:: PHILIP DICK

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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[venerdì, 13 aprile 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- Chagall Delle Meraviglie

 

La passeggiata

Amanti rosa

La caduta dell'angelo

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[giovedì, 29 marzo 2007]
-------------------------------------------------------------------------------------- A love supreme

Da un po' di tempo quando ho bisogno di rilassarmi un po', e in questo periodo capita spesso, metto un po' di musica speciale, magica direi: è un periodaccio, nemmeno leggo tanto, ci sto poco con la testa per dedicarmi alla mia attività preferita. Per questo ho scoperto che fa proprio al caso mio la musica di questo signore qui sotto

Per chi non lo avesse riconosciuto si tratta di John Coltrane, e sto ascoltando ormai da un po' quasi ossessivamente il suo album più famoso, A love supreme. Potenza del file sharing, ho scoperto che mi piace il jazz, e soprattutto Coltrane, che, in particolare in questo album, regala un vero e proprio mondo di note nel quale immergersi e dal quale lasciarsi cullare.

Stando a Wikipedia, A love supreme ha avuto una gestazione particolare: pare che Coltrane dopo ore di meditazione yoga abbia sentito nella testa una musica, musica che naturalmente è quella che è andata a comporre le tre tracce dell'album, che rappresentano l'inquietudine umana, la ricerca di un senso ultimo, fino alla pace interiore.

Anche ora lo sto ascoltando, ne vale davvero la pena secondo me, anche se non so distinguere un fa da un do.

Immaginato da PhilipDick alle 09:34 / p.link
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[domenica, 03 dicembre 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sul Granma con Fidel e Guevara

Il giorno dopo che Roma è stata invasa da centinaia di migliaia di persone tutte pendenti dalle labbra di Berlusconi e di Demo Morselli, vero animatore dell'evento insieme alla sua band, a me viene voglia di scrivere qualcosa su una storia di tenore diverso che ho letto sulla Repubblica di ieri.

Come molti sapranno in questi giorni ricorre il cinquantenario della rivoluzione cubana, dello sbarco del Granma, la nave che trasportò poche decine di persone guidate da Castro e da Guevara che diedero inizio alla guerriglia. Personalmente non sono comunista, ma se devo scegliere da che parte stare, sentendomi comunque di sinistra, sto dalla parte di chi lotta per qualche ideale al fianco dei più disperati: è difficile non rimanere affascinati in qualche modo da Cuba. Ma quello di cui volevo parlarvi non è tanto la rivoluzione quanto piuttosto segnalare la storia di Gino Doné Paro, un 82enne di San Donà di Piave, giunto in questi giorni all'Avana e festeggiato come un eroe.

Gino Doné fu partigiano e dopo la guerra emigrò prima in Canada e poi a Cuba, dove conobbe un giovane Fidel Castro: da lì poi l'esilio in Messico e la preparazione della guerra contro Batista. Gino Doné, el italiano, fu tra gli 82 che sbarcarano dal Granma il 2 dicembre del 1956, lui che aveva esperienza di guerra, avendola fatta in Italia e che, racconta, insegnò a Ernesto Guevara a sparare e le tecniche della guerriglia (e c'è da credergli: il giornale ha pubblicato una foto di Gino nella boscaglia fra Castro e Che Guevara).

La storia di Gino Doné mi ha colpito soprattutto perchè inevitabilmente non sembra reale, sfocia nell'immaginario e in una dimensione quasi mitica. Mi ricorda moltissimo quella di Vitaliano Ravagli che i Wu Ming hanno reso nota a tutti col libro "Asce di guerra", che racconta appunto la vicenda di Ravagli partito giovanissimo dall'Italia per andare in Indocina a combattere contro i francesi in Laos, "il vietcong romagnolo": la differenza è che Ravagli era solo un ragazzino al tempo della Resistenza e non ha fatto il partigiano.

Sono storie che colpiscono, perchè sembrano più leggende che storie vere: un italiano alla rivoluzione cubana? un altro in Indocina? Il fatto è che provengono direttamente da un'epoca in cui c'era gente, tanta, tantissima, che aveva combattuto per la libertà (quella vera, non quella berlusconiana) e per la democrazia nel nostro paese, e il cui ricordo non va sfumato da tanto revisionismo storico. E qualcuno di quelli sentiva il bisogno di continuare a combattere, come Doné e Ravagli appunto. Fra qualche anno purtroppo non avremo più nessuno che potrà raccontare storie così.

Doné qualche mese dopo quel 2 dicembre di 50 anni fa fu costretto a lasciare Cuba e trascorse gran parte della sua vita negli Usa: solo da pochi anni è tornato in Italia e spera che gli sia concesso di rivedere dopo tanti anni il compagno Fidel.

Immaginato da PhilipDick alle 10:44 / p.link
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[venerdì, 13 ottobre 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Pentiti e non peccare più!

Pentiti e non peccare più! Tu così dedito all'edonismo e al consumismo, così attento ai soldi e a spendere e a consumare e a lasciarti andare ai vizi più sfrenati. Pentiti, ma prima pecca, sennò come fai a pentirti?






 





Un mondo di colori che fermano immagini, attimi e simboli del mondo contemporaneo, che lasciano ai posteri, a gloria imperutira, le immagini di icone e divi. Immagini rielaborate, ri-mediate, dal significato stravolto: non elegie celebrative, non solo elegie celebrative, ma esaltazione delle contraddizioni del '900, con il dollaro al fianco della falce e del martello, capitalismo e comunismo, con la statua della libertà che evoca guerra, con i divi immortalati che credono di diventare immortali ma mostrano solo la vanità umana, forse il peccato più peccato di tutti.









L'uso di un immaginario e allo stesso tempo la creazione di un immaginario; un immaginario patinato che cela dolore e morte: disastri automobilistici che, fotografati e serigrafati su tela, fotografano a loro volta una società in cui la tecnologia diventa un veicolo sul quale viaggiare fino alla morte. Morte che è affascinante perché non cela, non nasconde, è diretta e immediata, non si ricopre di colori e quando è violenta e improvvisa blocca il protagonista nel mito e ne fa un'icona.



 








La massima esaltazione dell'opera d'arte senza aura, l'opera arte dell'era della riproducibilità tecnica accessibile a tutti, che tutti conoscono, a cui ognuno in fondo dà il proprio significato; l'opera d'arte che non è importante per il lavoro dell'artista che gli conferisce aura, ma diventa importante in quanto prodotto della modernità, con significati che non sono più estetici ma economici, culturali, sociali;



 



 


L'artista che diventa opera d'arte e merce e spettacolo egli stesso, che si concede e concedendosi dà l'illusione di 15 minuti di celebrità. L'artista che diventa opera d'arte nella preparazione del trucco della sua futura morte; l'artista che trasfigura prima di tutto se stesso, concedendosi agli sguardi altrui, che cercano chissà quali reconditi significato.





L'unico significato, forse, è che la salvezza e la redenzione e la resurrezzione costano solo 6,99 dollari, e viaggiano in Harley.






 

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[mercoledì, 11 ottobre 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- C'è qualcosa di strano?

C'è qualcosa di strano se, un paio di sere fa, ho sognato di fare il secchione a "La pupa e il secchione?" (cazzo ho sbagliato carriera! Già mi vedo con il sottopancia nel confessionale con scritto "Dp - esperto in Philip Dick e fantascienza"; e poi chissà che non rimorchiavo, in fondo sono molto meno nerd dei partecipanti al programma)


C'è qualcosa di strano se, ieri, incontro, vicino all'ufficio, per ben due volte Stefania Prestigiacomo e la prima cosa che mi è venuta da pensare non è "toh, guarda l'onorevole Prestigiacomo di Forza Italia" ma "accipicchia che bell'esemplare di femmina umana" (natuarlmente non posso riportare le parole esatte che ho pensato). Lo ammetto sono stato stregato dalla Prestigiacomo, davvero un gran pezzo di... Quasi quasi mi iscrivo a Forza Italia...


C'è qualcosa di strano se scaricando la posta mi arriva la newsletter del mio editore preferito (sempre quello che "mi" pubblica in quanto Philip Dick) e la trovo una mail bellissima, visto che Joe R. Lansdale la prossima settimana sarà in Italia per presentare il suo ultimo libro, che ho già letto e mi è piaciuto, "Echi perduti"? No, perché il 21 ottobre, ore 19 ne approfitto per farmi autografare un altri po' di libri dopo i due dello scorso anno. Nel caso qualcuno fosse interessato io il 21 ottobre sono a piazza Madama, fatemi sapere (sul sito www.fanucci.it trovate il calendario completo degli incontri).


Vabbè, due cavolate le ho scritte per oggi.


 

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# altro, lansdale, diario e pensieri vari

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[lunedì, 31 luglio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Aiutiamo il Manifesto

Eccomi qua, dopo tanto tempo, per una iniziativa importante a cui mi sento di aderire e invitare altri a fare altrettanto.


Come forse saprete Il manifesto è in difficoltà e rischia di chiudere, essendo il giornale una vera cooperativa editoriale e non avendo un editore alle spalle. Da qualche settimana la redazione del Manifesto ha lanciato una sottoscrizione per trovare i mezzi per sopravvivere, almeno fino alla prossima emergenza. Chiunque volesse fare un versamento su c/c postale, bancario o con carta di credito trova le coordinate sul sito del giornale.


Personalmente non sono un lettore abituale del Manifesto, di solito lo sbircio in biblioteca o lo scrocco, però di fronte al rischio questa voce non possa più urlare la propria indignazione per quello che non va in questo cazzo di mondo mi sento in dovere di dare il mio piccolo (piccolissimo) contributo in nome della libertà di stampa, senza padroni se non gli ideali e la passione. Stamattina i miei pochi euro li ho versati, speriamo che in molti altri seguano l'esempio dei moltissimi che già lo hanno fatto.

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[giovedì, 25 maggio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Emozioni e brividi in bici

Si possono avere i brividi se si guarda la tv? Brividi di emozione e nostalgia, si intende. Sì, se si rivedono le immagini delle imprese di Marco Pantani.

In questi giorni di Giro d'Italia l'antica passione viene fuori, spumeggia, erutta come un vulcano, e allora c'è voglia di riprendere la bici, rimettersi in condizioni decenti e ritornare a pedalare, pedalare per pedalare, senza altro scopo. Perché non si fa tanta fatica (anche ad andare piano si fa fatica in bici quando è tanto che non la prendi e non hai nelle gambe nemmeno quella cinquantina di chilometri che una volta facevi solo per sgranchirti). Non è un caso che a forza di vedere il Giro, la festa di maggio, come ogni anno si moltiplica la voglia di mettersi in sella. E così se il mondo del ciclismo e non (soprattutto "e non") scopre la grandezza di un campione come Ivan Basso, io mi metto mi metto a pedalare, e se nessuno lo saprà mai e mai si metterà sul bordo di una strada a tifare per me non conta perché il tifo ce l'ho nella testa, che scandisce il passo pedalata dopo pedalata, e se vai piano non importa, la fatica è la stessa, la gioia pure, e, credetemi, difficilmente mi sento così completo e realizzato come in bici: per qualche ora ci si può estraniare e pensare solo alla strada, al colpo di pedale da tenere, al rapporto, e concentrarsi sui muscoli, sulla respirazione e sulla posizione da tenere in sella.

Ecco, queste righe per far capire l'amore per la bicicletta, che trascende le imprese dei campioni. E così con grande piacere stamattina e giovedì scorso ho visto le due puntate del bel documentario de "La storia siamo noi" di Minoli dedicate alla storia del Giro d'Italia, "La festa di maggio" (i volenterosi potrebbero/dovrebbero trovarle sul sito della trasmissione che, se non raccontano cazzate, contiene un archivio on-line di tutte le puntate). E così, la nascita del Giro, Luigi Ganna, il primo vincitore, i primi campioni e campionissimi, Girardengo, Guerra, Binda, poi Bartali, Coppi e la loro immensa rivalità, fino all'era moderna (era moderna trattata en passant, ma forse è giusto così visto che è stato il ciclismo eroico a fare la leggenda) con Merckx, Gimondi, Saronni, Moser, Bugno (chi mi conosce sa che il grande Gianni Bugno è stato il mio idolo da bambino e tuttora quando lo rivedo mi commuovo) e Marco Pantani, il Pirata, il Panta, chiamatelo come volete, l'unico ciclista moderno che ha saputo far rivivere la leggenda del ciclismo antico con le sue imprese straordinarie e la sua storia di uomo travagliato e con una interiorità difficile da decifrare, eroe e antieroe allo stesso tempo.

Quando il 14 febbraio 2004 morì il Panta, piansi, e dico sul serio, perché se ne andava un uomo che ha dato emozioni alla gente, e le sue imprese me le ricordo, ce le ho stampate in testa, con la telecronaca di Adriano De Zan: due vittorie all'Alpe d'Huez, la tappa dell'Aprica al Giro del 94 dove sul Mortirolo staccò tutti, anche Indurain e Berzin (e sul Mortirolo è stato posto un monumento in ricordo del Pirata: sabato il Giro vi passerà davanti e renderà omaggio al Mito), la tappa di Les Deux Alpes del Tour del 98, quando sul Galibier, in mezzo ad una pioggia fittissima staccò tutti, diede 9 minuti ad Ullrich e conquisto il Tour de France. Ecco, capito perché mi sono emozionato? Come farei a non emozionarmi per un uomo che diceva di spingere più forte che poteva in salita per finire prima l'agonia?

A vedere una bicicletta ci si emoziona perché come dice Fiorenzo Magni nel documentario che vi ho detto il ciclismo è il mondo e il mondo è il ciclismo: finché ci sarà il mondo ci sarà il ciclismo e viceversa, perché, sempre come dice Magni, i bambini con cosa giocano? Con una palla e con un triciclo.

Buon Giro a tutti, vado in bici!

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# altro, tele visioni, diario e pensieri vari

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[martedì, 21 marzo 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Per le strade di Roma

C'è adrenalina nell'aria
Carne fresca che gira
Polvere sulla strada
E gente che se la tira
E a tocchi a tocchi una campana suona
Per i gabbiani che calano sulla Magliana
E spunta il sole sui terrazzi della Tiburtina
E tutto si arroventa e tutto fuma
Per le strade di Roma

Ci sono facce nuove
E lingue da imparare
Vino da bere subito
E pane da non buttare
E musica che arriva da chissà dove
E donne da guardare
Posti dove nascondersi e case da occupare
Che sono arrivati i Turchi all'Argentina
E c'è chi arriva presto e chi è arrivato prima
Per le strade di Roma

E c'è un tempo per vendere
E un tempo per amare
E c'è uno stile di vita
E un certo modo di non sembrare
Quando la notte scende
E il buio diventa brina
E uomini ed animali cambiano zona
Lucciole sulla Salaria e zoccole in via Frattina
E tutto si consuma e tutto si combina
Per le strade di Roma
E a tocchi a tocchi una campana suona
Per i ragazzi che escono dalla scuola
E sognano di fare il politico o l'attore
E guardano il presente senza stupore
Ed il futuro intanto passa e non perdona
E gira come un ladro
Per le strade di Roma

Francesco De Gregori - Per le strade di Roma (dall'album Calypsos)

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[lunedì, 20 febbraio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un capitano, c'è solo un capitano!

Lo aspettiamo così...

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[venerdì, 13 gennaio 2006]
-------------------------------------------------------------------------------------- Strana abitudine: rispondere a questi test vale come s. a.?

Questo test mi è stato girato da Ily Noire, Smokecity e Zoe. Visto che mi sono care lo faccio, tanto non so che scrivere (o forse lo so ma non mi va).


Regolamento:
- Il primo partecipante a questo gioco inizia il suo post con il titolo “CINQUE STRANE ABITUDINI” e le persone che vengono invitate a scrivere sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento.

- Alla fine del post dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticare di lasciare un commento nel loro blog che dice “SEI STATO SCELTO” (se accettano commenti) e comunicategli anche di leggere il vostro.

Le mie strane abitudini...:

1) Compro libri in maniera compulsiva, quando ancora ne ho tanti da leggere. Secondo me sono malato.

2) parlo spesso e volentieri da solo: io dico che rifletto ad alta voce, in realtà mi faccio le domande e mi do le risposte; a volte rispondo anche a chi sta in tv o a quello che leggo sui giornali (soprattutto quando leggo qualcosa che mi fa incazzare o quando do la formazione a Spalletti).
3) vado in giro sempre e soltanto con i mezzi pubblici (e non potrei fare altrimenti).
4) quando non ho niente da dire sto zitto, così evito di dire cazzate; ma se ho qualcosa da dire allora parto e non mi fermo più.
5) guardo sempre il cellulare (anche per guardare l'ora) passando per i messaggi ricevuti, anche quando so che non ne sono arrivati di nuovi ed entrando ed uscendo dal menu a mo' di tic nervoso.


Chissà magari ne avrò pure di più strane di abitudini, ma mica posso stare ore a pensarci su! Poi, alcune strani abitudini è meglio che rimangano in privato, mica posso scrivere che sono un patito del sadomaso! O che vado in giro con un cappotto lungo a far vedere quello che c'è da far vedere ad ogni donna che incontro. O che amo vestirmi da donna. O che la notte mi vesto da uomo ragno e salto sui tetti. Insomma, roba così la tengo per me.


Questo test mi ha fatto venire in mente una domanda: perché certi comportamenti sono strani? E soprattutto perché dovremmo percepire come strani comportamenti per noi abituali? La stranezza è una categoria socialem mi sa. In altre occasioni avrei esplicitato meglio il mio pensiero, ora accontentatevi.


Ah, dovrei coinvolgere altre persone. Visto che questo test si sta diffondendo molto più dell'influenza aviaria (Storace dovrebbe fare qualcosa per tutelare la sanità mentale di noi blogger), evito di dare 5 nomi, tanto chi è che già non è stato colpito? Se qualcuno passa, veda un po' se gli va di scrivere qualcosa sul suo blog.


Chiudo con una domanda: ma chi li inventa 'sti test? sicuro qualcuno che poi si masturba davanti al pc a guardare quanta gente ha risposto alla cazzata partorita dalla sua mente geniale: magari cercherà pure tutto il tempo su Google per vedere quanti blog hanno diffuso il suo test, e giù un'altra sega. Onanista del web, stai attento, che diventi cieco.

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[mercoledì, 21 dicembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Seven Sevens

Ily Noire mi ha girato questo test. Nella totale mancanza di ispirazione a scrivere cose intelligenti lo giro ad altri sette sventurati. Non odiatemi

Sette cose che spero di fare prima di morire:

  1. Il giro del mondo
  2. Andare a vivere da solo (sembra facile ma non lo è...)
  3. Vedere un altro scudetto della Roma (eh...)
  4. Scrivere un libro
  5. Fare il giornalista (ormai il cassetto lo posso pure chiudere a chiave)
  6. Un gran fondo di ciclismo (dovrei riprendere la bici prima, ma questo lo faccio sicuro, almeno prima di morire)
  7. Vedere una macchina volante: da piccolo ero convinto che le avrei viste. Ci spero ancora


Sette cose che non so fare:

  1. Nuotare
  2. Guidare
  3. Disegnare
  4. Volare
  5. Camminare sull'acqua
  6. Schioccare le dita
  7. Restare in equilibrio su un pallone

Sette cose che mi piacciono del/della mio/a ragazzo/a (o del/della tuo/a migliore amico/a):

premessa, avessi la ragazza non starei qua a fare ste cazzate! Quindi, mi astengo per protesta

Sette cose che dico spesso:

  1. Ciao
  2. Cazzo
  3. Dick
  4. Relativamente
  5. Fico
  6. che palle
  7. Che c'è per cena?

Sette libri che amo: 

  1. Ubik, di PKD
  2. Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, sempre PKD
  3. Dance Dance Dance, di Haruki Murakami
  4. Underworld, di Don De Lillo
  5. Neuromante, di William Gibson
  6. Q, di Luther Blisset
  7. Il signore degli anelli, di J. R. R. Tolkien (letto all'età di 12 anni, niente mode)

Vabbè sempre la stessa roba, insomma

Sette film che amo e che rivedrei in continuazione:

  1. Pulp Fiction (e per Tarantino mi limito a questo, ma li prenderei tutti in blocco)
  2. The Blues Brothers
  3. 1997 Fuga da New York
  4. Star Wars (la trilogia originale tutta di un fiato)
  5. Blade Runner
  6. eXistenZ
  7. Alien

Però, cavolo, Apocalypse Now, tutto Kubrick, un sacco di film di Woody Allen...  Come per i libri, proprio non riesco a fare classifiche del genere.

Sette persone a cui passerei il testimone di questo Seven Sevens:
1. Smokecity
2. Crazybabygirl
3. Kusanagi
4. Codega
5. Zoestyle
6. Sidgi
7. Nikkio

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[mercoledì, 23 novembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- E se mi laureassi in...

Che voglia di tornare all'università, di prendermi un'altra laurea! Mi laureo in fantascienza! Spulciando il Corriere della fantascienza ho trovato questo articolo (di un anno fa) in cui si descrive il primo corso al mondo sulla science fiction.
Il corso è nato per iniziativa di Mark Brake, docente di Scienze della Comunicazione al Centro per l'Astronomia e l'Educazione scientifica dell'università di Glamorgan, in Gran Bretagna. La fantascienza e la cultura fantascientifica veicolata dalla letteratura e dal cinema vengono presi come mezzi per studiare discipline come l'astronomia, la storia della scienza, la biologia, costituendo un link fra ciò che in campo scientifico va studiato e ciò che può essere studiato per piacere.

Aggiungeteci un po' di sociologia e di discipline comunicative e lo apro io un corso così in Italia!

Immaginato da PhilipDick alle 10:11 / p.link
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# altro, immaginario

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[giovedì, 27 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Gli strani percorsi offerti dai motori di ricerca

Ma come fa la gente a finire sul mio blog? Passi quelli che cercano "immaginaria" o "immaginaria splinder" (evidentemente la fama di questo blog supera gli oceani), philip dick (sempre assetati di informazioni su PKD: chissà se sono rimasti delusi o se qualcuno ha pensato che Dick tenga un blog dall'aldilà). E ok chi cerca qualche libro che ho recensito come "Acqua luce e gas" di Matt Ruff oppure "la matrice spezzata" di Bruce Sterling, oppure informazioni sul Sandman di Neil Gaiman o della Trilogia Nikopol di Enki Bilal (e qui anche "divinità egizie Anubis") di cui ho parlato nei mesi scorsi.

Di fronte a "esposizioni universali" mi inchino: qualcuno cercava di farsi una cultura ed è finito sul mio post su Steamboy (chissà, magari lo ha trovato interessante, soprattutto la seconda parte, dove parlo delle grandi esposizioni). Così come "la sentinella" + Arthur Clarke: qualcuno è finito sul mio post dedicato alla conferenza di Paolo Fabbri su 2001: Odissea nello spazio. "Ringraziamenti fine tesi" so a quale post rimanda: mi chiedo se c'è chi vuole conoscere i ringraziamenti di fine tesi di tutti. Una nuova forma di feticismo?

A chiavi di ricerca come "bambola gonfiabile" capisco come siano finiti sul mio blog (c'è una racconto di Lansdale in proposito), però chissà come sarà rimasto deluso questo tipo quando non ha trovato un sito dove comprare una nuova bambola. Per non parlare di "spade laser", che manda alla recensione de "La vendetta dei Sith" o questo altro post.. Però alcune stringhe mi fanno riflettere seriamente sul funzionamento dei motori di ricerca (che infatti vanno superati, come ho scritto nella tesi).

"Disintossicarsi dagli psicofarmaci", "immagini giardinieri strane", "influenza della telecronaca sull'uomo" (gli interessi di cerca gente sono proprio strani: che influenza potrebbe avere avuto Bruno Pizzul nella mia vita?), "significato della parola gufare", "tutto sul nazismo", "porno tra uomini e bestie", "la 25a ora Spike Lee in culo", "mondiali 2005 danza orientale mosca" mi lasciano perplesso, sia sul perché per certe cose la gente finisca sul mio blog sia perché non voglio pensare a certi gusti proprio strani.

Immaginato da PhilipDick alle 09:00 / p.link
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# altro, internet e new media

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[martedì, 04 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sfogliando una taglia extra large

Mi hanno segnalato su XL, il mensile di Repubblica pensato per noi ggggiovani alla moda, l'esistenza di una rubrica di Bruce Sterling, scrittore che sapete che amo, Futurama. Visto che sul sito di XL non sono on-line gli articoli contenuti nella rivista (non sia mai che qualcuno li leggesse senza comprarla) mi limito a segnalare l'articolo Lo confesso sono un killer: uccido computer, in cui Sterling fornisce una divertente, secondo me, rassegna dei vantaggi ma anche dei paradossi generati dalla tecnologia nella vita di tutti i giorni, specificatamente passando da un vecchio PC ad un altro, ottenendo il risultato di un eccesso di dati e di funzioni spesso inutili. L'articolo si chiude così "i computer di oggi sono sempre meno degli strumenti utili e sempre più un immenso gioco. E io non riesco a smettere di giocare. Sono completamente dipendente. Non sono più il proprietario di un oggetto di plastica: sono l'abitante di un cyberspazio, un territorio vasto e pazzo, una casa degli specchi, pieno dei miei bisogni e desideri. Posso spegnere il computer, ma lo spazio è ancora lì. Perché alla fine l'ho costruito io".

Sempre su XL di ottobre trovate un'interessante sezione dedicata alle nuove tecnologie con cui potremmo convivere fra pochi anni (a dire il vero lì si poteva fare di più), con un altro articolo di Sterling. Piuttosto se vi passa per le mani la rivista leggete l'articolo di Nicola Lagioia Mars attacks & C. quello che è davvero successo: noi alienati e gli alieni mai arrivati. "Salti spaziotemporali, città robotizzate, guerre di mondi, incontri ravvicinati del terzo tipo: è tutto già successo, solo in un modo diverso. Le invenzioni e gli scenari con cui la fantascienza ci ha riempito le pupille da quando, precipitati dalla culla, ci siamo ritrovati nel buio di una sala cinematografica con la bocca piena di pop-corn, si sono puntualmente rovesciate sulla nostra povera realtà prendendoci alle spalle, in maniera deviata, obliqua, allucinata, potentemente metaforica ma non per questo meno tangibile e gravida di conseguenze". Leggendo l'articolo appare chiaro come l'immaginario fantascientifico abbia saputo leggere, anche laddove non si sono realizzati mirabili sviluppi tecnologici, la nostra realtà: "il passato non esiste, il futuro è arrivato in stampelle, il presente è irrintracciabile. Come in Brazil di Terry Gilliam, come nei film geniali firmati da Charlie Kaufman (Essere John Malkovich, Adptation, Se mi lasci ti cancello), la nostra fantascienza quotidiana è piena di cavi polverosi, dispositivi che non funzionano, aspettative realizzate in modo comico, macabro o grottesco, continue alterazioni della realtà, giochi di specchi capaci di mettere in crisi qualunque cosa resti dell'identità personale. Basta andare al cinema, tornare a casa, accendere la tv e ritrovarsi davanti alle scenografie di un medioevo tecnologico in cui la violenza regna sovrana e non c'è più molta possibiltà di separare i buoni dai pazzi criminali: è l'Iraq, Gaza o l'ultimo episodio di Mad Max?".

Infine, fra la tanta roba di questa rivista (ce n'è per tutti i gusti, qualche cosa di più frivolo e altre più impegnative, ma sempre leggere, forse troppe), vi segnalo la sezione Movimenti, che è nel complesso la parte più interessante, almeno per me, di una rivista che soffre forse un po' troppo di schizofrenia: parla di tutto, per tutti, e alla fine pensi che manca di un po' di approfondimento (ma qui ci vorrebbe un XXL). Qui trovate alcuni reportage interessanti (come quelli a New York e Liverpool), un'anticipazione di un racconto di Dave Eggers e un'intervista al mio "amico" Joe R. Lansdale.

Ok, ecco che succede quando uno non può mettere i link a degli articoli (magari poi li mettono on-line, chissà): ti esce fuori un post in cui, per segnalare qualche cosa interessante che hai letto, passi per uno che non sapeva che scrivere. Fatemi sapere.

Immaginato da PhilipDick alle 09:31 / p.link
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# altro, immaginario, sterling, lansdale

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[venerdì, 30 settembre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Dettagli tecnici e altro

Qui ily.

Dato che mi è stata data la possibilità di scrivere su questo blog, intanto ringrazio tutti quelli che hanno apprezzato il mio lavoro. Ringrazio anche Ste' (PhilipDick) ad avermelo chiesto, che sa benissimo che a me piace tanto fare grafica sia per lavoro che per divertimento!

Da dove esce fuori questa Immaginaria?? Intanto la tematica della "galleria d'arte" mi è stata ispirata dai tanti lettori di cui ho spiato un po' i blogs e ho notato in molti lo stesso stile elengate ed acculturato, proprio come tanti critici di fronte al bel quadro interessante che è Immaginaria. Le sagome nere che stanno ad impersonare proprio il pubblico lettore esprimono anche in che ambiti spaziano le tematiche immaginarie: ovunque, senza età e senza tempo. In particolare la sagoma panciuta in visione a 3/4 somiglia anche un po' a Ste' ehehe!

Come ho indovinato il fondo bianco per i post?? Semplice! I post necessitano di particolare attenzione oltre ad essere spesso un po' lunghi, l'accoppiamento di colori che dà maggior chiarezza sono bianco su nero, giallo su nero e nero su bianco, il primo dava un aspetto troppo dark inadatto alle tematiche trattate, il secondo troppo aggressivo, quindi rimane il terzo scelto.

Per il resto già ho notato che è stata messa mano sul codice da Ste'... ed ovvi errori saltano all'occhio! Appena aggiustati vorrei sapere se ci sono problemi con la navigazione soprattutto per chi ha un browser differente da Internet Explorer.

Dettagli "di costruzione":
Il template è stato realizzato per una risoluzione minima di 1024x768 pixel e con i seguenti software: Adobe Illustrator e Adobe Photoshop per l'immagine, Macromedia Dreamweaver e Blocco Note per il layout.

Immaginato da ily-noire alle 19:45 / p.link
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# altro, ilys corner

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“L’irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione a cui può spingersi l’immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, bé… la gente muore.”

Chuck Palahniuk
(Soffocare)

“L'immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C'è chi come loro vi resta impigliato e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”

Valerio Evangelisti
(Nicolas Eymerich, inquisitore)

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d'ombra che sopravviveranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”

Neil Gaiman
(Sandman - A Midsummer Night's Dream)

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