e tantomeno sui comportamenti delle persone; non me ne frega niente se qualche soubrette si concedeva per qualche migliaio di euro (o centinaio le meno quotate), anzi penso: peccato che guadagno poco... Mi fa solo vomitare questa vicenda.

Io sono tranquillo, non ho nulla da nascondere; prossimamente pubblicherò le mie foto:

  1. mentre mangio un piatto di bucatini all'amatriciana con un transessuale;
  2. mentre mi soffio il naso;
  3. mentre dormo davanti alla tv;
  4. mentre faccio un'orgia con due donne, un trans ed un gay;
  5. mentre infilo banconote negli slip di una spogliarellista nel night di Schicchi;
  6. mentre mi infilo un dito nel naso di fronte all'Apollo e Dafne di Bernini in Galleria Borghese;
  7. mentre sbavo di fronte ad un libro o un fumetto che desideravo da tempo e passo dei soldi alla commessa;
  8. mentre sbadiglio davanti a "Quarto potere".

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[mercoledì, 21 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Giornata incredibile

Beh, che dire, è successo niente di importante oggi? A parte il pareggio della Roma in Champions, ovviamente...

Sono incazzato nel vedere una crisi di governo assolutamente incredibile: gli scenari futuri sono difficilmente delineabili, si prospetta un Prodi-bis (anzi tris, per essere precisi) ma cambierebbe poco, la situazione resterebbe sempre molto traballante, salvo cambiamenti inaspettati (soccorso dell'Udc, di Follini?), che sarebbero comunque portatori di conseguenze in qualche modo negative. Staremo a vedere, intanto sono incazzato e basito.

 

Immaginato da PhilipDick alle 22:59 / p.link
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[venerdì, 09 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un paese un po' più moderno?

Due righe sul disegno di legge sui Pacs, che poi non sono Pacs ma Dico (Diritti dei conviventi): ad una prima occhiata non mi sembra un compromesso così tanto al ribasso come ho sentito dire; in fondo riconosce ciò che chiedeva la parte del paese più laica e desiderosa di omogeneizzare la legislazione alla modernità già raggiunta ampiamente dalla società, sempre più avanti della politica. Diritti si chiedevano e diritti saranno riconosciuti se l'iter della legge farà il suo corso, e se quei pochi che si dicono laici nel centrodestra non si faranno risucchiare dal vortice delle polemiche ideologiche (e teologiche aggiungerei): purtroppo c'è qualche mastella o binetti pronto a spuntar fuori e a fare la parte del crociato più papista del Papa.

Senza entrare nel merito (gli anni necessari per le eredità o per godere di altri benefici: in fondo ci si può stare, credo), spero di poter vedere finalmente un Parlamento che si comporta come massimo organo dello Stato Italiano, uno stato che, anche se in molti lo dimenticano, dovrebbe essere laico. Credo che un parlamento ed un governo dovrebbero osservare i mutamenti sociali e culturali e provare a trovare una sintesi che adegui lo Stato a questi mutamenti, questo sarebbe già un risultato: aspettiamo, purtroppo aspettiamo.

Ora il problema è: c'è una bella blogger che vuole fare un Pacs (o Dico: chissà come saranno chiamati davvero) con me? Varranno anche le convivenze virtuali? Ci apriamo un bel blog insieme e lo registriamo nei registri anagrafici. Possibile che nessuno ci abbia ancora pensato?

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# politica, fatti e opinioni

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[domenica, 04 febbraio 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un blog senza casa

Leggo qui una notizia che credo valda davvero la pena segnalare. Proprio Splinder ospita tra i tanti un blog al quale secondo vale davvero dare un'occhiata, Non superare la linea gialla. Si tratta di una pagina gestita da alcuni clochard, principalmente della stazione di Milano, che, anche grazie all'aiuto di alcuni volontari, hanno trovato uno spazio nel quale esprimersi, nel quale raccontare le loro storie e i propri pensieri: insomma, una casa, seppur virtuale, anche per chi una casa non ce l'ha.

Mi piace segnalare storie del genere, perché credo che dimostrano le potenzialità della rete e la sua democraticità: chiunque, davvero chiunque, può trovare voce e quindi esistere anche per chi quotidianamente, e mi ci metto anche io, magari gira al largo di fronte a un clochard, un po' per pregiudizio un po' per una qualche atavica paura dell'emarginato; nella blogosfera tutti hanno la possibilità di far parte di una comunità, e di essere, almeno virtualmente, come gli altri, anche se poi la realtà tremendamente diversa.

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# fatti e opinioni, internet e new media

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[venerdì, 22 dicembre 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un caso di coscienza

E’ di ieri la morte di Piergiorgio Welby e di un caso così difficile da interpretare, e che costringe ognuno a interrogarsi prima di tutto su ciò che vorrebbe per sé e per i propri cari e poi sui principi generali, forse sarebbe meglio non parlare, sarebbe forse meglio non prendere parte a nessuna battaglia ideologica, a nessuna crociata pro o contro.

Mi ha molto colpito il caso di Piero Welby, e senza dubbio ha colpito molti altri, perché sempre e comunque si tratta di un dramma, indipendentemente dal fatto che se ne accetti o no la conclusione. Scrivo qualche riga perché in fondo è stato Welby stesso a chiedere che se ne parlasse e che si aprisse un dibattito sul tema più grande che c’è, la vita.

Dico subito che non so nemmeno se sono pro o contro l’eutanasia, ma quello di cui sono certo è che sono per la libertà individuale di poter scegliere fino a quando sopportare la sofferenza provocata da una malattia che non lascia scampo e riduce una persona al punto in cui era giunto Welby. Sottolineo, la libertà individuale. Perché non è un argomento quello usato da molti secondo i quali c’è tanta gente che vuole continuare a vivere: nessuno obbligherà mai qualcuno a rinunciare a un trattamento terapeutico.

Il tema è troppo grande, secondo me, per approfondirlo qui: saranno molte le case in cui se ne è parlato, nelle quali si saranno anche accesi dibattiti sull’eutanasia, sull’accanimento terapeutico, sul testamento biologico. Mi limito a fare miei i pareri di Umberto Veronesi e Stefano Rodotà che si sono pronunciati per il riconoscimento del diritto del malato di scegliere se continuare o no con una terapia. In certi casi estremi, fuori dai denti, arriverei anche ad ammettere l’eutanasia (secondo me per Welby non si è trattato di eutanasia, forse passiva) ma i dubbi si accendono e proliferano.

Ieri pomeriggio ne ho discusso con mio padre e ho scoperto che è favorevole non solo allo spegnimento delle macchine per Welby e casi simili ma anche al diritto di poter morire per i malati terminali di cancro, per esempio; incredibilmente più aperto di quanto mi sarei aspettato.

Sono convinto che è bene si apra un dibattito su questi temi, per arrivare a qualche apertura: credo che la società sia molto più laica della politica italiana, che non potrà mai legiferare su questi argomenti. C’è un limite oltre il quale valgono le coscienze individuali e non i dettami della legge o della morale religiosa; un limite raggiunto il quale, credo, nessuno potrà sapere cosa potrebbe chiedere o volere per sé o per un familiare.

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# diario e pensieri vari, fatti e opinioni

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[domenica, 03 dicembre 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sul Granma con Fidel e Guevara

Il giorno dopo che Roma è stata invasa da centinaia di migliaia di persone tutte pendenti dalle labbra di Berlusconi e di Demo Morselli, vero animatore dell'evento insieme alla sua band, a me viene voglia di scrivere qualcosa su una storia di tenore diverso che ho letto sulla Repubblica di ieri.

Come molti sapranno in questi giorni ricorre il cinquantenario della rivoluzione cubana, dello sbarco del Granma, la nave che trasportò poche decine di persone guidate da Castro e da Guevara che diedero inizio alla guerriglia. Personalmente non sono comunista, ma se devo scegliere da che parte stare, sentendomi comunque di sinistra, sto dalla parte di chi lotta per qualche ideale al fianco dei più disperati: è difficile non rimanere affascinati in qualche modo da Cuba. Ma quello di cui volevo parlarvi non è tanto la rivoluzione quanto piuttosto segnalare la storia di Gino Doné Paro, un 82enne di San Donà di Piave, giunto in questi giorni all'Avana e festeggiato come un eroe.

Gino Doné fu partigiano e dopo la guerra emigrò prima in Canada e poi a Cuba, dove conobbe un giovane Fidel Castro: da lì poi l'esilio in Messico e la preparazione della guerra contro Batista. Gino Doné, el italiano, fu tra gli 82 che sbarcarano dal Granma il 2 dicembre del 1956, lui che aveva esperienza di guerra, avendola fatta in Italia e che, racconta, insegnò a Ernesto Guevara a sparare e le tecniche della guerriglia (e c'è da credergli: il giornale ha pubblicato una foto di Gino nella boscaglia fra Castro e Che Guevara).

La storia di Gino Doné mi ha colpito soprattutto perchè inevitabilmente non sembra reale, sfocia nell'immaginario e in una dimensione quasi mitica. Mi ricorda moltissimo quella di Vitaliano Ravagli che i Wu Ming hanno reso nota a tutti col libro "Asce di guerra", che racconta appunto la vicenda di Ravagli partito giovanissimo dall'Italia per andare in Indocina a combattere contro i francesi in Laos, "il vietcong romagnolo": la differenza è che Ravagli era solo un ragazzino al tempo della Resistenza e non ha fatto il partigiano.

Sono storie che colpiscono, perchè sembrano più leggende che storie vere: un italiano alla rivoluzione cubana? un altro in Indocina? Il fatto è che provengono direttamente da un'epoca in cui c'era gente, tanta, tantissima, che aveva combattuto per la libertà (quella vera, non quella berlusconiana) e per la democrazia nel nostro paese, e il cui ricordo non va sfumato da tanto revisionismo storico. E qualcuno di quelli sentiva il bisogno di continuare a combattere, come Doné e Ravagli appunto. Fra qualche anno purtroppo non avremo più nessuno che potrà raccontare storie così.

Doné qualche mese dopo quel 2 dicembre di 50 anni fa fu costretto a lasciare Cuba e trascorse gran parte della sua vita negli Usa: solo da pochi anni è tornato in Italia e spera che gli sia concesso di rivedere dopo tanti anni il compagno Fidel.

Immaginato da PhilipDick alle 10:44 / p.link
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# altro, immaginario, fatti e opinioni

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“L’irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione a cui può spingersi l’immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, bé… la gente muore.”

Chuck Palahniuk
(Soffocare)

“L'immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C'è chi come loro vi resta impigliato e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”

Valerio Evangelisti
(Nicolas Eymerich, inquisitore)

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d'ombra che sopravviveranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”

Neil Gaiman
(Sandman - A Midsummer Night's Dream)

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