:: PHILIP DICK

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:: IMMAGINARIO

...è tutto quello che forma le nostre idee, il nostro modo di leggere il mondo, di rapportarci ad esso e agli altri. L'immaginario in cui siamo immersi è formato da tante cose: cinema, libri, tv, fumetti, pubblicità, sport e naturalmente ciò che
accade nel mondo. E ancora, lo sviluppo tecnologico, i computer, Internet e tutto ciò che ci fa comunicare con il mondo.

La nostra cultura è fatta di “immagini” che provengono da tutto ciò e che diventano importanti anche senza accorgercene: sono “fantasmi semiotici” in cui si racchiude il significato di quello che è la nostra società, una società che si sostiene anche con l’immateriale delle idee e dei concetti.

IMMAGINA UNA BIBLIOTECA

Sto leggendo: Per ora nulla,
Ultimi libri letti: Boh, chi si ricorda...

Autori e libri preferiti: Philip Dick (UBIK, MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE, LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH, UN'OSCURO SCRUTARE, I SIMULACRI, L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO, SCORRETE LACRIME DISSE IL POLIZIOTTO, LABIRINTO DI MORTE, L'ANDROIDE ABRAMO LINCOLN, NOI MARZIANI, CRONACHE DEL DOPOBOMBA, LA TRILOGIA DI VALIS), J.R.R. Tolkien (IL SIGNORE DEGLI ANELLI), William Gibson (NEUROMANTE, AMERICAN ACROPOLIS, LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME), J.G. Ballard (CRASH, IL MONDO SOMMERSO, LA MOSTRA DELLE ATROCITA', IL CONDOMINIO, L'IMPERO DEL SOLE), Bruce Sterling (LA MATRICE SPEZZATA, CAOS USA, LO SPIRITO DEI TEMPI, FUOCO SACRO), Haruki Murakami (DANCE DANCE DANCE), Luhter Blisset/Wu Ming (Q, HAVANA GLAM, 54, ASCE DI GUERRA, MANITUANA), Don DeLillo (UNDERWORLD, MAO II, AMERICANA, COSMOPOLIS), David Foster Wallace (INFINITE JEST), Jack Kerouac (SULLA STRADA), Joe R. Lansdale (RUMBLE TUMBLE, MANEGGIARE CON CURA, IN FONDO ALLA PALUDE, ECHI PERDUTI, LA SOTTILE LINEA SCURA), Chuck Palahniuk (SURVIVOR, SOFFOCARE), Kurt Vonnegut (MATTATOIO N. 5, LA COLAZIONE DEI CAMPIONI, LE SIRENE DI TITANO), Edward Bunker (COME UNA BESTIA FEROCE, CANE MANGIA CANE, LITTLE BOY BLUE, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA), Matt Ruff (ACQUA, LUCE E GAS), Valerio Evangelisti (Eymerich vari, METALLO URLANTE, ANTRACITE), Niccolò Ammaniti (TI PRENDO E TI PORTO VIA), Girolamo De Michele (TRE UOMINI PARADOSSALI, SCIROCCO), Philip Roth (PASTORALE AMERICANA, IL COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA), Giuseppe Genna (DIES IRAE, NEL NOME DI ISHMAEL), Robert A. Heinlein (UNIVERSO, STRANIERO IN TERRA STRANIERA) e poi Italo Calvino (SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE, LE CITTA' INVISIBILI, LE COSMICOMICHE), John Fante (CHIEDI ALLA POLVERE, LA CONFRATERNITA DELL'UVA), Walter Tevis (LA REGINA DEGLI SCACCHI), “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, i racconti di E.A. Poe, Isaac Asimov, Johnatan Coe, Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Umberto Eco, Daniel Pennac, Stefano Benni, Neil Gaiman, Charles Bukowski e ancora...

IMMAGINA UN CINEMA

Film preferiti: In ordine sparso, tutto Kubrick (su tutti ARANCIA MECCANICA, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO e FULL METAL JACKET), BLADE RUNNER, tutto Tarantino (PULP FICTION e KILL BILL vol.1 in particolare, ma anche LE IENE), MATRIX, 1997 FUGA DA NEW YORK, THE BLUES BROTHERS, i film di David Cronenberg (EXISTENZ, LA MOSCA, VIDEODROME, IL PASTO NUDO, CRASH), STAR WARS, ALIEN e ALIENS, APOCALIPSE NOW, LA 25a ORA (e altri film di Spike Lee), IL SIGNORE DEGLI ANELLI, METROPOLIS, TRUMAN SHOW, FIGHT CLUB, NATURAL BORN KILLERS, i film di Park Chan Wook (OLD BOY, LADY VENDETTA, MR. VENDETTA), i film di Woody Allen (MANHATTAN, IO E ANNIE, MATCH POINT, IL DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS, PROVACI ANCORA SAM) i film di Jim Jarmusch (GHOST DOG, DEAD MAN, DAUNBAILO'), L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE, BRAZIL, ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND, MULHOLLAND DRIVE, SIN CITY, V PER VENDETTA, e poi una spruzzata di Hitchcock, di Scorsese, dei fratelli Coen (IL GRANDE LEBOWSKI, BARTON FINK, FARGO)

IN TV E DA ALTRE PARTI

I SIMPSON, X-FILES, FUTURAMA, la Roma, il ciclismo, la mia città (Roma), i fumetti DISNEY (Carl Barks e Don Rosa), la fantascienza, Neon Genesis Evangelion, Report, Gli album di Marco Paolini, i programmi di Radio Due, i fumetti di Frank Miller (Sin City), di Jean Giraud, alias Moebius, di Enki Bilal, Sandman (di Neil Gaiman)


[venerdì, 28 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Il lato oscuro dell'anima

Immaginate una coppia. Lei ha subito uno stupro tremendo, lui la ama ma non riesce più a capirla, ad entrare in sintonia con lei dopo l'esperienza che ha subito, e mettetici pure che è un po' un cacasotto.
Immaginate una Chevrolet Impala del '66 nera (immaginatela perché io non lo so come è fatta una Impala), che sembra uscita dall'inferno, che fa venire i brividi a chi la guarda passare.
Immaginate un gruppo di ragazzi in viaggio per il Texas alla ricerca di Monty e Becky, la coppia di prima, per finire il lavoro lasciato a metà qualche mese prima e per vendicare il loro capo.


Questi tre elementi riempiono le pagine de Il lato oscuro dell'anima (The Nightrunners) di Joe R. Lansdale, libro del 1987 pubblicato da poco qui da noi, e che, come In fondo alla palude, mi sono fatto autografare dall'autore. Questo libro di Lansdale entra, e scusate la scarsa originalità, nel lato oscuro dell'anima in cui possiamo trovare la cattiveria ed il male assoluto oppure misto ad adrenalina e a istinti primevi il coraggio per difendere la propria donna, clava in mano.
Questo thriller di Lansdale ha toni horror (o forse è un horror con toni thriller) e mette in mostra violenza e sangue prima di tutto, forse gli elementi base da cui nasce ogni emozione forte, almeno nel mondo malato che racconta lo scrittore texano. Un libro che risulta avvincente, che si lascia leggere bene, ma rispetto ad altre cose di Lansdale pecca un po' nella psicologia dei personaggi (per certi aspetti abbastanza stereotipata) e che nello svolgimento della vicenda è un pochino prevedibile. Se vi piace il genere, però, lo troverete di vostro gusto, perché la piccola critica non intacca il piacere della lettura di un libro di quello che è un ottimo scrittore (e un grande artigiano che sa plasmare alla perfezione certi elementi: per esempio la struttura a flash-back del romanzo tiene comunque vivo l'interesse e la curiosità).

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# libri, lansdale

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[giovedì, 27 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Gli strani percorsi offerti dai motori di ricerca

Ma come fa la gente a finire sul mio blog? Passi quelli che cercano "immaginaria" o "immaginaria splinder" (evidentemente la fama di questo blog supera gli oceani), philip dick (sempre assetati di informazioni su PKD: chissà se sono rimasti delusi o se qualcuno ha pensato che Dick tenga un blog dall'aldilà). E ok chi cerca qualche libro che ho recensito come "Acqua luce e gas" di Matt Ruff oppure "la matrice spezzata" di Bruce Sterling, oppure informazioni sul Sandman di Neil Gaiman o della Trilogia Nikopol di Enki Bilal (e qui anche "divinità egizie Anubis") di cui ho parlato nei mesi scorsi.

Di fronte a "esposizioni universali" mi inchino: qualcuno cercava di farsi una cultura ed è finito sul mio post su Steamboy (chissà, magari lo ha trovato interessante, soprattutto la seconda parte, dove parlo delle grandi esposizioni). Così come "la sentinella" + Arthur Clarke: qualcuno è finito sul mio post dedicato alla conferenza di Paolo Fabbri su 2001: Odissea nello spazio. "Ringraziamenti fine tesi" so a quale post rimanda: mi chiedo se c'è chi vuole conoscere i ringraziamenti di fine tesi di tutti. Una nuova forma di feticismo?

A chiavi di ricerca come "bambola gonfiabile" capisco come siano finiti sul mio blog (c'è una racconto di Lansdale in proposito), però chissà come sarà rimasto deluso questo tipo quando non ha trovato un sito dove comprare una nuova bambola. Per non parlare di "spade laser", che manda alla recensione de "La vendetta dei Sith" o questo altro post.. Però alcune stringhe mi fanno riflettere seriamente sul funzionamento dei motori di ricerca (che infatti vanno superati, come ho scritto nella tesi).

"Disintossicarsi dagli psicofarmaci", "immagini giardinieri strane", "influenza della telecronaca sull'uomo" (gli interessi di cerca gente sono proprio strani: che influenza potrebbe avere avuto Bruno Pizzul nella mia vita?), "significato della parola gufare", "tutto sul nazismo", "porno tra uomini e bestie", "la 25a ora Spike Lee in culo", "mondiali 2005 danza orientale mosca" mi lasciano perplesso, sia sul perché per certe cose la gente finisca sul mio blog sia perché non voglio pensare a certi gusti proprio strani.

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# altro, internet e new media

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[mercoledì, 26 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- In the mood for love

Chow e Chan si incontrano come vicini di casa e vicini di una strana umanità, fatta di amici e di compagni intorno ai quali loro si muovono tenendosi ai margini, per una marginalità che è congenita, che discende dalle loro personalità, dalle loro storie.


Chow è un giornalista che tenta di scrivere un libro ed è sposato con una donna che non vediamo mai, sempre di spalle, sempre solo per qualche frammento, ne sentiamo la voce ma non ne traiamo niente, è come un fantasma, sappiamo solo che esiste. Chan è una bellissima donna, moglie di un uomo che per lavoro viaggia molto e sta settimane fuori di casa; un uomo che, anche lui, non vedremo mai per intero: ora una mano, un braccio, e ne sentiamo la voce.


La moglie e il marito di Chow e Chan, presenze invisibili nella vita dei coniugi, nella loro invisibilità non possono che incontrarsi e decidere di stare insieme. Chow e Chan sono attratti fra loro fin dall'inizio, dagli sguardi, dalla loro fisicità sempre presente sullo schermo, dalle loro vite incomplete accanto a persone invisibili, e da tutto ciò che di invisibile c'è nelle loro vite.


In the mood for love, di Wong Kar Wai, è il film che precede 2046, che racconta la storia di Chow prima che parta e che poi ritorni, dopo qualche anno, ad Hong Kong. E' un film sull'amore, ovvio, ma non su una storia d'amore; piuttosto sui segreti e sui sentimenti, sullo sfiorarsi di anime affini che sfuggono esse stesse al loro destino, perché gli uomini sono imperfetti e forse hanno paura di vivere i sentimenti o forse gli piace andare per direzioni diverse.

E' un film differente da 2046, che è del tutto onirico, fatto di flash back (che ora sappiamo dove mandano) e di viaggi nell'immaginazione; In the mood for love ci mostra la superficie della realtà, dietro cui sappiamo esserci dell'altro che non sappiamo spiegare se non con parole come caso, amore, tradimento, rassegnazione, levità dei sentimenti, incertezza, dubbi. Queste sono le parole che emergono nella mia mente. Due film diversi, questi due di Wong Kar Wai, ma che si completano fra loro, e forse, dal mio punto di vista, si spiegano meglio vedendo prima il secondo, 2046, che comunque mi è piaciuto un pochino di più (e ho amato tanto entrambi).

Immaginato da PhilipDick alle 08:55 / p.link
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# cinema

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[martedì, 25 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Chi è? ed un bel corteo

Un miliardario comincia ad acquistare tutte le televisioni e i giornali, che naturalmente iniziano a parlare bene di lui. Ora il popolo lo ama, e non può essere diversamente se la tv dice che è buono e che è un grand'uomo. Gli manca solo l'ingresso in politica. Chi è?

No, sbagliato, non è lui. Mica penso sempre a lui. Semplicemente è il signor Burns nell'episodio dei Simpson trasmesso ieri e che ho rivisto registrato oggi. Mi sembra attuale, no? Ci mancava solo che facevano entrare il signor Burns in politica.

Per il resto non ho grandi cose da raccontarvi, cari lettori che sicuramente ancora state sbadigliando davanti al punto interrogativo del post sotto. Una cosa curiosa che mi è capitata oggi però ve la accenno.
Andando al lavoro (ho l'ufficio in pieno centro) il tram si è fermato un bel pezzo lontano causa manifestazione e mi sono dovuto fare almeno un paio di chilometri a piedi (con pit-stop-gelato per recuperare le forze). Arrivato dalle parti del lavoro c'era tutta una moltitudine di studenti che protestavano contro la riforma Moratti: un sacco di colori, rosso e arancione soprattutto, e un bel po' di arcobaleno, musica, gente allegra. Mentre mi avvicino all'ufficio pensando che forse sarebbe da aggregarsi al corteo disordinato, con gente che va di qua e di là e poi si ricongiunge, ma poi c'è il lavoro e poi mi sono reso conto di essere fuori target: cazzo, tutti più giovani di me! Però ce n'erano anche più vecchi, per esempio un gruppo di assistenti e ricercatori della mia facoltà che ho incrociato ma che non mi ha visto, e non so se è stato un bene o male.

Vabbè, poco altro di interessante da raccontare. Torno a guardare Ballarò. Stasera parlano di 'ndrangheta, di Calabria, di Sud.

Aggiornamento mattutino: ho letto e visto solo ora che ieri poi ci sono stati scontri fra polizia e manifestanti davanti a Montecitorio. Ma si può? Sto giusto vedendo in tv che i giornali di oggi raccontano come alcune personalità della destra abbiano provocato direttamente i manifestanti (come La Russa, come la Santanchè, che ha mostrato un signorile dito medio ai manifestanti). Che schifo.

Immaginato da PhilipDick alle 21:41 / p.link
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# tele visioni, diario e pensieri vari

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[lunedì, 24 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sono così

?

 

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# diario e pensieri vari

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[giovedì, 20 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sono strano: solo per me scrivo sto post.

Sono un tipo strano. Sono una persona strana. Mi metto a riflettere e scopro che vorrei una vita diversa, a volte penso che vorrei la stessa, con qualche modifica.
Chissà quanta gente intorno a me pensa che sono strano, chissà cos'è strano e cos'è normale poi, che io non l'ho mai capito. Sono strano perché comincio a girare come una trottola, preso in un vortice e quando mi fermo tutto gira, e non capisco più niente.
Sono strano perché non sono soddisfatto di me, di quello che sono. A volte vorrei stare da un'altra parte, vorrei guardarmi da fuori, e capire cos'ho. A volte non vorrei nemmeno guardarmi, a volte vorrei sparire. A volte vorrei avere tutti intorno, a volte vorrei stare solo sulla Terra. A volte vorrei essere al centro dell'attenzione con i riflettori e le telecamere puntate addosso a me, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e diventare l'attrazione. A volte vorrei camuffarmi e non farmi riconoscere.
A volte vorrei una telefonata, per sentirmi dire "ehi, come stai?", altre volte sfascerei tutti i telefoni. A volte telefono io, a volte mi rispondono, altre no. Se mi rispondono so avere una conversazione brillante ma a volte dico solo cazzate. Probabilmente di cazzate ne ho dette così tante che è giusto che non arrivi nessuna telefonata.

Sono strano perché sento una malinconia, un senso di mancanza, di assenza, che mi fa sentire triste. E se sei triste non ci si preoccupa perché lo sei, che tanto non lo sai nemmeno tu, ma semplicemente ti si dimentica. Sono strano perché sogno ad occhi aperti su come sarebbe dovuta essere la mia vita, ma finisce sempre che mi sveglio sul più bello, anch se ero già sveglio. A volte mi metto a pensare che in certi casi mi sarei dovuto comportare diversamente, però sono fatto così, prendere o lasciare. Lasciare.
Sono strano perché vorrei realizzare qualcosa, ma vivo nell'immobilità, non so se per paura o per incapacità. E sono tutti migliori di me, come cantava qualcuno. A volte penso persino che sono io migliore di tutti. A volte capisco che non esiste nessuno migliore di un altro, esistono solo le persone, le individualità, le identità e bisognerebbe imparare ad accettarle, sforzarsi di conoscerle in profondità, queste identità, a cominciare dalla propria, che è forse quella più oscura di tutte.
A volte cerchi di sforzarti di uscire dalla tua apatia, altre semplicemente ti ci tuffi dentro. A volte desideri con tutte le tue forze di uscire dalla tua apatia, perché non vuoi buttare via ore e minuti che potresti usare meglio. A volte ti sdrai in strada e vorresti fermare il traffico, ma ti passano tutti sopra, e allora che ti alzi a fare, che tanto non ti vedrebbero più di così. A volte desideri combattere, e comincia a piacchiare forte, a cominciare dal tuo naso. E forse è quello di cui avresti bisogno, come avevi scritto già quasi un anno fa, un bel fight club personale.

Sono strano, ma sono anche normale. Perché la soglia è sottilissima e dove metti i piedi nemmeno te ne accorgi. Normale è solo chiedersi chi si è, e finché non si trova una risposta unica e definitiva si è strani. Secondo me è questo. Si è normali solo per se stessi, quando si sta bene. Si è strani per tutti gli altri, quando si sta cercando di stare bene, e di capirsi. Si è strani perché si prova a fare uscire quello che si ha dentro ma non ci riesco del tutto: e pensare che stanotte mentre pensavo prima di addormentarmi a queste cose, mi erano venuti dei pensieri così importanti... Si è strani anche per questo.

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# diario e pensieri vari

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[martedì, 18 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Sognando il Brasile

Braziiil... na-na-na-na-na-naaaaaaa...

Somewhere in the 20th century... questa musichetta è l'unico modo per evadere e sentirsi liberi. Nei sogni e nella realtà.


In un futuro prossimo venturo (che è già passato visto che il film è ambientato alla fine del 20° secolo) la burocrazia ci sommergerà, sarà il vero potere ed il vero modo per controllare la gente; attraverso la burocrazia si esercita un potere dittatoriale odioso, in una società vacua e superficiale, nella sua elite, e povera e disperata negli strati più bassi. L'informazione è potere, chi può controllare l'informazione ha il potere, chi gestisce anche il modo in cui l'informazione viene diffusa nei media e negli apparati pubblici (fra un mare di scartoffie e di moduli) ne detiene ancora di più.


Brazil si inserisce in quel filone di fantascienza distopica (1984, Il mondo nuovo) in cui il futuro viene rappresentato opprimente, in cui la tecnologia (assolutamente comica) è solo un'altra emanazione dell'apparato burocratico, in cui si cerca ad ogni costo un prolungamento artificiale della vita, in cui ogni cosa è distorta ed è proprio come non vorremmo che fosse il nostro futuro.


E allora un ometto, un piccolo ingranaggio dell'apparato burocratico, può solo permettersi di sognare di essere un eroe, di sconfiggere mostri paurosi e di salvare una donna bellissima. La vita normalissima e conformista di Lawry (Jonathan Pryce) viene sconvolta dall'apparizione nella sua vita del terrorista-tecnico del riscaldamento Tuttle (Robert De Niro), che mina il sistema con le sue riparazioni gratuite, e della bellissima donna che appare nei suoi sogni, che scopre essere reale.


E allora cercherà di trasformare in realtà i suoi sogni, le sue illusioni, le sue fantasticherie e la sua immaginazione. Solo che c'è da vedere da che materia sono composti i sogni.



Ho comprato con piacere e ancora con maggior piacere ho rivisto il DVD del film di Terry Gilliam, di una ventina di anni fa. Me lo ricordavo bello questo film ma non così così dolcemente illusorio, così onirico, così tragico e comico. E soprattutto un così forte inno di libertà.

Braziiil... na-na-na-na-na-naaaaaaa...

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# cinema, immaginario

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[lunedì, 17 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Mostri invisibili

I mostri invisibili sono quelli che vediamo tutti i giorni nelle nostre società, le persone che ci passano davanti e davanti alle quali abbassiamo lo sguardo o volgiamo gli occhi altrove. Shannon è diventata un mostro invisibile perché un colpo di pistola le ha portato via mezza faccia; deve rinunciare alla sua carriera di modella e ricostruirsi una nuova vita. Brandy è quasi una vera donna, e intraprende la missione di ricostruire e trasformare Shannon, ma è anche lei un mostro invisibile, non soltanto come transessuale, anzi era molto più invisibile come uomo. I mostri invisibili sono ovunque, e sono molto più invisibili di questi; i veri mostri invisibili probabilmente ce li abbiamo nella testa, nei rapporti con gli altri: il vero mostro invisibile spesso siamo noi stessi di fronte ad uno specchio, quando non ci riconosciamo e vogliamo cambiare, diventare altri, trovare la strada che ci faccia uscire dall'invisibilità.

Questo libro di Chuck Palahniuk è molto bistrattato, invece a me è piaciuto, o almeno non l'ho trovato così brutto come molti dicono. Certo, altri libri di Palahniuk sono migliori però anche questo è leggibile. Diciamo che soffre, stilisticamente, del tentativo dello scrittore di imitare se stesso, il suo stile, quello dei libri precedenti. E lì si perde un po', perché manca quella brillantezza, quella vivacità nel linguaggio che lo caratterizza e che fa sì, in altri, che uno dica "se 'sta cosa qua non la scriveva lui non la scriveva nessun altro". Invece "Invisible Monsters" sembra un po' già letto: è infarcito di colpi di scena, come fa Palahniuk, ma sono un po' scontati e un po' troppi, te li aspetti, è scritto con un linguaggio forte, come fa Palahniuk, ma non è del tutto originale. Non è del tutto Palahniuk, ecco. Comunque si lascia leggere, anche se non entusiasma.

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# libri

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[lunedì, 17 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- 4.000.000 in fila

Dopo tre giorni senza telefono posso tornare a postare. E posto, visto il mio ultimo posto, ancora sulle primarie del centrosinistra, per dire pochissime cose (lunghi editoriali politici potrete leggerli altrove, io faccio le mie modeste considerazioni).

Questi oltre 4 milioni di elettori che significano? Perché è questo il punto, non chi ha vinto, anzi stravinto, le primarie, che già si sapeva. Il dato fondamentale è che più di 4 milioni hanno deciso di mettersi lì in fila (io per un'ora e mezza) per votare per il leader dell'Unione ma soprattutto per dare un segno. Il segno che se gli si chiede di esprimersi gli italiani lo fanno; che magari su certe questioni mostrano indifferenza, come gli ultimi referendum, ma che hanno voglia di dire con forza che in questo paese è ora di cambiare.
Il segno più forte, secondo me, è che se non ci fossero stati questi 4 anni e oltre di governo della destra, di questo governo (leggi ad personam, condoni e concordati fiscali, economia e conti a pubblici a pezzi) probabilmente non ci sarebbe stata una tale mobilitazione. Direte, vabbè erano tutti elettori di centrosinistra, poi erano un po' farlocche come primarie, visto che il leader già riconosciuto da tutti c'era, andava solo legittimato.
Tutta questa gente, che di domenica si mette un'ora in fila per un voto che ha un significato più simbolico che pratico, vuole partecipare, vuole dire la sua, vuole venire ascoltata. E a questo punto si stabilisca di ascoltare la società sempre più spesso, come metodo. Non si butti questo patrimonio di 4 milioni di elettori che avevano voglia di dire la loro.

Il numero resta, e nessuno lo aveva previsto (leggevo ieri che 350.000 votanti avrebbe cominciato ad essere un buon numero, sondaggi alla mano). E rappresenta la voglia di cambiamento della gente, la voglia di mobilitazione, il segno che alle prossime politiche probabilmente nessun voto andrà buttato. Sempre che sarà possibile contarli i voti fra qualche mese, con l'aria che tira...

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# politica, fatti e opinioni

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[venerdì, 14 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Primarie alla carbonara

Apro una parentesi politica. Come sicuramente saprete domenica si svolgeranno le primarie dell'Unione per la scelta del candidato per la presidenza del consiglio alle prossime politiche.

Apro questa parentesi perché credo, anzi sicuramente, andrò a votare anche se ancora non so per chi. Il fatto è che si tratta di primarie anomale, come tutti possono vedere ed è già stato rilevato, perché alla fine si va a votare per un candidato che i partiti hanno già accettato come leader (Prodi, per chi non se ne fosse accorto) ma che va legittimato. E gli altri candidati dicono (tranne gli indipendenti) che si sono presentati per rappresentare ognuno la propria area politica pur riconoscendo Prodi, ecc. ecc.

Premetto che andrò a votare con spirito curioso e perché lo strumento in sé mi piace e spero che possa diventare un'abitudine (magari con primarie vere la prossima volta), ma ancora non ho deciso se votare per Prodi o buttare lì un voto un po' di protesta e un po' di cambiamento. Se fosse per me il mio voto lo darei all'amico Uolter, l'unico personaggio in grado di smuovermi in maniera più decisa.

Ecco, vi chiedo, a chi è interessato, voi ci andate a votare per le primarie (naturalmente se siete elettori di centrosinistra e sinistra)? Non tanto per chi, che credo alla fine è un discorso secondario viste le premesse, ma se ci andate, badate bene. Sarò curioso di vedere quanta gente alla fine sarà andata a votare, per capire se sarà un esperimento da ripetere o se è stato solo un momento estemporaneo. Mi sa che in ogni caso sarà la seconda che ho detto.

Immaginato da PhilipDick alle 10:30 / p.link
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# politica, fatti e opinioni

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[giovedì, 13 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Incontri metropolitani. Il fascino di un sorriso

Uscendo dall'uffcio dopo un turno che ti ha lasciato un po' rincoglionito ma in cui tutto sommato credi di aver fatto bene (si aspettano eventuali tirate di orecchie) naturalmente soffri di un po' di stanchezza, ed hai anche una faccia che potrebbe sembrare quella di un morto. Però basta un piccolo incontro per sollevare il morale e farti passare un pochino la stanchezza.

Per esempio capita che passi davanti alla libreria affianco al tuo ufficio e sbirci dalla vetrina per vedere che aria tira che c'era la presentazione di un libro di un rampollo di una grande casa editrice italiana che ha fatto 50 anni. E capita che la commessa della libreria, quella tanto carina con cui ti sei messo a parlare quando ci fu l'incontro con Joe R. Lansdale, ti sorrida e ti inviti ad entrare dentro a mangiare un pezzo di pizza, che la presentazione è finita ma c'è la parte pappatoria. E così fai due chiacchere e prendi questo libro qui (intorno al quale giri da un po' di tempo e che hai aspettato inutilmente che una tua amica si ricordasse di portartelo), approfittando di uno sconto sui libri del suddetto editore, soprattutto perché quegli occhi neri e profondi e quel bel sorriso hanno un fascino irresistibile. Poi dopo ore passate con i miei colleghi...

Sarà che è perché sono un così buon cliente (che ogni volta che la vede finisce per acquistare qualcosa) che lei mi sorride sempre quando mi vede? Purtroppo mi sa di sì... Ma non importa, queste piccole cose risollevano il morale dopo una giornata di lavoro. Oggi che libro posso andare a comprare?

Immaginato da PhilipDick alle 08:22 / p.link
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# diario e pensieri vari

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[martedì, 11 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un chiodo

Un urlo incredibile vibra nell’aria. Un urlo che devi immaginare perché è impossibile per me riprodurlo. Un urlo affilato come un chiodo, di quelli grossi da carpentiere, che ti viene piantato in un orecchio, prima piano, appena appoggiato ma già ne senti la pressione, senti che il metallo è freddo e cattivo, che non ha anima. È solo metallo. E allora il chiodo comincia a spingere contro il tuo timpano e nemmeno di accorgi quando lo buca, ma lo sai che l’ha bucata quella sottile membrana perché è come se oltre al chiodo ti avessero ficcato dentro l’orecchio un batuffolo di cotone, perché la sensazione che provi nell’ascoltare la voce che ti è affianco è di lontananza, di una consistenza quasi fantasmatica.
Solo un rivolo di sangue inizia a colare giù, lo senti caldo sul tuo lobo e allora si accende qualche interruttore nel tuo cervello, uno in più per ogni goccia che sgorga fuori e scorre giù lungo la tua guancia fino al collo, e cominci a pensare che stavolta non ce la farai, che non può andare sempre bene, e che hai finito tutte le carte buone. E pensi anche che sei un coglione, che stavolta hai rischiato troppo, che non dovevi accettare quel lavoro ma, cazzo, ti servivano quei soldi, e poi ne hai affrontate pure di peggio.
Si accende anche l’interruttore del sudore freddo e del delirio, e cominci a urlare. Ora urli davvero perché hai capito cosa sta per succedere o, meglio, lo sapevi già ma ora sai che accade, in questo momento, istante dopo istante, attimo dopo attimo. È un film al rallentatore, questo, in cui puoi vedere fotogramma per fotogramma ogni singolo particolare, e se vuoi puoi anche mandare avanti veloce, tanto sai come andrà a finire, non arriveranno i buoni a salvarti, perché non ci sono buoni in questa storia che ti sto raccontando.
Ogni briciolo di consapevolezza in più corrisponde ad un qualche messaggio che viaggia lungo le sinapsi che collegano i neuroni del tuo cervello, che stanno impazzendo di scariche elettriche perché loro lo hanno capito un nanosecondo prima di te che cosa sta per accadere. E questi impulsi elettrici che a me piace pensare come il morse punto linea punto punto linea, e chissà che cazzo ho detto, mettono insieme qualcosa di compiuto, informazioni, dati, bit, che dicono solo una cosa, una cosa irrazionale, senza senso alcuno. Ti dicono che devi urlare anche se sai che non c’è nessuno che possa ascoltarti ma non è un grido di aiuto quello; è un grido di guerra, è l’ultimo respiro che forse potrai esalare e allora lo rendi più grosso e più potente che puoi, proprio nel momento in cui, anche se non la vedi, senti una goccia del tuo sangue che ha terminato il suo percorso in uno splash su quel pavimento sporco e ti spiace un po' per quel fluido vitale sprecato così, pensi che è un peccato. Forse è perfino per quello che tiri fuori dai tuoi polmoni fino all’ultima particella d’aria.
Allora continua ad immaginare questo urlo, che fra poco capirai di che si tratta. Un chiodo, grosso di quelli da carpentiere, immaginalo bene perché quella è la forma della paura. Immagina le goccioline di sudore che imperlano la tua fronte quando hai il chiodo appoggiato nel condotto auricolare. Immagina il ghigno di chi tiene in mano il chiodo. Immagina che ora, al posto mio, ci sia tu legato su quella sedia e in balia della bramosia omicida di un pazzo deciso ad avere l'ennesimo orgasmo nel vedere il sangue che schizza via dall'orecchio insieme ad un po' di gelatina grigia. Ecco, allora che cazzo stai facendo ancora lì e perché non vieni a tirarmi fuori brutto bastardo, grandissimo figlio di puttana? Perché non te ne frega niente, vero? E te ne resti stravaccato in poltrona a guardare questo reality show, che purtroppo è reale per davvero. Io volevo solo un po' di notorietà, ed ora ho il 90% dello share tutto per me. Chissà se è un bene. Mandate a letto i bambini, quello che state per vedere potrebbe impressionarli. Accendete i videoregistratori.

Immaginato da PhilipDick alle 09:30 / p.link
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# racconti

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[lunedì, 10 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- La matrice spezzata

Un salto nella Matrice Disaggregata io, se fossi in voi, lo farei. Potreste incontrare cani solari, puttane d'alto bordo, politici senza scrupoli e politici visionari, pirati, teatranti, strani alieni affaristi, una colonia spaziale di tessuto organico (carne, una massa enorme di carne) e molto altro.

La matrice spezzata (Schismatrix) di Bruce Sterling (libro del 1985) rappresenta una delle vette più alte della fantascienza moderna, ed è sicuramente il libro di respiro più ampio dello scrittore, che, di solito, scrive sempre di un futuro prossimo, di un basso futuro, delineando scenari e prospettive non troppo lontani dalla realtà. Questo libro invece proietta l'umanità nello spazio, fra molti secoli, e ne racconta le vicende nell'arco di oltre un secolo e mezzo, attraverso le avventure di Abelard Lindsay, ribelle politico che viene esiliato dalla Repubblica Circumlunare del Mare della Serentià e da allora inizia a peregrinare per colonie e asteroidi, fra un pianeta e l'altro dell'universo umano conosciuto come Matrice Disaggregata, in cui si fronteggiano politicamente e materialmente le due fazioni in cui l'umanità si è divisa, i Plasmatori e i Mechanist. I primi puntano ad una evoluzione e un miglioramento dell'uomo attraverso l'ingegneria genetica e l'addestramento psichico, i Mech invece si fanno portatori di una ideologia più materiale, in cui gli uomini vanno oltre i loro limiti biologici grazie alla meccanica, e agli innesti biomeccanici ed elettronici nei corpi. Plasmatori e Mech si fronteggiano anche politicamente, economicamente e filosoficamente, sono distanti sotto ogni punto di vista, tranne che per l'artificiale e continuo prolungamento della vita umana.

Lindsay inizia come Plasmatore ma si ritrova ben presto da solo, un cane solare, un ribelle che scappa da una parte all'altra e che porta avanti i suoi piani di crescita personale e dell'umanità stessa. Perché il futuro non è lo scontro fra i blocchi, ma una sorta di anarchia in cui quello che contano non sono le nazioni ma i popoli, che sopravvivono alle nazioni, come ripete lui stesso. Mech e Plasmatori sono il risultato del massimo sviluppo tecnologico dell'umanità ma sono civiltà decadenti, da cui non potrà nascere niente di nuovo perché governate da vecchi centenari. Nuovo sarà invece il post-umanismo, il nuovo ideale che raccoglierà chi non si riconosce nell'una o nell'altra parte.

Un libro che va letto per la ricchezza di idee, di spunti che escono fuori da ogni pagina, per la sfrenata fantasia di Sterling che qui ha dato davvero il meglio di sé, unendo il filone cyberpunk con alcuni temi tipici della fantascienza classica legata ai viaggi nello spazio e alle civiltà spaziali. Lo scrittore butta sul piatto temi come la costruzione dell'identità, l'evoluzione psicologica e biologica che impone di domandarsi se saremo più mech o plasmatori, il conflitto fra generazioni, l'affermarsi di nuove religioni e di nuovi culti, il superamento di ogni logica democratica nei regimi politici a cui si contrappone l'ideale anarchico di ricostruire la civiltà per piccoli gruppi auto-organizzantisi.
Insomma un romanzo pregno di tante cose che gli amanti del genere non possono non leggere (o aver letto), ma che mi sento di consigliare anche agli altri, per la bellezza anche stilistica del romanzo (gli scrittori dell'ondata cyberpunk si caratterizzano per un linguaggio spesso barocco, difficile, ma che lascia impresse alcune immagini che ormai fanno parte, appunto, del nostro immaginario).

Immaginato da PhilipDick alle 09:05 / p.link
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# libri, cyberpunk, immaginario, sterling

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[venerdì, 07 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Gocce di sudore

Ecco, qua, lo stipendio di settembre, per i primi giorni di lavoro. Ora potrò dedicarmi a spese folli! No, troppo poco. A spese galattiche! Purtroppo la busta paga è quella che è, per di più per due settimane scarse...

Un paio di idee ce le ho già per togliermi qualche sfizio. Secondo voi? Certo, un salto in libreria lo faccio sicuramente, forse pure qualche altra cosetta. Il frutto del mio sudatissimo lavoro: me lo sono guadagnato tutto, a forza di guardare ore e ore di Uno mattina estate, con lo "psico-coiffeur" (giuro,sul sottopancia scrivono così: e se non sapete chi è meglio per voi) Michel e le ricette spacca-fegato di Vissani; ore e ore di Mirabella a Cominciamo bene estate, che parla parla ma alla fine non dice niente; ore di rassegne stampa; perfino qualche Marzullo. Ora so che a qualcosa è servito!

Che posso comprarmi?

Immaginato da PhilipDick alle 09:03 / p.link
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# diario e pensieri vari

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[venerdì, 07 ottobre 2005]
-------------------------------------------------------------------------------------- Un reportage interessante

Stamattina vi faccio una nuova segnalazione. Guardando in tv Rai News24 ho visto un pezzo di reportage che sta andando in onda questa settimana. Si tratta di L'ultima campagna di Marcos, di Luciano Minerva che ha seguito l'assemblea dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale del 16 settembre in cui l'EZLN ha annunciato che Marcos marcerà in tutto il Messico durante la campagna elettorale per il nuovo presidente della repubblica (in Morti scomodi, che ho recensito nei mesi scorsi, Marcos spiegava abbastanza bene come il governo di Fox sia stato uno dei più corrotti degli ultimi anni). Marcos non appoggerà nessun candidato ma darà voce al popolo nella sua marcia.

Il reportage lo trovate anche in rete a questo indirizzo qui. Secondo me vale la pena darci un'occhiata.

Immaginato da PhilipDick alle 08:25 / p.link
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# tele visioni

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“L’irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione a cui può spingersi l’immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, bé… la gente muore.”

Chuck Palahniuk
(Soffocare)

“L'immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C'è chi come loro vi resta impigliato e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”

Valerio Evangelisti
(Nicolas Eymerich, inquisitore)

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d'ombra che sopravviveranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”

Neil Gaiman
(Sandman - A Midsummer Night's Dream)

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